La Commissaria per i diritti sociali e le competenze, il lavoro di qualità e la preparazione, Roxana Mînzatu, ha ricevuto le prime conclusioni del Comitato di alto livello europeo sulle competenze, presentate dalla sua Presidente, Ylva Johansson. Le conclusioni auspicano la creazione di ecosistemi regionali e settoriali per le competenze , denominati dal Comitato "SPARKs: Partenariati strategici per le competenze per la riqualificazione degli adulti". Questi ecosistemi riuniscono intorno allo stesso tavolo imprese, enti di istruzione e formazione e autorità regionali per politiche di riqualificazione della forza lavoro incentrate su accessibilità e prossimità al luogo di lavoro-
Le conclusioni delineano le principali proposte per ampliare e connettere meglio tra di loro questi ecosistemi delle competenze SPARKs. Ad esempio attraverso incentivi come finanziamenti sostenibili e scambi e cooperazione strutturati, insieme a orientamenti e supporto per aiutare i diversi settori a connettersi tra loro. All'interno di questi ecosistemi, la formazione dovrebbe essere accessibile e adattata alle esigenze delle persone, supportata da nuovi approcci di apprendimento, un maggiore coinvolgimento delle parti sociali e un uso più ampio delle microcredenziali. Di fronte alle sfide legate alla competitività economica, l'invecchiamento demografico, il cambiamento tecnologico e le transizioni verde e digitale l'Europa sceglie un approccio che le consenta di adattarsi con raèpidità alle nuove esigenze.
Il Comitato, composto da membri provenienti da imprese, enti di istruzione e formazione e parti sociali, è stato istituito nel maggio 2026 per fornire consulenza alla Commissione sulle sfide e le opportunità attuali e future in materia di competenze. Svolge un ruolo centrale nella governance dell'Unione delle competenze, in sinergia con lo Spazio europeo dell'istruzione. Le conclusioni del Comitato influenzeranno il lavoro della Commissione in materia di istruzione e competenze nell'ambito del Semestre europeo, comprese la raccomandazione del Consiglio sul capitale umano e le raccomandazioni specifiche per paese.
Il vicepresidente esecutivo Mînzatu ha dichiarato: "Le imprese europee faticano a trovare persone con le competenze giuste per crescere e competere a livello globale, mentre gli enti di istruzione e formazione sono chiamati ad adeguarsi alle mutevoli esigenze in termini di competenze. Le conclusioni del Consiglio tracciano un percorso chiaro per conciliare queste esigenze e desidero ringraziare la sua presidente, Ylva Johansson, e i membri del Consiglio per la loro competenza e il loro impegno".
Conterstualmente è statoi annunciato l'avvio dei sei progetti pilota selezionati nell'ambito della nuova Garanzia Competenze, una delle azioni chiave dell'Unione delle Competenze. Con un budget di 14,5 milioni di euro, sosterranno quasi 1.000 lavoratori europei a rischio di disoccupazione nel settore automobilistico in Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Germania, Grecia, Italia, Polonia, Romania e Slovacchia.
I progetti pilota sperimentano nuovi modelli e meccanismo per garantire al lavoratore a rischio di perdita del posto di lavoro il passaggio assistito nella stessa azienda o in azienda simile senza perdere il proprio livello di qualificazione e di mansioni. Vengono sperimentati nuove forme di collaborazione tra enti di formazione, autorità pubbliche e datori di lavoro. i progetti dovranno offrono percorsi innovativi su come individuare i fabbisogni di competenze, come allineare al meglio la formazione personalizzata alle esigenze del mercato del lavoro e come agevolare le transizioni da un impiego ad un altro. Attraverso la riqualificazione e l'aggiornamento professionale, i progetti supporteranno le transizioni verso settori strategici o in crescita, generando al contempo dati concreti su cosa funziona, per chi e in quali condizioni. I progetti contribuiranno inoltre a sviluppare conoscenze su come erogare una formazione accessibile, pertinente e adattata alle diverse esigenze dei partecipanti, eliminando gli ostacoli alla partecipazione e creando concrete opportunità di lavoro.
Inoltre, la Commissione trarrà dalla loro esperienza i dati per lo sviluppo di una Garanzia europea delle competenze nell'ambito del futuro Fondo europeo per la competitività, nell prossimo periodo di bilancio dell'UE (2028-2034). Il bando pilota è gestito dall'Agenzia del Fondo sociale europeo (FSFA), in qualità di ente incaricato, e sarà attuato in collaborazione con il Centro europeo di competenza per l'innovazione sociale, nell'ambito del Fondo sociale europeo Plus (FSE+).
La vicepresidente esecutiva Roxana Mînzatu ha dichiarato: “Le competenze aprono le porte al lavoro, alla stabilità e a nuove opportunità. Con la firma di questi sei progetti pilota, avviamo un lavoro concreto per fornire un sostegno mirato alle persone, affinché possano costruire il loro futuro in un'economia in continua evoluzione. Questo è un passo importante per rendere realtà la futura Garanzia europea delle competenze, garantendo che le transizioni verde e digitale dell'Europa siano eque e inclusive”.
I risultati dell'ultimo sondaggio Eurobarometro del Parlamento europeo evidenziano come gli europei percepiscano l'UE come rifugio sicuro in un contesto di crescente incertezza geopolitica. Il 75% degli europei vede l'UE come un'oasi di stabilità in un mondo travagliato, con un aumento di 8 punti percentuali rispetto al periodo ottobre-novembre 2025, che rappresenta il secondo valore più alto registrato nell'ultimo decennio. In Italia, questa percezione è ancora più forte rispetto alla media europea. Oltre otto italiani su dieci (81%) concordano sul fatto che l'UE rappresenti un luogo stabile in un contesto geopolitico instabile; un dato in crescita di ben 11 punti rispetto all'autunno 2025.
I recenti sviluppi a livello mondiale hanno aggravato la visione pessimistica degli europei sul futuro del mondo (il 58% è pessimista e il 38% è ottimista). Dall'autunno 2025 il tasso di pessimismo riguardo al futuro del mondo è aumentato di 6 punti percentuali. L'umore generale dei cittadini oscilla tra incertezza (44%) e speranza (43%), che sono le due emozioni più citate per descrivere il proprio stato d'animo attuale.
Pur condividendo le preoccupazioni degli altri europei per il futuro del mondo (il 57% è pessimista), gli italiani si mostrano ancora più ottimisti riguardo al futuro dell'Unione: il 63% si dichiara ottimista, rispetto al 58% della media dell'UE. Tuttavia, il livello di incertezza in Italia è più alto rispetto alla media europea (56%, rispetto al 44% della media UE).
In un contesto mondiale in continua evoluzione, caratterizzato da mutamenti nelle alleanze, il 74% degli europei considera vantaggiosa l'appartenenza del proprio paese all'UE, eguagliando così il livello più alto mai registrato, raggiunto per la prima volta nel gennaio-febbraio 2025. Il contributo dell'UE alla tutela della pace e al rafforzamento della sicurezza è considerato uno dei principali e più importanti vantaggi dell'appartenenza all'Unione (40%, +3 punti percentuali dalla primavera del 2025). Al secondo posto (34%) si colloca la più stretta cooperazione tra gli Stati membri derivante dall'adesione.
In Italia, a differenza della media dell'UE, i cittadini collocano l'indipendenza energetica al primo posto tra le priorità geopolitiche. Il 44% ritiene infatti che l'Unione dovrebbe concentrarsi sull'indipendenza energetica, sulle risorse e sulle infrastrutture per rafforzare la propria posizione nel mondo, rispetto al 35% che indica la difesa e la sicurezza.
“In un momento di incertezza globale, gli europei vedono sempre più l’Unione europea come un punto di riferimento e di stabilità. In un mondo attraversato da crisi, questa fiducia rappresenta la più grande risorsa dell’Europa. Ma comporta anche una chiara aspettativa: che agiamo con determinazione per garantire sicurezza, prosperità e opportunità ai nostri cittadini”, ha dichiarato la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.
Grandi aspettative dall'UE per una maggiore indipendenza geopolitica
I cittadini ritengono che, per rafforzare la propria posizione globale, l'UE debba concentrarsi su difesa e sicurezza (39%) e sull'indipendenza energetica (35%). Quest'ultima ha guadagnato 6 punti rispetto all'autunno 2025. Al terzo posto, la competitività e l'economia sono considerate un altro settore prioritario per rafforzare il ruolo dell'UE sulla scena mondiale.
In Italia, il 68% dei cittadini ritiene che il Paese abbia beneficiato dell'appartenenza all'Unione, un dato inferiore alla media dell'UE, ma in aumento di 3 punti percentuali rispetto alla primavera 2025. Inoltre, gli italiani sono più propensi della media europea ad associare l'appartenenza all'UE alla tutela della pace e al rafforzamento della sicurezza (43% contro il 40% della media UE).
Di fronte alle numerose difficoltà del momento, i cittadini si aspettano azioni più incisive da parte dell'Unione. Il 68% degli europei ritiene che l'Unione dovrebbe assumere un ruolo più significativo nella protezione dei cittadini dalle crisi globali e dai rischi per la sicurezza. Un'ampia maggioranza di europei vorrebbe che, nella situazione attuale, gli Stati membri dell'UE fossero più uniti, e ritiene che l'Europa dovrebbe promuovere il rispetto del diritto internazionale da parte di tutti i paesi (entrambe le opinioni al 90%). Il 73% desidera inoltre che l'Unione disponga di maggiori risorse per affrontare le sfide globali.
Buona qualità della vita, ma si teme un calo
Il nuovo sondaggio Eurobarometro condotto durante la primavera del 2026 valuta inoltre come i cittadini percepiscono la qualità della vita nell'UE. In generale, questa è vista in modo positivo: l'83% degli intervistati si dichiara soddisfatto della propria qualità di vita, contro un 17% che afferma di non esserlo. Tuttavia, questa percentuale scende al 69% per coloro che hanno occasionalmente difficoltà a pagare le bollette e ad appena il 40% tra coloro che incontrano queste difficoltà quasi sempre. La salute fisica e mentale (51%) e la situazione finanziaria (49%) sono considerate le componenti principali di una buona qualità della vita.
Gli italiani nutrono aspettative ancora più elevate nei confronti del ruolo protettivo dell'Unione: il 71% ritiene che l'UE dovrebbe svolgere un ruolo più importante nella protezione dei cittadini dalle crisi globali e dai rischi per la sicurezza, rispetto al 68% della media europea.
Quasi tre cittadini su dieci (29%) prevedono un calo del proprio tenore di vita nei prossimi anni, rispetto al 50% che ritiene che rimarrà invariato e al 18% che si aspetta che aumenti. Il timore di un calo della qualità della vita è più marcato in Francia (44%), Portogallo 39% e in Austria e Germania (entrambe al 38%), mentre in Italia questa percezione è condivisa solo dal 19%.
L'inflazione è al primo posto tra i problemi per i quali gli europei vorrebbero un intervento del Parlamento europeo
L'opinione che l'economia dovrebbe migliorare è molto diffusa tra gli europei, come emerge dalle loro risposte alla domanda su quali temi desiderano che il Parlamento europeo affronti in via prioritaria. Per i cittadini il Parlamento europeo si dovrebbe concentrare su inflazione, aumento dei prezzi e costo della vita (47%, +6 punti percentuali rispetto all'autunno del 2025). Già al primo posto nelle precedenti indagini, questa problematica è ora ancora più sentita e si colloca in testa alla classifica con un margine di dodici punti. Seguono l'economia e la creazione di posti di lavoro (35%, invariato) nonché la difesa e la sicurezza dell'UE (34%, invariato).
L'inflazione, l'aumento dei prezzi e il costo della vita rappresentano una preoccupazione ancora più forte in Italia rispetto alla media dell'UE, con la maggioranza degli italiani (51%) che vorrebbe che il Parlamento europeo facesse di questo tema una priorità, seguito dall'economia e dalla creazione di posti di lavoro (39%).
L'UE e il suo parlamento: una democrazia resiliente
Secondo il sondaggio Eurobarometro del PE della primavera 2026, gli indici generali di gradimento relativi all'UE e al Parlamento europeo sono rimasti stabili, con un'eccezione degna di nota: il 59% delle persone intervistate dichiara ora di essere soddisfatto di come funziona la democrazia nell'UE, con un aumento di cinque punti percentuali rispetto al novembre 2025, eguagliando così il livello più alto mai registrato, che risale al 2022.
La Commissione europea ha lanciato un bando per candidature rivolto ai migliori scienziati che si occupano di intelligenza artificiale o che la utilizzano nella propria ricerca, affinché entrino a far parte di RAISE, l'High-Level Academic Advisory Board. Il comitato dovrà svolgere un ruolo chiave nell'orientare il futuro della scienza basata sull'IA e della ricerca fondamentale in questo campo in tutta Europa.
Il bando è aperto fino al 4 settembre 2026.
Lanciato nel novembre 2025, RAISE - Resource for AI Science in Europe - è un istituto virtuale che riunisce talenti e risorse di alto livello per promuovere l'eccellenza nella scienza dell'IA, abbracciando sia l'IA applicata alla scienza che la scienza dell'IA. Attualmente in fase pilota, è finanziato nell'ambito del programma Horizon Europe.
Grazie al supporto di RAISE la Commissione vuole garantire priorità all'eccellenza nella scienza europea dell'IA e fornire un supporto scientifico ottimizzato. Esperti di spicco forniranno contributi politici e raccomandazioni strategiche per per liberare il potenziale della ricerca sull'IA ed accelerare le scoperte. Il gruppo di esperti fornirà consulenza scientifica indipendente per l'attuazione della strategia europea sull'IA e lo sviluppo a lungo termine di RAISE.
La Commissione cerca accademici leader nella ricerca sull'IA, che operino all'intersezione tra la ricerca fondamentale sull'IA e la sua applicazione in diversi campi scientifici. Insieme, in collaborazione con la comunità scientifica e trasversalmente a tutte le discipline, daranno forma a RAISE.
Background
La Commissione ha lanciato RAISE nell'ambito della Strategia sull'IA nella Scienza, presentata contestualmente alla Strategia sull'AI Applicata, per riunire i migliori talenti europei nel campo dell'IA, della la potenza di calcolo, dei dati e dei finanziamenti per la ricerca. Il suo obiettivo è accelerare le scoperte nella ricerca fondamentale sull'IA e in diverse discipline scientifiche come la medicina, le scienze climatiche e i materiali avanzati, attraverso l'uso dell'IA.
Il comitato consultivo sarà una componente chiave della governance di RAISE e contribuirà a consolidare gli sforzi per l'adozione dell'IA nella scienza e per l'accelerazione delle scoperte scientifiche in questo campo.
La Commissione può consultare il comitato su:
- il contenuto dei programmi di lavoro del Programma Horizon Europe e/o dei partenariati;
- la struttura organizzativa di RAISE;
- le condizioni necessarie per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di RAISE;
- lo sviluppo di parametri di riferimento e/o metriche per l'IA in diverse discipline, nonché di indicatori per misurare il successo di RAISE