La Commissione ha adottato la comunicazione congiunta «Il vicinato settentrionale europeo: una nuova strategia per l’Artico». Ad annunciarla è stata una breve dichiarazione della presidente von der Leyen, mentre la presentazione è stata affidata all’Alto Rappresentante e vicepresidente Kaja Kallas ed al commissario Jozef Síkela. Per la von der Leyen l’Artico è «uno dei luoghi in cui le placche tettoniche della geopolitica collidono» ed è in parte territorio dell’Unione, dal momento che tre Stati membri sono Paesi artici e nella regione vivono oltre mezzo milione di cittadini europei. È il vicinato settentrionale dell’Unione, connesso e cruciale per il suo futuro. Di qui la diagnosi di una regione dove sovranità, integrità territoriale e regole che ne hanno garantito la stabilità «non possono più essere date per scontate» e dove l’Unione deve quindi mutare la propria postura.
Rispetto alla strategia del 2021 il documento sposta il centro di gravità sulla sicurezza, in un contesto che Kallas ha descritto come molto più ostile. Il ritiro dei ghiacci ha aperto l’accesso a risorse e rotte, e ha fatto della regione la prima linea della competizione fra potenze. La Russia riapre le basi di epoca sovietica e la sua flotta ombra minaccia navigazione e ambiente, mentre crescono le ambizioni cinesi con investimenti in infrastrutture critiche da vagliare con attenzione. Di qui l’estensione di Copernicus e Galileo all’Artico, un polo per i cavi sottomarini che dovrà crescere in un centro per la sicurezza marittima, gli acquisti congiunti di rompighiaccio, l’obiettivo di una mobilità militare più solida e 260 milioni di euro del Fondo europeo per la difesa per tecnologie adatte agli ambienti estremi. Il secondo pilastro è la cooperazione con Norvegia, Islanda, Canada, Regno Unito e Stati Uniti, sul modello del vertice artico europeo di Rovaniemi di settembre, e un pacchetto da 200 milioni di euro per energia e infrastrutture groenlandesi.
Síkela ha sviluppato la parte economica e sociale intorno al criterio degli investimenti a duplice uso, con i collegamenti ferroviari nordici di Rail Nordica, il cavo panartico e un nuovo polo europeo per la ricerca polare. Per le comunità ha annunciato più opportunità Erasmus+ allargate all'area e un consiglio consultivo giovanile presso l’ufficio dell’Unione a Nuuk.
Tuttavia persistono alcune criticità, quali l’assenza di dotazioni nuove e la conseguente mancanza di un piano di acquisto per i rompighiaccio e di un calendario per il polo sui cavi. Síkela ha riconosciuto che nell’attuale ciclo finanziario non è possibile assumere impegni, rinviando al negoziato sul bilancio pluriennale. Quanto all’ipotesi di basi militari europee in Groenlandia, data l’ambiguità dell’alleato americano, Kallas ha risposto con prudenza, affidando quella funzione ai poli previsti dalla strategia e lasciando la porta aperta a tutti i Paesi che ne condividono i valori, Stati Uniti compresi, se lo desiderano. Viene confermata la linea restrittiva del 2021 sugli idrocarburi artici, nonostante i piani di esplorazione norvegesi, e l’impegno a non avviare progetti minerari nelle terre sami senza il consenso delle comunità locali.