Mobilità militare: accordo atteso per il 9 dicembre

20/10/2026

I due negoziatori del Parlamento europeo sul pacchetto per la mobilità militare, Michał Szczerba (PPE) e il vicepresidente dell’Assemblea Roberts Zīle (ECR), hanno riferito oggi in conferenza stampa l’esito del secondo trilogo politico con il Consiglio, al quale hanno partecipato la presidenza irlandese e i commissari Andrius Kubilius (Difesa e Spazio) e Apostolos Tzitzikostas (Trasporti). Entrambi hanno insistito sulla percezione di urgenza condivisa dalle tre istituzioni, astenendosi però da ogni indicazione sui compromessi raggiunti. Il tavolo si è soffermato sui partner più stretti, su Ucraina e Moldova e sulle funzionalità del sistema informativo, mentre la parte sull’emergenza, il meccanismo EMERS, è stata rinviata all’ultima sessione perché ancora immatura. Il livello tecnico interistituzionale ha già tenuto sette incontri, e l’ultima riunione politica è fissata per il 9 dicembre.

Il Parlamento negozia sulla base della posizione adottata in luglio con un’ampia maggioranza, riconfermata in una riunione con tutti i gruppi tenuta prima del trilogo. Le priorità avanzate mettono al centro procedure più semplici, con autorizzazioni prevedibili e un coordinamento effettivo fra autorità nazionali e gestori delle infrastrutture. Seguono l’interoperabilità con la NATO, la digitalizzazione sicura, la resilienza delle infrastrutture e gli investimenti, senza i quali la norma non produce capacità.

Se il dossier resta difficile, come ha spiegato Zīle, è per la natura dei tre interlocutori. La Commissione guarda ai colli di bottiglia transfrontalieri con gli occhi dell’esecutivo, il Parlamento è eletto direttamente ma resta composto di rappresentanti dei rispettivi Stati, e nel Consiglio convivono ministeri della Difesa e dei Trasporti con competenze distribuite in modo diverso da Paese a Paese. La volontà politica però non manca e nasce dalla lezione ucraina sul valore del tempo: non si possono impiegare anni a costruire sistemi digitali che molti ministeri della Difesa già utilizzano, mentre i potenziali avversari osservano con attenzione quanto l’Unione saprà essere efficace su questo fronte.

Sul piano finanziario Szczerba ha ricordato che la proposta della Commissione destina alla mobilità militare diciotto miliardi di euro nello strumento per collegare l’Europa, contro gli attuali 1,7 miliardi, e che gli Stati membri potranno attingere al Fondo di coesione per le infrastrutture a duplice uso. Zīle ha però avvertito che la proposta della presidenza irlandese sul quadro pluriennale riduce di circa l’11% quello strumento e la mobilità militare, e ha richiamato il precedente del 2020, quando i 6,5 miliardi che la Commissione aveva previsto per la mobilità militare furono prima cancellati nel corso del negoziato e poi reintrodotti dal Consiglio europeo a 1,7.

Restano aperte due questioni. La compensazione e la responsabilità delle imprese civili di trasporto chiamate a mettere a disposizione mezzi e tracce ferroviarie, tema presente nella posizione del Parlamento e non in quella delle altre istituzioni. E la richiesta norvegese di prendere parte ai lavori del Consiglio sul dossier, su cui i relatori si sono rimessi al Consiglio stesso.

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