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22/10/2026

La Giornata della Commissione 22/10/2026

In sala stampa oggi

Il punto stampa di oggi, condotto dalla portavoce capo Paula Pinho, prende le mosse dalla chiusura del piano di ripresa tedesco e l’indagine su Booking.com. La Germania è il terzo Stato membro a completare il proprio piano dopo Danimarca e Svezia. Fra le voci finanziate figurano oltre tremila autobus elettrici, mille punti di ricarica e i progetti strategici su idrogeno e microelettronica. Sull’indagine a Booking.com il portavoce per la Sovranità tecnologica ha motivato i tempi citando i numeri: dalla piattaforma passa il sessantasei per cento delle prenotazioni alberghiere online in Europa e la società stessa segnala un aumento delle truffe del cinquecento per cento fra il 2022 e il 2024, con frodi per 4,2 miliardi di euro nel solo 2024.

Sull’energia la Commissione prefigura un inverno difficile, con stoccaggi di gas sotto la media storica ma senza problemi di sicurezza degli approvvigionamenti. Pesa l’assenza di scorte strategiche obbligatorie di gas: la discussione su una riserva, emersa nel Consiglio europeo della settimana scorsa, potrebbe arrivare al prossimo consiglio informale dell’Energia. Sul regolamento metano la Commissione ha proposto di rinviare di un anno gli obblighi di comunicazione, mentre il Parlamento chiede tre anni e diversi Stati membri termini ancora più lunghi. La portavoce non ha voluto specificare se Bruxelles sia disposta a ritirare il testo qualora i colegislatori andassero oltre.

L’Ucraina occupa la parte centrale del briefing. L’incontro di ieri a Oslo, ospitato dal primo ministro norvegese Støre con il presidente finlandese Stubb e Zelensky, ha riunito l’inviato statunitense Steve Witkoff e i consiglieri per la sicurezza nazionale di Germania, Regno Unito e Italia, insieme ai rappresentanti della Commissione e della NATO. In vista del colloquio fra l’inviato americano e Putin, in corso oggi a San Pietroburgo, l’obiettivo era capire se esistano le condizioni per portare Ucraina e Russia allo stesso tavolo. La Commissione ha ribadito le consuete due condizioni non negoziabili, la presenza dell’Ucraina a qualunque tavolo la riguardi e il coinvolgimento europeo.

Sul fronte fdella possibilità di nuovi fondi a Zelensky, lè stato ricordato che con il prestito da novanta miliardi l’Unione copre due terzi delle esigenze stimate per il 2026 e il 2027. Il terzo restante dovrà venire dai partner, come ha ripetuto la presidente von der Leyen al Consiglio europeo. Più delicato il capitolo delle comunicazioni satellitari, con il rallentamento dei servizi Starlink in Ucraina definito profondamente preoccupante e incoerente con la condotta precedente della società, e la richiesta a SpaceX di ripristinare il servizio da cui dipendono soldati e droni. La Commissione ne ricava l’argomento per accelerare su IRIS² e per difendere la propria proposta sulla banda dei 2 GHz.

Lo stesso giorno Kaja Kallas ha incontrato a Bruxelles il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan per discutere del Mar Nero, del Medio Oriente, di Cipro e del memorandum marittimo fra Turchia e Libia, ratificato dal parlamento libico e respinto ieri da una dichiarazione congiunta di von der Leyen e Costa. La Commissione è netta sul piano giuridico ma cauta su quello diplomatico: intese che non rispettano il diritto internazionale non producono effetti per gli Stati terzi né per gli Stati membri, le implicazioni sono in valutazione, ma la priorità resta il dialogo e la riduzione della tensione. Sulla Serbia, al voto domenica, il portavoce per l’Allargamento ha ribadito che le elezioni non interferiscono con un negoziato di adesione fermo in attesa di riforme concrete e ha rinviato alla relazione annuale attesa fra due o tre settimane.

Truffe e annunci occulti: indagine su Booking.com

Oggi la Commissione europea ha avviato un procedimento formale per valutare se Booking.com abbia violato il regolamento sui servizi digitali (DSA) per non aver valutato con diligenza né attenuato efficacemente i rischi legati agli annunci fraudolenti e alle truffe di phishing. La piattaforma potrebbe aver violato il DSA anche in materia di trasparenza, per non aver indicato chiaramente come pubblicità gli annunci i cui inserzionisti hanno pagato per ottenere una posizione più elevata nei risultati di ricerca mostrati agli utenti.

Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato: «Gli europei devono poter prenotare le proprie vacanze senza temere di essere truffati. Il regolamento sui servizi digitali fissa responsabilità precise in capo alle piattaforme per far fronte a questi rischi, e dobbiamo garantire che la principale piattaforma di prenotazione in Europa prenda tali responsabilità sul serio.»

NextGenerationEU: via libera all’ultimo pagamento alla Germania

Oggi la Commissione ha valutato positivamente la quarta e ultima richiesta di pagamento della Germania, per un valore di 6 miliardi di euro, nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza, elemento centrale di NextGenerationEU.

Con questa quarta e ultima richiesta di pagamento la Germania ha attuato tutte le riforme e gli investimenti previsti dal proprio piano, per un totale di 30,3 miliardi di euro. La Commissione ha constatato che la Germania ha conseguito in modo soddisfacente gli 8 traguardi e i 19 obiettivi fissati nella decisione di esecuzione del Consiglio.

Essi corrispondono a riforme e investimenti nei settori della transizione verde delle infrastrutture dei trasporti e dell’energia, dell’efficienza energetica degli edifici residenziali e della digitalizzazione della sanità e della pubblica amministrazione.

La Germania ha presentato la richiesta di pagamento il 25 settembre 2026. Con questo pagamento il totale dei fondi erogati alla Germania nell’ambito del dispositivo raggiungerà i 30,3 miliardi di euro, compresi 2,5 miliardi di prefinanziamento. Ciò significa che il 100% dei finanziamenti assegnati alla Germania nell’ambito del suo piano per la ripresa e la resilienza sarà stato erogato una volta che anche il Consiglio avrà approvato la richiesta di pagamento, con tutti i 127 traguardi e obiettivi conseguiti.

Giornalismo e pluralismo dei media: 20,5 milioni dal programma Europa creativa

La Commissione europea ha pubblicato tre bandi nell’ambito del programma Europa creativa per sostenere il giornalismo professionale e il pluralismo dei media, rafforzare la resilienza del settore e promuovere l’alfabetizzazione mediatica.

Il primo bando finanzia i partenariati giornalistici, promuovendo le collaborazioni fra media e il lavoro delle testate locali e di interesse pubblico, per un importo complessivo di 14 milioni di euro. Il bando comprende due strand: il primo, dedicato al pluralismo, si rivolge alle organizzazioni in grado di istituire e distribuire fondi a favore di testate attive in settori di particolare rilevanza per la democrazia, come i media locali e di interesse pubblico. Il secondo strand, dedicato alla collaborazione, mira a sostenere proposte transfrontaliere e collaborative fra organizzazioni giornalistiche incentrate su modelli imprenditoriali innovativi e su progetti giornalistici in tutta Europa.

Un ulteriore invito destinerà 3,5 milioni di euro a progetti transfrontalieri di alfabetizzazione mediatica, per contribuire a rafforzare le competenze dei cittadini, consentendo loro di muoversi nello spazio informativo in modo sicuro e consapevole e accrescendo la resilienza della società alla disinformazione e alla manipolazione e interferenza straniere nello spazio informativo (FIMI).

Un terzo invito, del valore di 3 milioni di euro, potenzierà un meccanismo europeo indipendente di risposta rapida per monitorare le violazioni della libertà di stampa e dei media nell’Unione e nei Paesi candidati. Il monitoraggio contribuirà a produrre dati e analisi migliori sulle minacce al pluralismo dei media e alla sicurezza dei giornalisti, alimentando la relazione annuale sullo Stato di diritto.

Lo Scudo europeo per la democrazia prevede un sostegno finanziario rafforzato al giornalismo indipendente e locale nell’ambito del programma per la resilienza dei media, facendo da ponte fra l’attuale sostegno al settore e i programmi di finanziamento proposti nel nuovo quadro finanziario pluriennale. La Commissione ha proposto di aumentare i finanziamenti al settore dell’informazione nell’ambito del programma AgoraEU.

I tre inviti si apriranno alle candidature il 22 ottobre e fanno parte di un più ampio sostegno dell’Unione al settore dell’informazione.

Biologico: intesa su etichettatura, certificazione e importazioni

La Commissione europea accoglie con favore l’accordo raggiunto oggi fra il Parlamento europeo e il Consiglio per modificare alcune norme in materia di produzione, etichettatura e certificazione, nonché le norme sugli scambi con i Paesi terzi, nel settore biologico. Le norme riviste aiuteranno i consumatori a compiere scelte più informate sui prodotti biologici importati. L’accordo introduce inoltre modifiche puntuali alle norme di produzione e certificazione, semplificando e migliorando il quadro per gli operatori del biologico. Tali modifiche sosterranno gli investimenti, creeranno opportunità di lavoro nel settore e favoriranno lo sviluppo di pratiche agricole con elevati standard ambientali.

Sulla base dei contributi raccolti durante le consultazioni con le parti interessate, la proposta della Commissione mirava a garantire scelte informate dei consumatori, una maggiore fiducia e una concorrenza equa nel mercato del biologico. Il riconoscimento dei sistemi equivalenti dei Paesi terzi sarebbe prorogato fino al 31 dicembre 2036, evitando possibili perturbazioni degli scambi. La proposta prevedeva anche adeguamenti puntuali delle norme di produzione e certificazione, con una semplificazione e un miglioramento del quadro per gli operatori.

Il commissario per l’Agricoltura e l’alimentazione, Christophe Hansen, ha dichiarato: «Oggi abbiamo raggiunto un accordo rapido e semplificato nell’interesse sia dei produttori sia dei consumatori. Questo accordo darà al settore biologico la chiarezza di cui ha bisogno per continuare a crescere. I nostri produttori hanno bisogno di norme prevedibili e di condizioni di parità. Adattando il nostro quadro normativo sosteniamo la competitività della produzione biologica europea mantenendone gli elevati standard. E rafforziamo la fiducia dei consumatori nel marchio biologico dell’Unione, qualunque sia l’origine del prodotto che acquistano.»

 

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La Giornata UE
22/10/2026

Erasmus+ 2028-2034: il Parlamento chiede 47,4 miliardi e apre a Regno Unito, Svizzera e Canada

Il relatore Bogdan Zdrojewski (PPE) ha presentato in conferenza stampa la relazione del Parlamento sul futuro Erasmus+, che l’Aula discute questo pomeriggio e vota domani. Il testo nasce da un anno di lavoro, cinque sessioni consultive e il confronto con circa centocinquanta fra organizzazioni non governative, università, enti sportivi e associazioni di volontariato. Sulla bozza sono piovuti milleduecento emendamenti, ricondotti a otto compromessi. Su quella base la commissione Cultura e istruzione ha adottato la posizione con ventiquattro voti favorevoli, uno contrario e un’astensione.

Il nodo è il bilancio. La dotazione attuale è di circa ventisei miliardi di euro, la Commissione ne propone quasi quarantuno per il periodo 2028-2034, il Parlamento ne chiede 47,4. Zdrojewski ha ricordato che i tagli avanzati dalla presidenza cipriota, contenuti ma visibili, sono stati respinti, e che quelli rimessi sul tavolo dalla presidenza irlandese hanno avuto la stessa sorte, con l’auspicio che il prossimo testo negoziale difenda le cifre dell’Assemblea. Sull’architettura il Parlamento si discosta dalla Commissione, che chiedeva maggiore flessibilità: la commissione Cultura vuole mantenere bilanci settoriali distinti e fissare quote minime, il 74,6% per istruzione e formazione, il 15% per gioventù e volontariato, il 4,1% per lo sport amatoriale e associativo.

Il programma è rivolto non solo alla comunità scolastica ed accademica, ma abbraccia anche la formazione professionale, l’educazione non formale, gli adulti e la terza età, con la possibilità di finanziare i corsi delle università per anziani. Per l’inclusione la relazione vincola almeno un quinto dei fondi a chi parte da condizioni economiche, culturali o geografiche svantaggiate, con un’attenzione particolare a chi vive nelle isole. Le borse saranno indicizzate periodicamente al costo della vita, e le procedure per le organizzazioni più piccole, che nelle consultazioni avevano denunciato la fatica di accedere al programma, alleggerite con una piattaforma di candidatura più funzionale.

Sul fronte esterno la novità più immediata è il rientro del Regno Unito, che tornerà in Erasmus+ dal primo gennaio 2027, versando un contributo proprio di quasi 700 milioni di euro. Zdrojewski non ha nascosto la soddisfazione politica, sottolineando come quel rientro dimostri che la Brexit è stata un errore. Con la Svizzera il negoziato è più intricato, ma si confida in una chiusura rapida, mentre con il Canada si lavora a un accordo di associazione analogo a quello britannico. Le richieste arrivano da molti altri Paesi, ma il relatore invita alla cautela, perché allargare troppo il programma significherebbe ridurre le opportunità dei giovani che vivono già nell’Unione.

 

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20/10/2026

Mobilità militare: accordo atteso per il 9 dicembre

I due negoziatori del Parlamento europeo sul pacchetto per la mobilità militare, Michał Szczerba (PPE) e il vicepresidente dell’Assemblea Roberts Zīle (ECR), hanno riferito oggi in conferenza stampa l’esito del secondo trilogo politico con il Consiglio, al quale hanno partecipato la presidenza irlandese e i commissari Andrius Kubilius (Difesa e Spazio) e Apostolos Tzitzikostas (Trasporti). Entrambi hanno insistito sulla percezione di urgenza condivisa dalle tre istituzioni, astenendosi però da ogni indicazione sui compromessi raggiunti. Il tavolo si è soffermato sui partner più stretti, su Ucraina e Moldova e sulle funzionalità del sistema informativo, mentre la parte sull’emergenza, il meccanismo EMERS, è stata rinviata all’ultima sessione perché ancora immatura. Il livello tecnico interistituzionale ha già tenuto sette incontri, e l’ultima riunione politica è fissata per il 9 dicembre.

Il Parlamento negozia sulla base della posizione adottata in luglio con un’ampia maggioranza, riconfermata in una riunione con tutti i gruppi tenuta prima del trilogo. Le priorità avanzate mettono al centro procedure più semplici, con autorizzazioni prevedibili e un coordinamento effettivo fra autorità nazionali e gestori delle infrastrutture. Seguono l’interoperabilità con la NATO, la digitalizzazione sicura, la resilienza delle infrastrutture e gli investimenti, senza i quali la norma non produce capacità.

Se il dossier resta difficile, come ha spiegato Zīle, è per la natura dei tre interlocutori. La Commissione guarda ai colli di bottiglia transfrontalieri con gli occhi dell’esecutivo, il Parlamento è eletto direttamente ma resta composto di rappresentanti dei rispettivi Stati, e nel Consiglio convivono ministeri della Difesa e dei Trasporti con competenze distribuite in modo diverso da Paese a Paese. La volontà politica però non manca e nasce dalla lezione ucraina sul valore del tempo: non si possono impiegare anni a costruire sistemi digitali che molti ministeri della Difesa già utilizzano, mentre i potenziali avversari osservano con attenzione quanto l’Unione saprà essere efficace su questo fronte.

Sul piano finanziario Szczerba ha ricordato che la proposta della Commissione destina alla mobilità militare diciotto miliardi di euro nello strumento per collegare l’Europa, contro gli attuali 1,7 miliardi, e che gli Stati membri potranno attingere al Fondo di coesione per le infrastrutture a duplice uso. Zīle ha però avvertito che la proposta della presidenza irlandese sul quadro pluriennale riduce di circa l’11% quello strumento e la mobilità militare, e ha richiamato il precedente del 2020, quando i 6,5 miliardi che la Commissione aveva previsto per la mobilità militare furono prima cancellati nel corso del negoziato e poi reintrodotti dal Consiglio europeo a 1,7.

Restano aperte due questioni. La compensazione e la responsabilità delle imprese civili di trasporto chiamate a mettere a disposizione mezzi e tracce ferroviarie, tema presente nella posizione del Parlamento e non in quella delle altre istituzioni. E la richiesta norvegese di prendere parte ai lavori del Consiglio sul dossier, su cui i relatori si sono rimessi al Consiglio stesso.

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20/10/2026

L’Artico diventa «vicinato settentrionale»: la nuova strategia dell’Unione

La Commissione ha adottato la comunicazione congiunta «Il vicinato settentrionale europeo: una nuova strategia per l’Artico». Ad annunciarla è stata una breve dichiarazione della presidente von der Leyen, mentre la presentazione è stata affidata all’Alto Rappresentante e vicepresidente Kaja Kallas ed al commissario Jozef Síkela. Per la von der Leyen l’Artico è «uno dei luoghi in cui le placche tettoniche della geopolitica collidono» ed è in parte territorio dell’Unione, dal momento che tre Stati membri sono Paesi artici e nella regione vivono oltre mezzo milione di cittadini europei. È il vicinato settentrionale dell’Unione, connesso e cruciale per il suo futuro. Di qui la diagnosi di una regione dove sovranità, integrità territoriale e regole che ne hanno garantito la stabilità «non possono più essere date per scontate» e dove l’Unione deve quindi mutare la propria postura.

Rispetto alla strategia del 2021 il documento sposta il centro di gravità sulla sicurezza, in un contesto che Kallas ha descritto come molto più ostile. Il ritiro dei ghiacci ha aperto l’accesso a risorse e rotte, e ha fatto della regione la prima linea della competizione fra potenze. La Russia riapre le basi di epoca sovietica e la sua flotta ombra minaccia navigazione e ambiente, mentre crescono le ambizioni cinesi con investimenti in infrastrutture critiche da vagliare con attenzione. Di qui l’estensione di Copernicus e Galileo all’Artico, un polo per i cavi sottomarini che dovrà crescere in un centro per la sicurezza marittima, gli acquisti congiunti di rompighiaccio, l’obiettivo di una mobilità militare più solida e 260 milioni di euro del Fondo europeo per la difesa per tecnologie adatte agli ambienti estremi. Il secondo pilastro è la cooperazione con Norvegia, Islanda, Canada, Regno Unito e Stati Uniti, sul modello del vertice artico europeo di Rovaniemi di settembre, e un pacchetto da 200 milioni di euro per energia e infrastrutture groenlandesi.

Síkela ha sviluppato la parte economica e sociale intorno al criterio degli investimenti a duplice uso, con i collegamenti ferroviari nordici di Rail Nordica, il cavo panartico e un nuovo polo europeo per la ricerca polare. Per le comunità ha annunciato più opportunità Erasmus+ allargate all'area e un consiglio consultivo giovanile presso l’ufficio dell’Unione a Nuuk.

Tuttavia persistono alcune criticità, quali l’assenza di dotazioni nuove e la conseguente mancanza di un piano di acquisto per i rompighiaccio e di un calendario per il polo sui cavi. Síkela ha riconosciuto che nell’attuale ciclo finanziario non è possibile assumere impegni, rinviando al negoziato sul bilancio pluriennale. Quanto all’ipotesi di basi militari europee in Groenlandia, data l’ambiguità dell’alleato americano, Kallas ha risposto con prudenza, affidando quella funzione ai poli previsti dalla strategia e lasciando la porta aperta a tutti i Paesi che ne condividono i valori, Stati Uniti compresi, se lo desiderano. Viene confermata la linea restrittiva del 2021 sugli idrocarburi artici, nonostante i piani di esplorazione norvegesi, e l’impegno a non avviare progetti minerari nelle terre sami senza il consenso delle comunità locali.

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Focus
19/10/2026

La Giornata della Commissione 19/10/2026

Dal Fondo europeo per l’innovazione 3,4 miliardi a 77 progetti per le tecnologie pulite

La Commissione europea ha selezionato 77 progetti europei di tecnologie a zero emissioni nette che riceveranno un sostegno finanziario di 3,4 miliardi di euro nell’ambito dell’invito a presentare proposte per le tecnologie a zero emissioni nette del Fondo per l’innovazione. Reinvestendo i proventi del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS) in tecnologie innovative di decarbonizzazione, questi progetti rafforzeranno la leadership industriale e la competitività dell’Europa in questi settori e contribuiranno alla transizione pulita, all’indipendenza e alla sicurezza energetica.

Secondo le stime della Commissione, i 77 progetti hanno il potenziale per ridurre in misura significativa le emissioni di gas a effetto serra, evitando l’equivalente di circa 290 milioni di tonnellate nel loro primo decennio di attività e contribuendo in modo rilevante all’obiettivo della neutralità climatica dell’UE per il 2050.

Oltre 390 milioni dal programma LIFE per 135 nuovi progetti su clima e ambiente

La Commissione europea ha concesso oltre 390 milioni di euro a 135 nuovi progetti in tutta Europa nell’ambito del programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima. L’importo assegnato rappresenta più della metà dei 579 milioni di euro complessivi necessari per questi progetti. I fondi restanti provengono da amministrazioni nazionali, regionali e locali, partenariati pubblico-privato, imprese, partner dei progetti e organizzazioni della società civile.

I progetti LIFE svolgono un ruolo di rilievo nella transizione dell’UE verso un’economia pulita, circolare e resiliente. Contribuiscono a una migliore preparazione e resilienza di fronte agli eventi meteorologici estremi e all’obiettivo dell’UE di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

La Commissione propone di allentare i vincoli della direttiva nitrati per fronteggiare la scarsità di fertilizzanti

La Commissione europea ha presentato un progetto di proposta per contribuire a ridurre i costi per gli agricoltori e la dipendenza dai fertilizzanti chimici. Riducendo tale dipendenza, la proposta mira a rendere gli agricoltori europei meno vulnerabili agli shock di prezzo dovuti all’instabilità geopolitica e a chiudere i cicli dei nutrienti. In questo modo si accrescerà anche l’autonomia del settore agricolo dell’UE.

Come annunciato nel piano d’azione dell’UE sui fertilizzanti e nella strategia per il settore zootecnico, la modifica proposta alla direttiva nitrati darebbe agli Stati membri maggiore flessibilità nel consentire agli agricoltori l’uso di determinati digestati liquidi ottenuti da effluenti di allevamento, garantendo al tempo stesso la tutela dell’ambiente.

Questi fertilizzanti ricchi di nutrienti potrebbero essere utilizzati in alternativa a quelli chimici, in condizioni di sicurezza tali da assicurare la continua protezione delle acque e dell’ambiente. Le norme sull’azoto recuperato dagli effluenti di allevamento (RENURE), adottate nel marzo 2026, consentono già l’uso dei fertilizzanti RENURE oltre il limite fissato dalla direttiva nitrati per l’applicazione di effluenti di allevamento e di effluenti trasformati. Poiché però le tensioni geopolitiche e le turbolenze dei mercati mondiali dei fertilizzanti continuano a incidere sulla loro accessibilità economica e materiale per gli agricoltori, la modifica proposta estenderà le deroghe ad alcuni tipi di digestati liquidi che possono anch’essi soddisfare i criteri RENURE.

La proposta è sostenuta da una nuova relazione del Centro comune di ricerca della Commissione, che valuta le possibilità di un uso sicuro dei digestati agricoli come materiali fertilizzanti.

Cittadini e portatori di interesse – agricoltori, società civile, autorità pubbliche e ricercatori – sono invitati a presentare osservazioni sul progetto di modifica mirata entro il 13 novembre 2026. Dopo averle esaminate, la Commissione trasmetterà la proposta agli Stati membri riuniti nel comitato nitrati. Se il comitato si esprimerà a favore, la proposta sarà trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio, che avranno tre mesi per formulare eventuali obiezioni

 

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La Giornata UE
29/09/2026

La Giornata della Commissione 29/09/2026

Frotiere europee sempre più impermeabili

La Commissione europea propone un piano in cinque punti per prevenire, anticipare e rispondere agli arrivi illegali improvvisi e di massa. Tale piano dovrebbe ulteriormente rafforzare la resilienza e la sicurezza delle frontiere esterne dell'UE. L'UE dgià ispone di un quadro completo e resiliente per la gestione della migrazione, che ha portato gli attraversamenti illegali delle frontiere ai livelli più bassi dal 2021. Tuttavia, gli eventi recenti hanno messo a dura prova le frontiere dell'UE, da quelle orientali alle coste del Mediterraneo. La crisi di quest'estate a Ceuta ha dimostrato con quanta rapidità possano verificarsi arrivi improvvisi e massicci alle frontiere esterne dell'UE, dando luogo a situazioni di emergenza.

Come sottolineato dalla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso sullo stato dell'Unione, gli eventi di quest'estate dimostrano la necessità di un'evoluzione dei nostri strumenti, in particolare per far fronte alle situazioni di emergenza. Tali situazioni minacciano la sicurezza e  provocano una perdita di vite umane inaccettabile. La protezione delle frontiere esterne dell'UE è una responsabilità europea condivisa. Una risposta europea comune, un'azione unitaria e la solidarietà sono elementi essenziali.

In risposta agli eventi di Ceuta, la Presidente von der Leyen ha delineato cinque ambiti chiave per orientare l'azione dell'UE. Basandosi sulla Strategia europea in materia di asilo e migrazione del gennaio 2026, la Commissione delinea ora la strategia da seguire in questi cinque ambiti, prevedendo azioni chiave per i diversi attori, potenziando gli strumenti e i quadri esistenti e creandone di nuovi ove necessario.

La conclusione del quinquennio porta nuovi fondi per il programma Horizon Europe

La Commissione europea ha stanziato ulteriori 500 milioni di euro per il biennio 2026-2027 a favore di Horizon Europe, il programma faro dell'UE per la ricerca e l'innovazione. Grazie a questo importo aggiuntivo, il budget complessivo per i due anni raggiunge ora circa 14,8 miliardi di euro. Inoltre, la Commissione intende ampliare l'ambito di applicazione del programma, includendovi due nuovi bandi trasversali che riguarderanno alcune sfide chiave nel campo della ricerca e dell'innovazione, quali: le piattaforme digitali di nuova generazione basate sull'IA per un sistema energetico più accessibile, sicuro e sostenibile; le competenze per le PMI innovative; e la gestione dell'impatto prodotto dalle industrie green e digitali sulla biodiversità, al fine di accelerare un cambiamento trasformativo a tutela della biodiversità stessa.

Horizon Europe incoraggia i ricercatori a scegliere l'Europa, come confermato da due relazioni di monitoraggio pubblicate oggi dalla Commissione. Tali documenti dimostrano che il programma continua a esercitare una forte attrattiva su ricercatori, innovatori e imprese, provenienti sia dall'Europa che dal resto del mondo.

Premiare l'insegnamento delle competenze di base

La Commissione ha annunciato i vincitori del premio europeo per l'innovazione nell'insegnamento (European Innovative Teaching Award) per il 2026. Tra i progetti premiati figurano 112 iniziative Erasmus+ provenienti dai 27 Stati membri e dai paesi terzi partecipanti al programma. L'edizione di quest'anno, intitolata "Competenze per la vita" (Skills for Life), celebra i progetti Erasmus+ che aiutano bambini piccoli, alunni, studenti della formazione professionale e adulti ad acquisire le competenze di base necessarie per realizzarsi nella vita, come le competenze linguistiche, matematiche e scientifiche. Istituito nel 2021, il premio celebra i risultati raggiunti da insegnanti, formatori, educatori e dalle rispettive organizzazioni coinvolti nei progetti Erasmus+. In collaborazione con le agenzie nazionali Erasmus+, i progetti selezionati sono suddivisi in cinque categorie: educazione e cura della prima infanzia (16 vincitori), istruzione scolastica (28 vincitori), istruzione e formazione professionale (23 vincitori), istruzione degli adulti (22 vincitori) e il Marchio europeo per le lingue (European Language Label – 23 vincitori) per i progetti incentrati sul multilinguismo.

Nel marzo 2025 la Commissione europea ha adottato il piano d'azione sulle competenze di base, che sottolinea come le competenze linguistiche, matematiche, scientifiche, digitali e di cittadinanza costituiscano pilastri fondamentali dell'apprendimento permanente. Il piano invita gli istituti di istruzione a dare priorità allo sviluppo di tali competenze per preparare i giovani al futuro. Nel corso dell'anno, la Commissione presenterà il pacchetto sull'istruzione, che includerà misure concrete a sostegno degli sforzi degli Stati membri per migliorare l'istruzione nell'UE.

La Vicepresidente esecutiva per i Diritti sociali e le competenze, i posti di lavoro di qualità e la preparazione, Roxana Mînzatu, ha dichiarato: "I vincitori del premio di quest'anno dimostrano come gli insegnanti possano fare la differenza. Il nostro prossimo pacchetto sull'istruzione sosterrà gli insegnanti e aiuterà gli Stati membri a migliorare le competenze di base, affinché un numero maggiore di studenti possa beneficiare di un insegnamento di eccellenza".

Riparare il mondo, partendo dall'ebraismo

Oggi e domani, la Commissione europea ospita "TikkunTech", un hackathon di due giorni dedicato a esperti chiamati a sviluppare soluzioni innovative per combattere l'antisemitismo online. L'evento riunirà oltre 120 partecipanti, tra cui funzionari governativi, organizzazioni della società civile ed esperti di tecnologia. I partecipanti lavoreranno in team per sviluppare strumenti volti, ad esempio, ad affrontare l'antisemitismo nella moderazione dei contenuti e a eliminare i pregiudizi antisemiti nei modelli di intelligenza artificiale.

I progetti finali saranno valutati da una giuria presieduta da Katharina von Schnurbein, Coordinatrice della Commissione per la lotta all'antisemitismo e la promozione della vita ebraica, e composta da esperti della Commissione e della società civile. Il Commissario Brunner premierà i team vincitori di ciascuna categoria. Parallelamente, un gruppo di esperti di etica dell'IA testerà i modelli di intelligenza artificiale per individuare rischi di pregiudizi antisemiti e presenterà i risultati nel corso dell'evento.

Il Commissario Brunner ha dichiarato: "TikkunTech si ispira al principio ebraico del 'Tikkun Olam' — riparare il mondo — offrendo soluzioni per risanare gli spazi digitali e arginare l'odio laddove prolifera. L'iniziativa dimostra come la tecnologia possa porsi al servizio del bene comune affrontando le sfide del nostro tempo. Attendo con interesse di vedere i risultati dell'hackathon".

L'acqua unisce i paesi del Mediterraneo nella comune emergenza

La Commissaria per l'Ambiente, la resilienza idrica e un'economia circolare competitiva, Jessika Roswall, ha partecipato alla seconda riunione dell'Unione per il Mediterraneo (UpM) a Roma, in Italia. In un momento in cui le questioni sempre più urgenti della scarsità d'acqua e delle pressioni climatiche stanno ridefinendo le priorità in tutta la regione, l'UE accoglie con favore la soluzione comune alle sfide idriche individuata durante la riunione dei 43 Stati membri dell'Unione per il Mediterraneo. In particolare, i ministri e gli alti rappresentanti responsabili delle politiche idriche hanno approvato la seconda Dichiarazione ministeriale dell'UpM sull'acqua, definendo le ambizioni e le priorità della regione per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile legati all'acqua nel periodo 2026-2030.

Hanno inoltre lanciato l'Iniziativa di Roma sull'acqua, quale contributo del Mediterraneo alla Conferenza delle Nazioni Unite sull'acqua che si terrà ad Abu Dhabi il prossimo dicembre. Sfruttando strutture e quadri esistenti, come la Strategia dell'UE per la resilienza idrica e il Patto per il Mediterraneo, questa iniziativa contribuirà a trasformare gli obiettivi nazionali in progetti concreti, a vantaggio dei paesi del Mediterraneo meridionale e orientale.

La Commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, proseguirà questo lavoro venerdì in occasione del Forum euromediterraneo sull'acqua, dove presenterà l'iniziativa del Patto per il Mediterraneo volta a rafforzare la resilienza idrica in tutta la regione.

La Commissaria Roswall ha dichiarato: "La regione mediterranea è una delle aree del mondo più vulnerabili alla scarsità d'acqua e agli impatti dei cambiamenti climatici. Definendo le priorità per l'azione nazionale e la cooperazione regionale in materia di gestione sostenibile delle risorse idriche, creazione di un'economia intelligente nella gestione dell'acqua, adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici, nonché finanziamenti e infrastrutture, sono convinta che la riunione odierna contribuirà in modo significativo a rafforzare la resilienza idrica nella regione".

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La Giornata UE
22/09/2026

La Giornata della Commissione 22/09/2026

Gli europei preferiscono mangiare  "cibo europeo"

Secondo l'ultimo sondaggio Eurobarometro, il 95% degli europei considera l'agricoltura e le zone rurali importanti per il futuro dell'Europa, mentre il 93% ritiene fondamentale garantire all'UE un approvvigionamento alimentare stabile. Una percentuale ancora maggiore di europei ritiene che la Politica agricola comune (PAC) dell'UE stia raggiungendo i propri obiettivi prioritari. Per quanto riguarda le abitudini di consumo, la qualità e l'origine degli alimenti sono gli aspetti più importanti per i cittadini europei.

Nel complesso, la qualità e l'origine rappresentano fattori determinanti per i cittadini al momento dell'acquisto di prodotti alimentari. Sulla base di queste considerazioni, la Commissione lancerà una nuova campagna dedicata al "cibo europeo", come annunciato dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo stato dell'Unione dello scorso anno.

Il Commissario per l'Agricoltura e l'Alimentazione, Christophe Hansen, ha dichiarato: "È incoraggiante constatare un sostegno pubblico così forte all'agricoltura europea e ai nostri agricoltori. Questi risultati dimostrano che siamo in sintonia con i cittadini sulle priorità fondamentali: garantire alimenti sicuri e di alta qualità, sostenere gli agricoltori e rafforzare le zone rurali, tutelando al contempo l'ambiente. La Politica agricola comune è essenziale per realizzare tali obiettivi e sostenere gli agricoltori nel rispondere alle aspettative dei cittadini europei".

Si tratta del decimo sondaggio Eurobarometro sul tema "Gli europei, l'agricoltura e la PAC". L'indagine offre un quadro completo dell'atteggiamento degli europei nei confronti degli agricoltori e della politica agricola europea.

Lo sport come stile di vita

 

Oggi, alla vigilia della Settimana europea dello sport 2026, la Commissione europea ha pubblicato il sesto Eurobarometro sullo sport e l'attività fisica. L'indagine evidenzia un aumento dei livelli di attività fisica in tutta l'Unione europea rispetto alla precedente rilevazione del 2022. Ad esempio, la percentuale di cittadini che pratica attività fisica più volte alla settimana è salita al 38% (con un incremento di 6 punti percentuali), mentre quella di chi si allena quasi quotidianamente è aumentata al 9% (con un incremento di 3 punti percentuali). Parallelamente, la quota di europei che non pratica mai sport o attività fisica è scesa dal 45% del 2022 al 39% di quest'anno.

Ogni anno, in occasione della Settimana europea dello sport, la Commissione promuove i benefici dello sport e dell'attività fisica. In programma dal 23 al 30 settembre, la Settimana rappresenta il momento culminante della campagna annuale #BeActive, volta a incoraggiare gli europei a muoversi di più. Lo slogan dell'edizione 2026, "#BeActive Your Way" (Sii attivo a modo tuo), sottolinea l'importanza anche dei piccoli passi verso uno stile di vita più sano e attivo.

Per l'edizione di quest'anno della Settimana europea dello sport saranno organizzate migliaia di iniziative in tutta Europa, invitando persone di ogni età, provenienza e abilità a partecipare ad attività in scuole, parchi, luoghi di lavoro, palestre e altri spazi per scoprire il piacere del movimento. L'inaugurazione ufficiale si terrà a Dublino, in Irlanda, il 23 settembre.

La Vicepresidente esecutiva per i Diritti sociali e le competenze, i posti di lavoro di qualità e la preparazione, Roxana Mînzatu, ha dichiarato: "Sempre più europei scelgono di essere attivi, ma le opportunità di partecipazione dipendono ancora troppo dal reddito, dall'età e dal livello di istruzione. Tutti dovrebbero poter accedere a sport a costi accessibili e a luoghi sicuri in cui fare attività fisica, vicino a casa. Ciò significa aprire le porte ai bambini le cui famiglie non possono permettersi le quote dei club sportivi, agli anziani e alle persone con disabilità. La Settimana europea dello sport è un invito a muoversi nel modo più adatto a ciascuno e a coinvolgere anche gli altri". Il Commissario per l'Istruzione, la gioventù, la cultura e lo sport, Glenn Micallef, ha dichiarato: "Sempre più europei si muovono, ed è un'ottima notizia. Collaborando con gli Stati membri, le comunità locali e il mondo dello sport, contribuiamo a rendere gli stili di vita attivi più accessibili e parte della quotidianità. L'iniziativa '#BeActive Your Way' mira a offrire a tutti l'opportunità di muoversi secondo le proprie modalità e preferenze. Continueremo a lavorare finché tale opportunità non sarà alla portata di tutti".

Le "scale-up" europee in cerca di investitori sitituzionali

La Commissione europea e il Gruppo della Banca europea per gli investimenti (BEI) hanno lanciato oggi, in occasione del TechEU Equity Summit, il Patto degli investitori istituzionali europei (EIIP).

Il Patto è un nuovo quadro volontario concepito per convogliare una maggiore quantità di capitali istituzionali a lungo termine verso l'ecosistema europeo delle tecnologie e delle imprese in fase di espansione (*scale-up*). Tredici investitori istituzionali hanno già manifestato l'intenzione di indirizzare investimenti verso l'ecosistema europeo dell'innovazione e delle *scale-up*, anche attraverso la *European Tech Champions Initiative* (ETCI) 2.0, dotata di 15 miliardi di euro, e lo *Scaleup Europe Fund*, da 5 miliardi di euro. L'EIIP è stato sviluppato congiuntamente dalla Commissione e dal Gruppo BEI nell'ambito della strategia dell'UE per le *startup* e le *scale-up*.

L'iniziativa mira a facilitare gli investimenti degli investitori istituzionali in fondi europei di *venture capital* e *growth equity*, aiutando le imprese europee ad alta crescita ad accedere ai capitali necessari per espandersi e competere a livello globale, mantenendo al contempo le proprie radici in Europa.

L'EIIP si inserisce nel più ampio impegno dell'UE volto a mobilitare maggiori capitali istituzionali — provenienti da investitori quali banche, fondi pensione e compagnie di assicurazione — a favore della tecnologia e dell'innovazione europee, affrontando così una delle principali sfide di finanziamento individuate nell'agenda europea per la competitività.

A passi veloci verso l'AI in ambito educativo

Sono stati pubblicati due nuovi rapporti che esaminano le implicazioni dell'intelligenza artificiale (IA) generativa per gli attori e gli operatori del settore dell'istruzione, oltre ad analizzare come i sistemi scolastici europei stiano rispondendo alla trasformazione digitale.

Il documento "Friend or foe? Evidence from the use of generative artificial intelligence in learning and teaching" (Amico o nemico? Evidenze sull'uso dell'intelligenza artificiale generativa nell'apprendimento e nell'insegnamento) evidenzia come l'IA generativa (genAI) stia passando, lentamente ma costantemente, da innovazione tecnologica a strumento diffuso nelle pratiche di istruzione e apprendimento nell'UE. L'effettiva utilità della genAI per i risultati di apprendimento dipende, in ultima analisi, dalle modalità di utilizzo della tecnologia, mentre il suo impatto complessivo sulle competenze a lungo termine rimane incerto. Gli insegnanti necessitano pertanto di una formazione professionale iniziale e continua significativa per sfruttare appieno i vantaggi offerti dalla genAI, supportati da linee guida istituzionali per un uso responsabile della tecnologia.

Il secondo rapporto, "Digital education at school in Europe 2026: Bridging gaps in access, teaching and learning" (Istruzione digitale a scuola in Europa 2026: colmare le lacune in termini di accesso, insegnamento e apprendimento), mostra che, sebbene la trasformazione digitale venga affrontata attraverso vari canali nei sistemi scolastici europei, gli approcci e le condizioni di attuazione differiscono. La maggior parte dei sistemi scolastici affronta gli aspetti fondamentali delle infrastrutture digitali, ma permangono disparità per quanto riguarda l'accesso a livello di singola scuola, il supporto tecnico e gli ambienti digitali. La competenza digitale è inclusa nei programmi di studio della scuola secondaria di primo grado in quasi tutti i sistemi analizzati, mentre le valutazioni nazionali o standardizzate rimangono poco diffuse. Quasi due terzi dei sistemi scolastici hanno elaborato strategie, orientamenti o altri quadri politici riguardanti l'IA.

I risultati contribuiranno al lavoro della Commissione sull'Unione delle competenze e forniranno elementi utili per il prossimo Pacchetto sull'istruzione, che riguarderà le competenze di base, gli insegnanti e i formatori, nonché le infrastrutture per l'istruzione digitale. Tali risultati si basano sul recente rapporto dell'OCSE relativo al Programma per la valutazione internazionale degli studenti (PISA).

La Vicepresidente esecutiva per le Competenze, i Diritti sociali, i Lavori di qualità e la Preparazione, Roxana Mînzatu, ha dichiarato: "Le tecnologie digitali, inclusa l'intelligenza artificiale generativa, stanno cambiando rapidamente il nostro modo di vivere, lavorare e apprendere. Sebbene studenti e insegnanti possano trarre vantaggio da queste nuove opportunità, dobbiamo affrontare con attenzione i rischi legati a pregiudizi (bias), privacy ed eccessiva dipendenza. La tecnologia digitale deve essere al servizio dei cittadini e dobbiamo garantire che questi strumenti sostengano concretamente l'apprendimento".

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La Giornata UE
18/09/2026

La Giornata della Commissione 18/09/2026

Rifiuti altrove, ma nel rispetto della sostenibilità

La Commissione ha avviato oggi una consultazione pubblica su un elenco provvisorio di paesi non OCSE che potrebbero essere autorizzati a importare rifiuti non pericolosi dall'Unione europea dopo il maggio 2027, ai sensi del regolamento relativo alle spedizioni di rifiuti. Tale elenco provvisorio si basa sulla valutazione della Commissione in merito alla capacità dei paesi di gestire tali rifiuti in modo ecologicamente corretto.

Per garantire che i rifiuti dell'UE non arrechino danni all'ambiente o alla salute umana altrove, il nuovo regolamento sulle spedizioni di rifiuti, adottato nel 2024, introduce norme più rigorose per l'esportazione di rifiuti, in particolare verso paesi non OCSE. A partire dal 21 maggio 2027, l'UE esporterà rifiuti verso paesi non OCSE solo se questi ultimi richiederanno esplicitamente di continuare a riceverli dall'UE e dimostreranno di poterli gestire in modo sostenibile.

La Commissione deve valutare le 32 richieste pervenute da paesi non OCSE intenzionati a continuare a importare rifiuti non pericolosi dall'UE. L'esito di una valutazione iniziale è riassunto in una relazione pubblicata contestualmente all'elenco provvisorio dei paesi; su tale elenco la Commissione intende ora raccogliere il parere di tutte le parti interessate, inclusi cittadini, imprese, ONG, autorità pubbliche e ricercatori. La consultazione pubblica rimarrà aperta fino al 16 ottobre 2026.

L'elenco definitivo dei paesi autorizzati a ricevere rifiuti dall'UE sarà stabilito al termine della consultazione. Tale elenco sarà aggiornato periodicamente, e comunque almeno ogni due anni, offrendo ai paesi non inclusi la possibilità di presentare (nuovamente) domanda.

Oggi la Commissione ha inoltre pubblicato la relazione di valutazione sulla gestione sostenibile dei rifiuti di plastica esportati dall'UE verso la Turchia, ai sensi del regolamento sulle spedizioni di rifiuti. La relazione si concentra sulla Turchia, in quanto principale paese di destinazione, che assorbe il 70% dei rifiuti di plastica esportati dall'UE verso i paesi OCSE. Il documento evidenzia sia i progressi compiuti sia le lacune ancora da colmare per sostenere una gestione dei rifiuti ecologicamente corretta in Turchia. La Commissione si confronterà con le autorità turche competenti in merito ai risultati della relazione e chiederà di porre rimedio alle carenze riscontrate. la Commissione inoltre si dichiara impegnata a monitorare le esportazioni di rifiuti di plastica dell'UE verso la Turchia e a valutare l'opportunità di adottare ulteriori misure. Restiamo impegnati a rafforzare la cooperazione bilaterale con la Turchia in materia di gestione dei rifiuti.

L'acqua scarseggia, è tempo di agire- Ma cone?

A livello europeo si segnalano due iniziative della Commissione europea volte a promuovere l'Agenda europea per la resilienza idrica, in collaborazione con il Comitato delle regioni e il Comitato economico e sociale europeo: la Water Resilience Stakeholder Platform e la Water Academy), che sosterranno l'attuazione efficace della Strategia per la resilienza idrica e della normativa UE in materia di acque.

Le risorse idriche europee sono sottoposte a una pressione crescente a causa dell'inquinamento, del degrado degli ecosistemi, dell'invecchiamento delle infrastrutture, del consumo eccessivo e dei cambiamenti climatici. Come sottolineato dalla Presidente Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell'Unione, la Commissione riconosce i gravi rischi che la scarsità d'acqua comporta per gli agricoltori, la produzione di energia e le catene di approvvigionamento.

In questo contesto, l'Europa deve agire rapidamente ed essere pronta ad affrontare tale sfida.

Il raggiungimento degli obiettivi dell'UE in materia di resilienza idrica entro il 2050 richiede un cambiamento trasformativo a tutti i livelli, sostenuto da competenze e dalla collaborazione tra settore pubblico e privato. 

La Piattaforma, che riunisce le diverse parti interessate — tra cui società civile, settore privato, autorità regionali e locali e Stati membri — ndividuerà gli ostacoli all'attuazione, proporrà soluzioni pratiche e garantirà che le azioni previste dalla Strategia riflettano un'ampia gamma di interessi pubblici e settoriali.

A complemento di questi sforzi, l'Accademia dell'acqua contribuirà a sviluppare e mettere in rete le competenze, le conoscenze, l'innovazione e i partenariati necessari per rispondere alle numerose sfide idriche che l'Europa deve affrontare.

Insieme, questi due nuovi forum contribuiranno anche alla nuova Iniziativa europea per l'acqua, annunciata dallo von der Leyen nel discorso sullo Stato dell'Unione.

La Commissaria per l'Ambiente, la resilienza idrica e un'economia circolare competitiva, Jessika Roswall, ha dichiarato: "Dopo un'estate caratterizzata da caldo estremo e siccità, non possiamo dare per scontate le nostre risorse idriche. Per garantire forniture adeguate alle nostre comunità, alla nostra biodiversità e alla nostra economia circolare competitiva, dobbiamo attuare pienamente la Strategia per la resilienza idrica e tutta la normativa UE in materia di acque. Grazie al coinvolgimento degli esperti della Piattaforma delle parti interessate per la resilienza idrica e dell'Accademia europea dell'acqua, sono fiduciosa che riusciremo nell'intento".

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La Giornata UE
09/09/2026

Più spazio di manovra e certezza per le imprese europee che innovano

La Commissione europea ha presentato l'attesa proposta di una normativa europea per le imprese innovative, lo  "European Innovation Act", per favorire lo sviluppo, il finanziamento e l'espansione in Europa delle idee più innovative. La proposta, che costituisce un'iniziativa chiave nell'ambito della Strategia dell'UE per le startup e le scale-up e della "Bussola per la competitività" dell'UE, rafforzerà la competitività, la prosperità e la sovranità tecnologica dell'Unione a lungo termine.

L'Europa vanta un'abbondanza di ricerca, talenti e creatività di livello mondiale. Tuttavia, gli innovatori si scontrano con normative diverse nei vari paesi dell'UE e incontrano spesso difficoltà nell'attrarre finanziamenti. Di conseguenza, accade fin troppo spesso che le idee sviluppate in Europa vengano trasformate in successi economici da altri e altrove. Lo European Innovation Act mira a cambiare questa situazione, facilitando la crescita transfrontaliera e la competitività globale delle imprese europee innovative.

Rafforzare l'ecosistema dell'innovazione dell'UE

La proposta mira ad affrontare due sfide principali che frenano l'innovazione in Europa. In primo luogo, faciliterà l'accesso ai finanziamenti per le imprese innovative. Molte startup e scale-up dispongono di idee innovative, brevetti e altre forme di proprietà intellettuale; tuttavia, la valutazione di tali risorse risulta spesso complessa, rendendo più difficile attrarre investimenti. Come souzione a questo problema l'Atto europeo per l'innovazione intende promuovere un quadro comune a livello europeo per effettuare la valutazione della proprietà intellettuale. Creerà inoltre un mercato digitale per mettere in contatto acquirenti e venditori delle proprietà intellettuali e offrirà assistenza specialistica per aiutare le imprese a portare le proprie idee sul mercato.

Si prevede che tali misure genereranno risparmi sui costi amministrativi per circa 35 milioni di euro e sbloccheranno 10,2 miliardi di euro all'anno in finanziamenti aggiuntivi, attraverso capitale di rischio e strumenti di debito garantiti dalla proprietà intellettuale.

In secondo luogo, verrà istituita una procedura comune per gli appalti nel settore della ricerca e sviluppo (R&S), garantendo maggiore certezza giuridica e accelerando l'immissione sul mercato di nuove tecnologie, comprese quelle utili ad affrontare sfide sociali comuni quali la salute, l'istruzione e la mobilità pulita. Sarà inoltre più semplice per gli acquirenti pubblici di diversi Stati membri condurre congiuntamente appalti di R&S. Si stima che queste misure possano generare risparmi per 1 miliardo di euro all'anno a vantaggio degli acquirenti pubblici e profitti annuali aggiuntivi per 25,92 miliardi di euro per le imprese.

Un quadro normativo più favorevole all'innovazione

La Commissione inoltre intende presentare una proposta specifica sulle c.d.  "sandbox" normative. Le sandbox normative consentono ad aziende, ricercatori ed enti pubblici di sperimentare nuovi prodotti, servizi o tecnologie per un periodo limitato, in un ambiente controllato e sotto la supervisione delle autorità di regolamentazione. Questo permette agli innovatori di comprendere l'applicazione pratica delle norme, consentendo al contempo alle autorità di valutare l'eventuale necessità di revisione delle stesse.

Le sandbox normative esistono già in alcuni ambiti del diritto dell'UE, ma manca un approccio comune a livello europeo, il che genera frammentazione e incertezza. La nuova proposta di raccomandazione del Consiglio mira a cambiare questa situazione creando un quadro di riferimento comune dell'UE per le sandbox normative in settori non ancora disciplinati dalla legislazione dell'Unione. L'iniziativa farà tesoro delle esperienze maturate sia negli Stati membri che nelle iniziative UE esistenti. Ciò offrirà agli innovatori maggiori margini per sperimentare nuove soluzioni, garantendo al contempo la tutela degli interessi pubblici.

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Focus
04/08/2026

Operativo il Fondo per far crescere le scale up europee

La Commissione europea ha completato la procedura per l'istituzione del Fondo Scaleup Europe, che finanzierà le scaleup europee per accelerarne la crescita e renderle competitive a livello globale, con un obiettivo di 5 miliardi di euro.

Il Fondo Scaleup Europe vfa parte del Fondo del Consiglio Europeo per l'Innovazione. La società di private equity EQT ha assunto il ruolo di gestore degli investimenti ed è ora autorizzata a prendere decisioni di investimento in modo indipendente e alle condizioni di mercato. Il Fondo è ora in grado di operare a pieno regime, investendo direttamente nelle principali scaleup europee. 

Oltre alla Commissione, il gruppo di investitori fondatori del Fondo comprende Novo Holdings, EIFO (Fondo danese per l'esportazione e gli investimenti), CriteriaCaixa, Santander/Mouro Capital, Fondazione Compagnia San Paolo/Intesa Sanpaolo/Fondazione Cariplo, APG Asset Management, che agisce per conto del fondo pensione olandese ABP, Wallenberg Investments e Allianz.

Il Fondo sarà aperto alle imprese con sede o che intendono insediarsi in uno qualsiasi degli Stati membri dell'UE o dei paesi associati al Pilastro III di Horizon Europe, che sviluppano tecnologie strategiche e sono alla ricerca di ingenti investimenti nelle fasi di crescita e di espansione. 

I primi investimenti sono previsti per l'autunno del 2026, poco dopo la chiusura dell'accordo con gli investitori fondatori. l Fondo si concentrerà su aziende europee che sviluppano tecnologie strategiche, tra cui, a titolo esemplificativo ma non esaustivo: deep tech, scienze della vita, tecnologie pulite, produzione avanzata e tecnologie digitali. La specifica strategia di investimento e l'orientamento settoriale saranno definiti da EQT in linea con le Linee guida di investimento del Fondo. Il Fondo è concepito per essere orientato alla tecnologia e flessibile, e sarà in grado di sostenere le scaleup più promettenti d'Europa in una vasta gamma di settori strategici.

l Fondo sta completando la sua struttura legale in vista della prima chiusura. Una volta operativo, EQT sarà responsabile della gestione dell'intero processo di investimento, compresa la ricerca di opportunità di investimento e la selezione delle società.

La selezione delle società in cui investire avverrà attraverso un processo aperto, trasparente e basato sul merito. Ulteriori dettagli sul processo di investimento saranno comunicati da EQT una volta che il Fondo sarà operativo. Sebbene la precedente partecipazione a strumenti EIC possa essere rilevante, non conferirà alcun trattamento preferenziale.

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Focus
31/07/2026

La Giornata della Commissione 31/07/2026

Inizia l'era dell'AI Act

A partire dal 2 agosto 2026, l'Ufficio per l'IA della Commissione europea, insieme alle autorità nazionali, inizierà ad applicare la legge sull'intelligenza artificiale (IA). A partire dalla stessa data, entreranno in vigore nuove norme sulla trasparenza, che impongono a determinati sistemi di IA di informare gli utenti quando interagiscono con un'IA e quando i contenuti sono stati generati o modificati da essa. In base alle nuove norme, i chatbot e altri sistemi interattivi di IA dovranno informare gli utenti che stanno interagendo con un'IA e non con un essere umano. I deepfake (immagini, video o audio modificati o generati tramite IA) dovranno essere etichettati. I contenuti generati o modificati dall'IA dovranno inoltre riportare marcatori leggibili automaticamente per facilitarne l'individuazione.

Le misure mirano a ridurre l'inganno e la manipolazione e ad aiutare le persone a compiere scelte consapevoli. Inoltre, conferiscono alle imprese obblighi più chiari e un modo pratico per dimostrare la conformità. La Commissione ha pubblicato oggi un primo elenco di oltre 180 organizzazioni che hanno firmato il Codice di condotta sulla trasparenza dei contenuti generati dall'IA, che rende operative le norme in materia. Man mano che l'intelligenza artificiale diventa sempre più potente e integrata nella vita di tutti i giorni, l'AI Act contribuisce a garantire che lo sviluppo, l'implementazione e l'utilizzo dell'IA avvengano in modo sicuro, infondendo maggiore fiducia in questa tecnologia a cittadini e imprese in tutta l'UE.

Un aiuto agli agricoltori europei

 

La Commissione europea ha adottato misure per aiutare gli agricoltori che si trovano ad affrontare il forte aumento dei costi dei fertilizzanti e per sostenere la sicurezza alimentare europea. Negli ultimi mesi, le tensioni geopolitiche e le interruzioni delle forniture hanno fatto lievitare i prezzi dei fertilizzanti in tutta Europa. Modifiche mirate alla Politica agricola comune (PAC) consentiranno agli Stati membri di fornire agli agricoltori un sostegno più rapido e flessibile per l'accesso ai fertilizzanti.

Queste misure comprendono tre elementi principali. In primo luogo, un nuovo regime di liquidità per il sostegno in situazioni di crisi, cofinanziato fino al 65% dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR). Può includere fondi non utilizzati che altrimenti andrebbero persi e gli Stati membri possono aggiungere finanziamenti nazionali fino al 200%. Per garantire un'erogazione rapida e ridurre al minimo gli oneri amministrativi, il sostegno può essere erogato come importo fisso per ettaro e attuato attraverso i piani strategici della PAC. In secondo luogo, gli Stati membri avranno la possibilità di fornire pagamenti diretti anticipati agli agricoltori entro il 16 ottobre con un tasso di anticipo maggiorato, aiutandoli a migliorare il flusso di cassa. Infine, gli Stati membri avranno maggiore flessibilità nell'affrontare l'impatto degli elevati prezzi dei fertilizzanti, adeguando le proprie assegnazioni per i pagamenti diretti per l'anno solare 2027.

Queste misure integrano il pacchetto di sostegno finanziario eccezionale di 540 milioni di euro annunciato nel Piano d'azione per i fertilizzanti e adottato il 27 luglio. La Commissione continuerà a dare attuazione al Piano per ridurre l'esposizione degli agricoltori a future crisi e, attraverso queste azioni, rafforzare la sicurezza alimentare, l'autonomia strategica e la competitività dell'UE.

Non buttare, ma riparare. Con buona pace delle garanzie implacabili

E' da oggi ufficialmente in applicazione la Direttiva sul Diritto alla Riparazione, adottata  nel luglio 2024, che promuove il consumo sostenibile facilitando la riparazione dei prodotti anziché la loro sostituzione. La nuova legislazione comnitaria aiuterà i consumatori a risparmiare denaro, ridurre gli sprechi, prolungare il ciclo di vita dei prodotti e diminuire le emissioni di gas serra. In base alla Direttiva, i consumatori possono richiedere la riparazione dei loro prodotti guasti, come smartphone, lavatrici o frigoriferi, anche se la garanzia legale è scaduta.

I produttori dovranno offrire tali riparazioni a un prezzo ragionevole e in tempi ragionevoli. Dovranno inoltre fornire informazioni chiare sui propri siti web in merito ai servizi di riparazione offerti e ai prezzi indicativi. Non sarà loro consentito rifiutare la riparazione o adottare pratiche che la impediscano o scoraggino i consumatori dall'utilizzarla. Dovranno inoltre rendere i pezzi di ricambio accessibili e a prezzi contenuti.

Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato: “L’Europa non deve diventare un continente che butta via la tecnologia. Il futuro è intelligente, riparabile e circolare. Facilitando le riparazioni, sosteniamo l’innovazione, rafforziamo l’industria europea e riduciamo la nostra dipendenza dalle materie prime importate”.

Michael McGrath, Commissario per la democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, ha affermato: “Scegliere di riparare un prodotto anziché sostituirlo significa scegliere l’accessibilità economica, la circolarità e la competitività. La direttiva sul diritto alla riparazione soddisfa tutti e tre questi requisiti. La sua piena applicazione in tutta l’UE farà una reale differenza per i consumatori, l’ambiente e le piccole imprese, aiutandoci al contempo a realizzare la nostra ambizione di un’economia europea pulita e competitiva”.

Gli Stati membri devono incentivare le riparazioni, ad esempio attraverso voucher o fondi per le riparazioni. La Commissione sta inoltre sviluppando una nuova piattaforma europea online per le riparazioni, che consentirà ai consumatori di trovare facilmente i servizi di riparazione nelle vicinanze.

 

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La Giornata UE
28/07/2026

Una Carta per l'accesso alle infrastrutture europee di ricerca

La Commissione ha adottato la Carta di accesso alle infrastrutture di ricerca ed alle tecnologia per accelerare e semplificare l'accesso delle imprese alle infrastrutture europee di livello mondiale. Articolata intorno a sei principi, cui i firmatari della Carta aderiscono su base volontaria, l'iniziativa serve ad aiutare le imprese ad accedere meglio a servizi all'avanguardia, che vanno dai laboratori avanzati ai grandi strumenti scientifici, alle linee pilota e altro ancora.  In questo modo le imprese potranno testare i loro prodotti in ambienti all'avanguardia e trasferirili sul mercato con maggiore rapidità, contribuendo in tal modo all'innovazione e alla competitività dell'Europa, in linea con la strategia dell'UE per le start-up e le scale-up.

L'iniziativa è stata così presentata dalla Commissaria Ekaterina Zaharieva,, responsabile per le start-up, la ricerca e l'innovazione: "Le imprese innovative in Europa hanno bisogno di infrastrutture all'avanguardia per sviluppare e testare idee e portare le loro innovazioni sul mercato più rapidamente. Questi nuovi orientamenti, presentati sotto forma di Carta, mirano a rafforzare le infrastrutture europee di ricerca e tecnologia creando migliori condizioni di accesso e servizi su misura per le imprese. Ciò accelera l'innovazione e rafforza la competitività dell'Europa. Invito le infrastrutture di ricerca e tecnologia ad approvare la Carta e a difenderne i principi." 

Le aziende si affidano a infrastrutture di ricerca e tecnologia per sviluppare, testare e convalidare nuove tecnologie, prodotti e servizi, prima di portarli sul mercato. Tuttavia, le informazioni sulla disponibilità e sulle condizioni di accesso spesso sono ancora limitate e incidono in particolare sulle piccole e medie imprese (PMI), sulle start-up e sulle scale-up.  La Carta cerca di abbattere queste barriere. Approvando la Carta, le infrastrutture aiuteranno le aziende a commercializzare le loro innovazioni più velocemente e più facilmente, accorciando il percorso dall'idea al mercato. Inoltre, rendere i servizi infrastrutturali più visibili e accessibili costituisce un forte incentivo a "scegliere l'Europa" come principale destinazione per lo sviluppo e la commercializzazione di innovazioni pionieristiche.

La Carta propone sei principi per orientare le infrastrutture di ricerca e tecnologia nell'agevolare l'accesso degli utenti industriali. 

  • Accesso e visibilità semplificati dei servizi: La Carta mira a facilitare alle imprese l'identificazione e l'accesso ai servizi necessari
  • Trasparenza e qualità dei servizi:I servizi di alta qualità sono essenziali. Le infrastrutture dovrebbero fornire informazioni complete sui loro servizi garantendo che i loro utenti possano prendere decisioni informate.
  • Regole contrattuali chiare: Propone che le infrastrutture di ricerca e tecnologia dispongano di processi trasparenti e semplici per i contratti e gli accordi. Ciò significa meno scartoffie e linee guida chiare su ciò che puoi fare e aspettarti
  • Gestione sicura della PI: Le idee e la proprietà intellettuale sono preziose. La Carta vuole garantire che i diritti dei loro proprietari siano protetti durante l'utilizzo di queste infrastrutture.
  • Supporto personalizzato alle aziende: Fornire un sostegno su misura alle imprese dell'UE e promuovere gli ecosistemi regionali dell'innovazione aiuta l'Europa a rimanere leader nella tecnologia e nell'innovazione a livello mondiale
  • Maggiore cooperazione e accesso ai dati: Incoraggiando la collaborazione tra diverse infrastrutture, le imprese europee avranno un accesso più ampio a una varietà di servizi e dati, al di là delle frontiere e dei settori

Aderendo alla Carta , le organizzazioni si pongono nella  posizione di partner di fiducia per le imprese e dimostrano il loro impegno a migliorare le condizioni di accesso alle loro infrastrutture.

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Focus
17/07/2026

La Giornata della Commissione 17/07/2026

I cittadini europei fanno sentire la loro voce

Sono state presentate alla Commissione europea due Iniziative dei cittadini europei (ICE) intitolate: "Tutti a bordo - Per il tuo diritto alla cittadinanza senza frontiere" e "Diritto all'alloggio! Ora e per sempre". L'iniziativa "Tutti a bordo - Per il tuo diritto alla cittadinanza senza frontiere" auspica "un approccio che coinvolga tutta la società per un'Europa democratica, basato sull'istruzione e sul suffragio universale". I suoi promotori ritengono che i cittadini dell'UE debbano avere il diritto di: "Informarsi sui diritti, i valori e la partecipazione europei nell'UE", "Partecipare a un programma di scambio europeo" e "Vedere riconosciuti e convalidati in tutta l'UE i risultati conseguiti nel proprio paese attraverso qualifiche accademiche, tecniche, professionali e trasversali trattate allo stesso modo".

L'iniziativa "Diritto all'alloggio! Ora e per sempre" chiede "l'accesso ad alloggi accessibili, sostenibili ed equi". I suoi promotori propongono l'introduzione di misure per regolamentare "gli affitti a breve termine e i periodi di inoccupazione". Le iniziative chiedono la conversione di "edifici vuoti, come case e uffici sfitti, in alloggi", la definizione di "standard vincolanti per garantire che gli alloggi rimangano accessibili e sostenibili" e l'istituzione di un'"Agenzia europea per l'edilizia abitativa".

Poiché queste iniziative soddisfano le condizioni formali stabilite dalla legislazione pertinente, la Commissione le considera legalmente ammissibili ai sensi del Regolamento sulle iniziative dei cittadini europei. In questa fase, la Commissione ha verificato soltanto se l'iniziativa soddisfa i requisiti legali per la registrazione. La registrazione non influenza la decisione finale della Commissione sul merito, né le eventuali azioni che essa potrebbe intraprendere. La Commissione si pronuncerà su un'iniziativa solo se questa raccoglie almeno un milione di firme di cittadini dell'UE.

L'Europa contro la modas usa e getta

Il 19 luglio entrano in vigore per le grandi aziende le nuove norme che vietano la distruzione di abbigliamento, accessori e calzature invenduti, previste dal Regolamento sulla progettazione ecosostenibile dei prodotti (ESPR). Le medie imprese dovrebbero seguire a partire da luglio 2030. Promuovendo il riutilizzo e il riciclo, queste norme favoriranno un uso più razionale delle risorse, ridurranno l'impatto ambientale e creeranno condizioni di parità per le aziende. Di conseguenza, il settore tessile potrà accelerare la transizione verso pratiche più circolari.

Ogni anno in Europa, si stima che dal 4 al 9% dei tessuti invenduti venga distrutto prima ancora di essere indossato. Questo spreco genera circa 5,6 milioni di tonnellate di emissioni di CO2. L'ESPR, entrato in vigore a luglio 2024, mira a migliorare significativamente la sostenibilità dei prodotti immessi sul mercato UE, migliorandone la circolarità, le prestazioni energetiche, la riciclabilità e la durabilità. Il divieto di distruzione dei tessuti invenduti è una delle prime misure concrete previste dall'ESPR. La legge impone inoltre alle aziende di divulgare informazioni sui prodotti di consumo invenduti che vengono smaltiti come rifiuti, nel modo più semplice possibile e senza aggiungere ulteriori oneri amministrativi.  Si cerca di rispondere così alle crescenti preoccupazioni dei consumatori in merito ai rifiuti tessili, dovute all'impatto ambientale e sociale della moda usa e getta.

In base alle nuove norme, le aziende dovranno dare priorità al mantenimento in uso dei prodotti, vendendoli, donandoli a enti di beneficenza o imprese sociali, oppure preparandoli per il riutilizzo. La distruzione sarà consentita solo in determinate circostanze e dovrà essere effettuata in conformità con la gerarchia di trattamento dei rifiuti. Nel febbraio 2026, la Commissione ha già adottato misure per chiarire in quali circostanze tale distruzione sarà consentita, ad esempio per motivi di sicurezza o in caso di danneggiamento del prodotto.

Il Blue Book per tutti

La Commissione europea ha modificato le norme relative allo svolgimento di stage e tirocini presso le istituzioni eruropee, e per a prima volta, potranno accedere al c.d. Blue Book  - l "Libro blu dei tirocini" – anche i diplomati provenienti dai corsi di formazione professionale. In questo modo la Commissione compie un passo importante per garantire che le opportunità di tirocinio riflettano meglio la diversità dei talenti nell'Unione europea. Questa modifica sostiene gli obiettivi dell'Unione delle competenze, aiutando i diplomati della formazione professionale compiere un'esperienza professionale significativa all'interno di una pubblica amministrazione europea. Riconosce inoltre l'importante contributo che la formazione professionale offre al mercato del lavoro.

Sono state aggiornate anche le condizioni finanziarie per i irocinanti, migliorando la struttura e l'importo delle borse di studio e iriducendo gli ostacoli pratici e finanziari alla partecipazione.  Al contempo, le nuove norme rafforzano l'impegno della Commissione a favore dell'inclusività, dell'equità e di un ambiente di lavoro sicuro. Promuovono la parità di trattamento e mirano a garantire che i tirocinanti possano apprendere e contribuire in un ambiente caratterizzato da rispetto, dignità e opportunità, e includono disposizioni chiare in materia di lotta alle molestie e alla discriminazione. ILe nuove norme infine pogono attenzione all'equilibrio geografico, con l'obiettivo di garantire un'equa rappresentanza in tutti gli Stati membri.

Prossimi passi

Le nuove regole per i tirocini entreranno in vigore a partire dalla sessione che inizia a marzo 2027. Le candidature per tale sessione saranno aperte dal 22 luglio al 4 settembre 2026.

Contesto

Il "Libro Blu" è il programma della Commissione europea per i tirocini, rivolto principalmente a neolaureati provenienti da tutta Europa e non solo. Offre ai partecipanti un'esperienza diretta e unica della Commissione europea e del funzionamento delle istituzioni dell'UE in generale. Il programma aiuta inoltre i tirocinanti a sviluppare una migliore comprensione degli obiettivi dell'integrazione europea e delle politiche dell'UE, acquisendo al contempo esperienza in un ambiente di lavoro multiculturale.

Nel corso degli anni, il  Blue Book ha ricevuto circa 36.000 candidature ogni anno e offre quasi 2.000 posti di tirocinio presso la Commissione, 14 agenzie e organismi dell'UE e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE).

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La Giornata UE
15/07/2026

L'evoluzione delle competenze ed i rischi per i lavoratori

La Commissaria per i diritti sociali e le competenze, il lavoro di qualità e la preparazione, Roxana Mînzatu, ha ricevuto le prime conclusioni del Comitato di alto livello europeo sulle competenze, presentate dalla sua Presidente, Ylva Johansson. Le conclusioni auspicano la creazione di ecosistemi regionali e settoriali per le competenze , denominati dal Comitato "SPARKs: Partenariati strategici per le competenze per la riqualificazione degli adulti". Questi ecosistemi riuniscono intorno allo stesso tavolo imprese, enti di istruzione e formazione e autorità regionali per politiche di riqualificazione della forza lavoro incentrate su accessibilità e prossimità al luogo di lavoro-

Le conclusioni delineano le principali proposte per ampliare e connettere meglio tra di loro questi ecosistemi delle competenze SPARKs. Ad esempio attraverso incentivi come finanziamenti sostenibili e scambi e cooperazione strutturati, insieme a orientamenti e supporto per aiutare i diversi settori a connettersi tra loro. All'interno di questi ecosistemi, la formazione dovrebbe essere accessibile e adattata alle esigenze delle persone, supportata da nuovi approcci di apprendimento, un maggiore coinvolgimento delle parti sociali e un uso più ampio delle microcredenziali. Di fronte alle sfide legate alla competitività economica, l'invecchiamento demografico, il cambiamento tecnologico e le transizioni verde e digitale l'Europa sceglie un approccio che le consenta di adattarsi con raèpidità alle nuove esigenze. 

Il Comitato, composto da membri provenienti da imprese, enti di istruzione e formazione e parti sociali, è stato istituito nel maggio 2026 per fornire consulenza alla Commissione sulle sfide e le opportunità attuali e future in materia di competenze. Svolge un ruolo centrale nella governance dell'Unione delle competenze, in sinergia con lo Spazio europeo dell'istruzione. Le conclusioni del Comitato influenzeranno il lavoro della Commissione in materia di istruzione e competenze nell'ambito del Semestre europeo, comprese la raccomandazione del Consiglio sul capitale umano e le raccomandazioni specifiche per paese.

Il vicepresidente esecutivo Mînzatu ha dichiarato: "Le imprese europee faticano a trovare persone con le competenze giuste per crescere e competere a livello globale, mentre gli enti di istruzione e formazione sono chiamati ad adeguarsi alle mutevoli esigenze in termini di competenze. Le conclusioni del Consiglio tracciano un percorso chiaro per conciliare queste esigenze e desidero ringraziare la sua presidente, Ylva Johansson, e i membri del Consiglio per la loro competenza e il loro impegno".

Conterstualmente è statoi annunciato l'avvio dei sei progetti pilota selezionati nell'ambito della nuova Garanzia Competenze, una delle azioni chiave dell'Unione delle Competenze. Con un budget di 14,5 milioni di euro, sosterranno quasi 1.000 lavoratori europei a rischio di disoccupazione nel settore automobilistico in Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Germania, Grecia, Italia, Polonia, Romania e Slovacchia.

I progetti pilota sperimentano nuovi modelli e meccanismo per garantire al lavoratore a rischio di perdita del posto di lavoro il passaggio assistito nella stessa azienda o in azienda simile senza perdere il proprio livello di qualificazione e di mansioni. Vengono sperimentati nuove forme di collaborazione tra enti di formazione, autorità pubbliche e datori di lavoro. i progetti dovranno offrono percorsi innovativi su come individuare i fabbisogni di competenze, come allineare al meglio la formazione personalizzata alle esigenze del mercato del lavoro e come agevolare le transizioni da un impiego ad un altro. Attraverso la riqualificazione e l'aggiornamento professionale, i progetti supporteranno le transizioni verso settori strategici o in crescita, generando al contempo dati concreti su cosa funziona, per chi e in quali condizioni. I progetti contribuiranno inoltre a sviluppare conoscenze su come erogare una formazione accessibile, pertinente e adattata alle diverse esigenze dei partecipanti, eliminando gli ostacoli alla partecipazione e creando concrete opportunità di lavoro.

Inoltre, la Commissione trarrà dalla loro esperienza i dati per  lo sviluppo di una Garanzia europea delle competenze nell'ambito del futuro Fondo europeo per la competitività, nell prossimo periodo di bilancio dell'UE (2028-2034). Il bando pilota è gestito dall'Agenzia del Fondo sociale europeo (FSFA), in qualità di ente incaricato, e sarà attuato in collaborazione con il Centro europeo di competenza per l'innovazione sociale, nell'ambito del Fondo sociale europeo Plus (FSE+).

La vicepresidente esecutiva Roxana Mînzatu ha dichiarato: “Le competenze aprono le porte al lavoro, alla stabilità e a nuove opportunità. Con la firma di questi sei progetti pilota, avviamo un lavoro concreto per fornire un sostegno mirato alle persone, affinché possano costruire il loro futuro in un'economia in continua evoluzione. Questo è un passo importante per rendere realtà la futura Garanzia europea delle competenze, garantendo che le transizioni verde e digitale dell'Europa siano eque e inclusive”.

 

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Focus
15/07/2026

La Giornata della Commissione 15/07/2026

La legge (europea) è uguale per tutti

La Commissione europea sta prendendo provvedimenti nei confronti di diversi Stati membri dell'UE che non hanno notificato alla Commissione le misure adottate per recepire le direttive UE nelle proprie legislazioni nazionali. Il termine per il recepimento di tali direttive è scaduto di recente. La Commissione sta inviando una lettera di messa in mora a questi Stati membri, concedendo loro due mesi di tempo per rispondere e completare il recepimento delle direttive. In caso di mancato rispetto di tale termine, la Commissione potrebbe procedere con un ulteriore provvedimento, ovvero emettere un parere motivato. Gli Stati membri in questione non hanno recepito integralmente 15 direttive UE. La Commissione li esorta ad adottare misure immediate per adeguare le proprie legislazioni ai requisiti dell'UE.

In aiuto del Venezuela

L'Europa stanzia altri 10 milioni di euro in fondi umanitari per aiutare le comunità più colpite in Venezuela a seguito dei recenti terremoti. Previa approvazione dell'Autorità di bilancio, sosterranno le operazioni di ricerca e soccorso, le squadre mediche e di altri esperti, nonché gli aiuti in natura già dispiegati nel Paese. vL'annuncio giunge in concomitanza con la visita in Venezuela della Commissaria per la preparazione e la gestione delle crisi, Hadja Lahbib, a testimonianza del costante sostegno dell'UE al Paese nell'affrontare questa crisi. La Commissaria sarà domani a Caracas, dove incontrerà i partner degli aiuti finanziati dall'UE e le autorità locali che coordinano la risposta all'emergenza, nonché una delle squadre mediche europee dispiegate attraverso il Meccanismo di protezione civile dell'UE.

I nuovi fondi ai aggiungono ai 5 milioni di euro già approvati alla fine di giugno ed ai 52 milioni di euro stanziati all'inizio dell'anno per far fronte alle conseguenze umanitarie della crisi socio-economica in Venezuela. Gli aiuti umanitari dell'UE vengono incanalati esclusivamente attraverso partner come le agenzie delle Nazioni Unite e le ONG internazionali, che collaborano con partner locali. Inoltre, nell'ambito del Ponte aereo umanitario dell'UE, avviato a giugno, due voli finanziati dall'UE sono già atterrati in Venezuela, trasportando quasi 80 tonnellate di beni di prima necessità. Attraverso il Meccanismo di protezione civile dell'UE, sono stati mobilitati circa 750 soccorritori ed esperti, oltre a materiali di soccorso, provenienti da 18 paesi. Tra questi, squadre di soccorso, medicinali, alloggi e una piattaforma di telecomunicazioni satellitare. Anche il servizio satellitare Copernicus dell'UE ha fornito mappe di emergenza.

Nel mirino le norme europee contro l'uso dei nitrati in agricoltura 

La Commissione europea ha pubblicato la prima valutazione completa della Direttiva sui nitrati dalla sua adozione nel 1991. La valutazione, che copre oltre 30 anni di attuazione, dimostra che le norme UE rimangono efficaci nel proteggere le acque europee dall'inquinamento da nitrati di origine agricola. Individua inoltre opportunità per semplificarne l'applicazione, ridurre gli oneri amministrativi e migliorare i risultati sia per gli agricoltori che per l'ambiente. La pubblicazione è accompagnata dalle ultime relazioni nazionali per il periodo 2020-2023, che includono raccomandazioni a sostegno degli Stati membri.

Secondo l'esecutivo comunitario sono necdessari ulteriori sforzi per semplificare 'efficacia a livello nazionale sono fondamentali. La Commissione intende proseguire al riguardo il dialogo con gli Stati membri, gli agricoltori, le parti interessate e gli esperti per dare seguito ai risultati della valutazione.

La Commissaria per l'Ambiente, la Resilienza Idrica e un'Economia Circolare Competitiva, Jessika Roswall, ha dichiarato: “La Direttiva Nitrati ha contribuito a proteggere le acque europee per oltre 30 anni. La valutazione odierna dimostra che essa rimane necessaria e rilevante, ma anche che possiamo semplificarne l'attuazione negli Stati membri. Riducendo l'inquinamento e utilizzando i nutrienti in modo più efficiente, aumentando la circolarità, possiamo sostenere sia la tutela dell'ambiente sia la resilienza a lungo termine del nostro settore agricolo”.

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La Giornata UE
13/07/2026

Anche in Europa il principio dell'età minima per i social

Come annunciato nel discorso sullo Stato dell'Unione del 2025, la Presidente von der Leyen ha istituito un Panel speciale di esperti su un approccio europeo per la protezione dei minori sui social. Il panel ha presentato la sua relazione finale a luglio 2026. La relazione evidenzia le sfide critiche che i minori affrontano online e fornisce raccomandazioni e spunti per una migliore protezione e responsabilizzazione, nonché per un uso appropriato all'età dei social media e di altri servizi digitali.

La dichiarazione della von der Leyen alla presentazione dei risultati:

" Il lavoro del Panel speciale ha esaminato i benefici, le opportunità e i danni degli algoritmi dei social media sui bambini. Ho atteso con impazienza le vostre raccomandazioni e non vedo l'ora di leggere questo rapporto. Noi in Europa crediamo che siano i genitori a educare i figli, non gli algoritmi predatori. A tal proposito, vorrei essere molto chiaro: i social media non sono un giocattolo. Sebbene spetti in ultima analisi ai genitori decidere quando i figli riceveranno il loro primo smartphone, abbiamo già un consenso sulla necessità di stabilire un'età minima per l'accesso ai social media. Mantenere lo status quo, un mondo in cui continuiamo a consentire alle grandi aziende tecnologiche un accesso illimitato ai nostri figli, non farà altro che condannare un'altra generazione a ulteriori danni psicologici, dipendenze e sofferenza. I dati parlano chiaro. In tutta Europa, i giovani trascorrono ormai dalle quattro alle sei ore al giorno davanti a uno schermo. Sei ore al giorno: questo equivale a vent'anni della loro vita. Allo stesso tempo, in tutta Europa, quasi il 60% dei bambini ha sperimentato problemi emotivi o psicosociali online. Giorno e notte, i genitori vedono fin troppo bene le conseguenze di tutto ciò: insonnia, depressione, ansia, cyberbullismo, esposizione a contenuti dannosi. Tutto questo accade mentre il cervello dei nostri figli è ancora in fase di sviluppo. Non possiamo aspettarci che i bambini abbiano successo in un sistema che non è mai stato progettato pensando al loro benessere, proprio quando sono più vulnerabili.

Vorrei sollevare tre punti. Il primo: le piattaforme sono state le artefici di questi sistemi, ora devono dimostrare che i loro servizi non arrecano danno. In Europa, chiunque sviluppi un prodotto è responsabile della sua sicurezza. Le case automobilistiche devono rendere i loro veicoli sicuri. Non ci aspettiamo che i bambini progettino le proprie cinture di sicurezza. Non ci aspettiamo che i genitori installino gli airbag a casa. E lo stesso principio deve valere per le grandi aziende tecnologiche. Per questo abbiamo il Digital Services Act (DSA), affinché i fornitori rimuovano le funzionalità dannose: algoritmi che creano dipendenza, dark pattern, contenuti dannosi o contatti indesiderati. Con il nostro DSA, abbiamo già intrapreso azioni concrete: contro il design che crea dipendenza di TikTok e, proprio la settimana scorsa, contro Meta. Perché la regola in Europa è la sicurezza fin dalla progettazione. Le piattaforme hanno il dovere di tutelare i propri utenti, soprattutto quelli più vulnerabili. Pertanto, quando un giovane segnala un problema, i fornitori devono rispondere in modo rapido ed efficace. I diritti dei bambini devono essere presi sul serio. E le aziende devono essere ritenute responsabili. Continueremo quindi a difendere la nostra legislazione, a far rispettare le nostre regole e a cambiare il sistema laddove non tuteli i nostri figli.

Passando al secondo punto, è chiaro che abbiamo bisogno di restrizioni adeguate all'età per le piattaforme. Non si tratta di stabilire se i bambini possano accedere ai social media, ma se e quando i social media possano accedere ai nostri figli. La domanda non è più se i bambini corrano rischi online, ma cosa possiamo fare per offrire loro un inizio più sicuro online. E in questo senso, la nostra app di verifica dell'età è uno degli strumenti per raggiungere questo obiettivo. È facile da usare, rispetta la privacy ed è open source. Si tratta di restituire il potere ai genitori.

E questo mi porta al terzo punto di oggi. Più impariamo e più vediamo l'impatto sui nostri figli, più forte diventa l'argomentazione a favore di una data di inizio per l'utilizzo dei social media. Così come non diamo ai nostri figli le chiavi della macchina prima che abbiano la patente o non permettiamo loro di comprare alcolici prima di aver raggiunto l'età legale, dobbiamo stabilire un'età minima per l'accesso legale ai social media. Non sarà una soluzione infallibile. E il cambiamento richiede tempo. Ci vorrà tempo per radicare il cambiamento culturale che sta già prendendo forma nella nostra società. Proprio come ci è voluto tempo per vietare la guida in stato di ebbrezza e per rendere obbligatorio l'uso delle cinture di sicurezza in auto. I grandi cambiamenti non avvengono mai dall'oggi al domani, ma quando si tratta della nostra sicurezza, ne vale sempre la pena. E per quanto riguarda i social media, la ricerca dimostra che il tempismo è fondamentale. Ad esempio, sappiamo che i bambini piccoli non dovrebbero essere esposti a schermi e piattaforme digitali. Quindi niente schermi prima dei tre anni. I bambini dovrebbero utilizzare i social media solo sotto la supervisione di genitori, tutori o insegnanti e per un tempo limitato. L'infanzia è un periodo di straordinario e delicato sviluppo cerebrale. Durante questa fase, i nostri figli hanno bisogno di tempo nel mondo reale. Tempo per giocare, per costruire amicizie faccia a faccia, per commettere errori. È tempo di plasmare la propria identità, la propria personalità, prima che un algoritmo lo faccia al posto loro. Credo che dobbiamo dare questo tempo ai nostri figli.

Se vogliamo proteggere l'infanzia, dobbiamo iniziare da dove i rischi sono maggiori. Dobbiamo innanzitutto considerare il tipo di piattaforme dannose per i nostri figli. Le prove dimostrano che si tratta principalmente di piattaforme di social media, ma anche di altri fornitori con funzionalità inappropriate per l'età e che creano dipendenza. Quindi pensiamo ai social media come a qualcosa di più. E una volta definita chiaramente questa categoria, credo che dobbiamo considerare un accesso graduale e a fasi per le diverse fasce d'età. Perché l'infanzia non aspetta. E una volta che se n'è andata, non possiamo restituirla.

Abbiamo ascoltato genitori, educatori, esperti e i giovani stessi. Abbiamo ascoltato l'esperienza di partner come l'Australia, così come quella dei nostri Stati membri. Ora abbiamo bisogno di agire a livello europeo. Esamineremo attentamente questa relazione e le raccomandazioni e presenteremo una proposta dopo l'estate."

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Focus
13/07/2026

La Giornata della Commissione 13/07/2026

L'isola contesa ed il ruolo dell'Europa

La Commissione europea ha nominato Raffaele Fitto Rappresentante speciale della Commissione per Cipro. In tale veste, dovrebbe contribuire al processo di riunmificazione sotto egida delle Nazioni Unite ed in stretta collaborazione con l'Inviata personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per Cipro, María Ángela Holguín Cuéllar. La nomina riflette l'obiettivo di raggiungere una soluzione globale praticabile, in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e in linea con i principi, i valori e la legislazione dell'Unione europea. Il Vicepresidente esecutivo Fitto si impegnerà con tutte le parti interessate e gli interlocutori rilevanti per preparare il terreno alla ripresa dei negoziati  anche attraverso la costruzione della fiducia tra tutte le parti interessate e gli interlocutori.

Cosa si fa per Gaza

La Commissione europea ospita la seconda riunione del Gruppo dei donatori per la Palestina (PDG), copresieduta dalla Commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica e dal Primo Ministro dell'Autorità Palestinese (ANP) Mohammad Mustafa. Sessantacinque delegazioni si riuniscono a Bruxelles per il lancio di una nuova Iniziativa per la ripresa rapida a Gaza e per discutere l'Agenda di Riforma dell'Autorità Palestinese.

La riunione ha due obiettivi principali: aumentare gli impegni finanziari attraverso il meccanismo PEGASE e lanciare l'iniziativa Team Gaza. Tra i partecipanti figurano ministri e alti funzionari degli Stati membri dell'UE e dei paesi partner, nonché rappresentanti di organizzazioni internazionali e regionali e istituzioni finanziarie. Alla riunione partecipano per la prima volta l'Alto Rappresentante del Board of Peace Nikolay Mladenov, e il Capo del Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza, Ali Shaath.

L'Iniziativa Team Gaza

La riunione ha concordato di coordinare gli sforzi internazionali per fornire un maggiore sostegno finanziario agli sforzi di ripresa rapida a Gaza.  A tal fine Il Commissario Šuica ha lanciato l'iniziativa "Team Gaza", che riunisce un contributo finanziario di 883,6 milioni di euro a sostegno delle prime azioni di ripresa in vari settori, a beneficio della popolazione civile di Gaza. Vi partecipano i governi di Spagna, Danimarca, Regno Unito, Germania, Norvegia, Finlandia, Italia, Paesi Bassi, Francia, Giappone, Svizzera, Svezia e Belgio, insieme alla Commissione europea, alla Banca europea per gli investimenti e alla Banca mondiale. Altri paesi, tra cui Australia e Canada, hanno espresso interesse e si prevede che aderiranno.

L'iniziativa si basa sui risultati dell'analisi dei danni e dei bisogni per Gaza  fatta ad aprile 2026 er pubblicata dall'Unione europea, dalle Nazioni Unite e dalla Banca mondiale. Il suo scopo è coordinare i primi progetti di ripresa a Gaza per affrontare il ripristino dei servizi di base per la popolazione; Ciò includerebbe infrastrutture idriche e igienico-sanitarie, gestione e rimozione di detriti e rifiuti solidi, nonché il ripristino dei sistemi sanitari, energetici, agricoli e alimentari.

Durante la sua recente missione in Israele e Palestina, la Commissaria Šuica ha raggiunto un accordo con le autorità israeliane sui prossimi passi per l'attuazione di due importanti progetti nei settori della gestione dei rifiuti e delle risorse idriche a Gaza. L'incontro odierno ha incluso un primo scambio di opinioni e un primo allineamento su questi progetti.

Deforestare si, ma con semplicità

La Commissione europea ha adottato i provvedimenti di semplificazione del Regolamento UE sulla deforestazione (EUDR) e del funzionamento del relativo sistema informativo. Grazie anche ai nuovi orientamenti– che nei prossimi giorni sarano conoscibili in tutte le lingue dell'UE – lsi vuole garantire  certezza giuridica e prevedibilità per le imprese e gli Stati membri, che dovranno applicare la nuova versione del Regolamento  a partire da dicembre 2026.

Con atto delegato è stato aggiornato l'elenco dei prodotti contemplati dal Regolamento: pelli bovine, cuoio, pneumatici ricostruiti, soia da semina, articoli in gomma vulcanizzata, cinghie di trasporto e trasmissione e sedili per aeromobili e autoveicoli sono esclusi dall'ambito di applicazione del Regolamento. Allo stesso tempo, caffè solubile, alcuni derivati ​​dell'olio di palma e lingue bovine congelate sono aggiunti all'elenco dei prodotti. Per dare alle imprese il tempo necessario per prepararsi, i nuovi prodotti aggiunti all'ambito di applicazione saranno soggetti al Regolamento a partire dal 30 dicembre 2027. L'atto delegato sarà ora inviato al Parlamento europeo e al Consiglio per l'esame prima dell'entrata in vigore.

Anche il Bahrein tra i partner strategici

L'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri, Kaja Kallas, la commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, e il ministro degli affari esteri del Bahrein, Abdullatif bin Rashid Al Zayani, hanno avviato ufficialmente i negoziati per un accordo di partenariato strategico UE-Bahrein. La decisione rafforza la partnership tra l'UE e il Bahrein  in attuazione dell'agenda comune lanciata dai leader del Golfo e dell'Europa al vertice UE-Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG) del 2024 a Bruxelles.


L'Alto rappresentante/Vicepresidente Kallas ha dichiarato: “L'Europa è un partner affidabile per il Golfo. L'avvio dei negoziati con il Bahrein per un nuovo accordo di partenariato strategico dimostra chiaramente la nostra volontà di approfondire i nostri legami. In un momento di grande instabilità nella regione, i partenariati sono più importanti che mai. Una volta istituito, questo nuovo quadro porterà benefici a entrambe le parti e all'intero Golfo. In breve, l'UE e il Bahrein collaboreranno molto più strettamente in aree di interesse comune: sicurezza, stabilità e commercio tra le nostre due regioni”.

Il Commissario Šuica ha affermato: “Il Bahrein è un partner chiave per l'UE. Con questo accordo di partenariato strategico, apriamo un nuovo capitolo importante, approfondendo la cooperazione in un'ampia gamma di settori, potenziando la cooperazione economica, la resilienza, l'innovazione e promuovendo la prosperità condivisa. Insieme, non vediamo l'ora di lavorare anche nella cooperazione trilaterale per promuovere la stabilità, la pace e la prosperità in tutta la regione”.

 

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La Giornata UE
10/07/2026

Sostenere l'ascesa delle imprese a forte innovazione

La Banca Europeadegli Investimenti BEI insieme con i principali investitori istituzionali e gestori patrimoniali, ed il supporto dei governi di tutti i 27 paesi dell'UE, si sono uniti per mobilizzare 80 miliardi di euro da investire in aziende altamente innovative in fase di crescita per diventare leader globali. Le parti si sono incontrate a Bruxelles, a margine della riunione ECOFIN dei ministri delle finanze dell'UE, per dare il loro sostegno alla seconda fase dell'Iniziativa europea per i campioni tecnologici, o ETCI 2.0. L'iniziativa mira a convogliare finanziamenti sotto forma di investimenti azionari verso le scaleup tecnologiche attraverso una più solida alleanza paneuropea per gli investimenti.

La prima fase dell'ETCI ha già sostenuto 15 mega-fondi che investono attivamente in startup europee in fase di crescita e ha favorito lo sviluppo di 12 "unicorni" con sede nell'UE (scaleup con una valutazione superiore a 1 miliardo di euro). Sulla scia di questo successo, la seconda fase dell'iniziativa crescerà significativamente in termini di dimensioni e portata, con il potenziale supporto di tutti i 27 paesi dell'UE e la partecipazione attiva di investitori privati ​​e istituzionali.

"La partnership lanciata oggi punta tutto su scala e velocità, fornendo ai pionieri europei il capitale necessario per crescere", ha dichiarato Nadia Calviño, Presidente del Gruppo BEI. "Si tratta di un passo decisivo per colmare il divario di finanziamento per le scale-up, garantendo che idee, tecnologie e imprese innovative nate in Europa possano rimanere e prosperare in Europa".

Il Ministro delle Finanze irlandese Simon Harris ha affermato, nel contesto della Presidenza irlandese del Consiglio dell'Unione europea: "L'Irlanda sostiene il lancio dell'iniziativa European Tech Champions 2.0, che rappresenta un passo importante per colmare il divario di finanziamento per le scale-up in Europa. L'inclusione di fondi di medie dimensioni per garantire che le esigenze di scale-up possano essere soddisfatte in tutte le fasi e il coinvolgimento di investitori istituzionali per mobilitare capitali privati ​​su larga scala sono sviluppi cruciali, che allineano ulteriormente l'iniziativa all'agenda europea per la competitività".


Tra gli investitori privati ​​che aderiscono all'iniziativa figurano la danese Danske Bank, la spagnola AltamarCAM, Banco Santander e BBVA, le società di gestione patrimoniale italiane Azimut Holding e Green Arrow Capital, nonché la fondazione Compagnia di San Paolo. Altri investitori si uniranno in una fase successiva.

Obiettivi di investimento

ETCI 2.0 si propone di raccogliere fino a 15 miliardi di euro, circa quattro volte la dimensione del fondo di fondi originario, lanciato nel 2023. L'obiettivo è mobilitare investimenti totali fino a 80 miliardi di euro per oltre 1.500 scaleup in Europa.

La dimensione di ETCI 2.0 sarà definita nella seconda metà del 2026, al termine della fase di "first closing", quando i contributi di tutti i partecipanti saranno finalizzati. Il Gruppo BEI investirà fino a 1,25 miliardi di euro nel fondo.

ETCI 2.0 sosterrà mega-fondi europei e, per la prima volta, fondi di crescita di medie dimensioni con una dotazione superiore a 300 milioni di euro. Si prevede che l'iniziativa porterà alla creazione di oltre 100 fondi in totale, inclusi fino a 45 mega-fondi che investiranno in scaleup con investimenti medi di 200 milioni di euro per singola azienda.

Inoltre, istituirà una piattaforma di investimento paneuropea che fornirà un flusso costante di fondi tecnologici europei, migliorando la conoscenza delle opportunità, le informazioni di mercato e la comprensione dell'ecosistema da parte degli investitori privati. Uno strumento digitale sarà messo a disposizione della piattaforma di investimento per facilitare il coinvolgimento degli investitori.

In tal modo, ETCI 2.0 amplierà l'accesso al capitale nelle fasi avanzate di sviluppo in tutta Europa, rafforzerà i legami tra le iniziative di investimento nazionali ed europee e offrirà agli investitori a lungo termine un percorso strutturato per accedere alle aziende tecnologiche europee in fase di crescita più promettenti.

Lavorerà in sinergia e in modo complementare con diverse iniziative nazionali ed europee per garantire che le aziende leader nel settore tecnologico ricevano il massimo supporto e rimangano radicate in Europa, tra cui l'iniziativa francese "Tibi", quella tedesca "WIN" e lo Scaleup Europe Fund, contribuendo a un ecosistema di investimento europeo più federato.

Mobilitando capitali pubblici e privati ​​oltre confine, ETCI 2.0 contribuirà a mercati dei capitali europei più profondi, integrati ed efficienti. Ciò a sua volta promuoverà l'Unione europea del risparmio e degli investimenti e rafforzerà l'autonomia strategica europea, l'innovazione e la crescita della produttività.

Il Gruppo della Banca europea per gli investimenti (BEI) è il braccio finanziario dell'Unione europea, di proprietà dei 27 Stati membri, e una delle più grandi banche multilaterali di sviluppo al mondo. Nel 2025, il Gruppo BEI ha stanziato 100 miliardi di euro in nuovi finanziamenti e servizi di consulenza per oltre 870 progetti ad alto impatto, nell'ambito di otto priorità fondamentali a sostegno degli obiettivi politici dell'UE: azione per il clima e ambiente, digitalizzazione e innovazione tecnologica, sicurezza e difesa, coesione territoriale, agricoltura e bioeconomia, infrastrutture sociali, solide partnership globali e Unione del risparmio e degli investimenti. Oltre ai prestiti a lungo termine per grandi investimenti

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06/07/2026

La Giornata della Commissione 06/07/2026

Il benessere degli animali

A dieci anni dalla sua entrata in vigore, esce un report di valutazione sulla normativa europea in materia di salute degli animali. La valutazione e la relativa relazione evidenziano l'impatto positivo che la legislazione ha avuto nella lotta contro le malattie degli animali, che possono avere conseguenze devastanti per gli agricoltori e le comunità rurali, con ripercussioni sulla salute pubblica, sull'economia e sul commercio. La normativa europea  ha contribuito a ridurre tali impatti e a controllare le malattie, fornendo al contempo un solido quadro di riferimento per le misure preventive e basate sul rischio in materia di salute animale in tutta l'UE. Il mantenimento di elevati standard di salute animale è uno dei motivi per cui l'UE è il maggiore esportatore di prodotti agricoli al mondo.

Allo stesso tempo, la Commissione ha individuato alcune aree in cui sono necessari ulteriori interventi per sfruttare appieno i benefici della legge. Tra queste, una più uniforme applicazione delle norme in tutti gli Stati membri, un sistema di classificazione delle malattie più adattabile alle nuove minacce emergenti e un potenziale maggiore utilizzo della vaccinazione come strumento di prevenzione.

L'attuale quadro normativo in materia di salute animale si basa sulle più recenti conoscenze scientifiche e viene costantemente aggiornato quando necessario. La valutazione è stata pubblicata in vista della conferenza per celebrare i 10 anni della Legge sulla salute animale, che si terrà a Bruxelles l'8 luglio e sarà inaugurata da Olivér Várhelyi, Commissario per la Salute e il Benessere degli Animali. Questo evento rappresenterà un'opportunità per discutere dell'attuazione della legge, dei risultati raggiunti e delle sfide future. La conferenza potrà essere seguita online.

Le previsioni della produzione agricola in Europa

Secondo il rapporto 2026 sulle prospettive a breve termine per i mercati agricoli dell'UE, i mercati agricoli dell'UE dovrebbero rimanere solidi nel 2026. È importante notare che questo rapporto non tiene conto delle ondate di calore in corso, che stanno colpendo duramente gli agricoltori in tutta Europa, poiché i dati utilizzati sono stati raccolti prima dell'inizio di tali ondate.

Il settore continua ad affrontare una significativa incertezza legata alle ripercussioni del conflitto in Medio Oriente, ai rischi meteorologici, alle malattie animali e alle persistenti tensioni commerciali. L'aumento dei costi dei fattori produttivi sta esercitando pressione sui margini dei produttori. La crescita del PIL reale è prevista all'1,1%, l'inflazione dovrebbe salire al 3,1%, trainata dai costi energetici, e i prezzi dei prodotti alimentari sono destinati ad aumentare. Allo stesso tempo, le prospettive indicano condizioni favorevoli per le colture nell'UE, con rese invernali previste superiori alla media storica. Tuttavia, le colture primaverili ed estive potrebbero risentire del caldo e della scarsità d'acqua, in particolare nelle regioni soggette a siccità.

Per quanto riguarda le colture arabili e specializzate, si stima che la produzione di cereali nell'UE nel 2026/27 tornerà alla media, attestandosi a 273,7 milioni di tonnellate, dopo le rese eccezionalmente elevate della scorsa stagione. Si prevede un aumento del 3,1% della produzione di semi oleosi. La produzione di colture proteiche dovrebbe diminuire leggermente, pur rimanendo al di sopra della media, mentre la produzione di zucchero nell'UE potrebbe calare a causa della minore superficie coltivata a barbabietola da zucchero. La produzione di olio d'oliva dovrebbe diminuire rispetto alla ripresa registrata nel 2024/25, ma rimanere al di sopra della media nel 2025/26.

Per quanto riguarda i prodotti di origine animale, si prevede una crescita dell'offerta di latte nell'UE nel 2026, trainata da rese più elevate. La maggiore disponibilità di latte crudo potrebbe incrementare la produzione di burro, formaggio, siero di latte e latte scremato in polvere, mentre le esportazioni si manterranno solide nonostante la minore domanda in Medio Oriente e le interruzioni commerciali. La produzione avicola è destinata a crescere, grazie alla forte domanda e agli alti prezzi. Al contrario, si prevede che la produzione di carne bovina diminuirà nel 2026 e nel 2027 a causa della riduzione del numero di capi di bestiame.

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Argomento
La Giornata UE
03/07/2026

La difesa europea ed i nuovi progetti comuni

La Commissione europea ha proposto cinque nuovi progetti su larga scala, noti come Progetti europei di difesa di interesse comune (EDPCI), per aiutare i paesi dell'UE a rafforzare le proprie capacità di difesa sviluppando congiuntamente sistemi militari chiave. I progetti industriali si concentrano su cinque aree prioritarie: droni e sistemi anti-drone; difesa marittima e dei fondali marini; spazio; difesa aerea e missilistica; nonché rafforzamento della sicurezza lungo il fianco orientale dell'UE. Nell'ambito del Programma europeo per l'industria della difesa (EDIP) da 1,5 miliardi di euro, la Commissione ha stanziato 325 milioni di euro a sostegno della creazione e dell'attuazione degli EDPCI, come stabilito nel programma di lavoro pubblicato il 30 marzo 2026.

I nuovi progetti forniscono un quadro di riferimento per la collaborazione tra i paesi dell'UE su importanti iniziative di difesa, troppo vaste o complesse per essere sviluppate autonomamente dai singoli paesi. Sostenendo la cooperazione a lungo termine, mirano a rafforzare l'industria della difesa europea e a migliorare la capacità dell'UE di rispondere alle sfide comuni in materia di sicurezza, in linea con le priorità della NATO in termini di capacità.

In media, 18 Stati membri partecipano a ciascun progetto e l'Ucraina partecipa a quattro dei cinque progetti. La Commissione dovrebbe partecipare agli EDPCI, fornire sostegno finanziario e continuare a supportare gli Stati membri nel coordinamento della loro attuazione. Monitorerà inoltre i progressi rispetto alle tappe concordate per garantire la tempestiva realizzazione dei progetti EDPCI. Il Consiglio discuterà ora l'istituzione formale degli EDPCI, individuandone obiettivi e caratteristiche, i paesi partecipanti e l'investimento stimato che si prevede verrà generato da ciascun EDPCI.

Dopo l'adozione da parte del Consiglio dell'elenco degli EDPCI individuati, questi potranno beneficiare dei finanziamenti dell'UE attraverso il Programma europeo per l'industria della difesa (EDIP) secondo una procedura dedicata. I finanziamenti consentiranno l'avvio iniziale dei progetti e getteranno le basi per un eventuale ulteriore finanziamento tramite il futuro Fondo europeo per la competitività.

Sul fronte dell'innovazione si segnala l'avanzamento della proposta di istituire un nuovo programma dedicato all'innovazione in tempi brevi.  La Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e la Commissione per la sicurezza e la difesa del Parlamento europeo hanno adottato la loro posizione sulla creazione del Programma per l'innovazione agile e rapida nel settore della difesa (AGILE). La nuova proposta mira ad accelerare i cicli di innovazione e a sostenere l'adozione di nuove tecnologie da parte delle forze armate degli Stati membri e delle imprese europee del settore della difesa, al fine di facilitarne la diffusione in tutta Europa. Le tecnologie includono intelligenza artificiale, calcolo quantistico, robotica, capacità informatiche, sistemi spaziali e sistemi autonomi senza pilota (UAS). Nei loro emendamenti al progetto di regolamento, i deputati europei sottolineano la necessità di un sostegno rapido, accessibile e orientato ai risultati per le PMI, comprese le start-up innovative e le scale-up. Propongono che, ove possibile, i finanziamenti previsti dal programma siano erogati in un'unica soluzione, per consentire alle PMI di concentrarsi sul raggiungimento degli obiettivi di produzione concordati.

I deputati propongono inoltre di rafforzare i controlli sul trasferimento e sulla proprietà dei risultati del programma AGILE, sottolineando che qualsiasi esportazione di licenze esclusive verso paesi terzi non associati deve essere notificata e approvata. Inoltre, i deputati intendono rafforzare le norme sugli interventi di incentivazione, garantendo che nessun finanziamento UE possa essere concesso a entità di paesi terzi che violino gli interessi di sicurezza e difesa dell'UE e dei suoi Stati membri. I deputati affermano anche che, data l'urgente necessità di sostenere l'Ucraina con i prodotti più innovativi e dirompenti del settore industriale della difesa europeo, qualsiasi prodotto supportato da AGILE dovrebbe essere considerato ammissibile per l'acquisto da parte dell'Ucraina tramite il prestito di sostegno all'Ucraina.

AGILE sarà un programma pilota a tempo determinato, che si svolgerà nel corso del 2027 nell'ambito dell'attuale quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027, con una dotazione finanziaria di 115 milioni di euro. L'esperienza acquisita fornirà insegnamenti e spunti per l'approccio all'innovazione nella difesa in vista del prossimo QFP. I deputati europei affermano che la Commissione dovrebbe valutare se il programma, in caso di successo, debba essere continuato, adattato e rafforzato.

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