La Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica sulla bozza delle nuove Linee guida UE in materia di concentrazioni. Sostituiranno le attuali Linee guida sulle concentrazioni orizzontali e le Linee guida sulle concentrazioni non orizzontali. Si tratta della riforma più significativa in materia di controllo delle concentrazioni nell'UE degli ultimi vent'anni. La consultazione pubblica fa seguito ad una precedente consultazione pubblica nel maggio 2025, e a diversi eventi organizzati dalla Commissione. I contributi ricevuti dall'inizio del processo di revisione hanno concorso alla stesura del testo pubblicato oggi.
La Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: "L'Europa ha bisogno di aziende audaci e innovative in grado di competere sulla scena globale. Abbiamo il talento. Ora dobbiamo creare l'ambiente favorevole per i futuri campioni d'Europa. Oggi pubblichiamo la bozza delle nostre Linee guida sulle concentrazioni per supportare al meglio le imprese affinché possano prosperare, crescere e innovare. Si tratta di un approccio ambizioso alla nostra politica di concorrenza, che ci consentirà di affrontare le realtà di un'economia globale estremamente competitiva e di rafforzare la nostra competitività, preservando al contempo la prevedibilità e la certezza che gli investitori apprezzano maggiormente in Europa". Chiunque sia interessato può contribuire rispondendo al questionario disponibile qui entro il 26 giugno 2026.
Principali modifiche proposte:
Le nuove Linee guida sulle fusioni regolamentano il modo in cui la Commissione valuta le fusioni, nel mutato contesto geopolitico e commerciale odierno, in cui la dimensione industriale e la competitività globale, così come l'innovazione e gli investimenti, sono diventati sempre più importanti, e la sostenibilità e la resilienza sono diventate parametri rilevanti per la concorrenza.
La crescita e l'espansione delle imprese nei mercati globali, al fine di raggiungere le dimensioni necessarie per competere, possono essere pro-competitive in quanto favoriscono l'innovazione, gli investimenti e la resilienza, e sono necessarie per promuovere una crescita economica sostenibile e per competere e assumere un ruolo di leadership a livello globale.
In particolare:
- sostenere e rafforzare la competitività globale dell'UE;
- focalizzare l'attenzione sull'innovazione e sugli investimenti con un approccio più dinamico alla valutazione delle fusioni, inclusa la valutazione del danno dinamico e delle "acquisizioni killer", ed al contempo introdurre uno "scudo per l'innovazione" per le fusioni che coinvolgono piccole imprese innovative, comprese le start-up e i progetti di ricerca e sviluppo;
- riconoscere la sostenibilità e la resilienza come importanti fattori competitivi, fornendo orientamenti su come valutare il loro contributo all'economia ed alla società nel suo complesso;
- aggiornare e perfezionare i cirteri del potere di mercato, dell'esclusione e del coordinamento per consentire alla Commissione di valutare l'impatto dei diversi tipi di fusioni su prezzo, qualità e innovazione in un'economia in evoluzione;
- orientare la Commissione su come dovrà valutare i benefici delle fusioni – denominati efficienze – promossi dalle imprese, comprese le efficienze dinamiche correlate all'innovazione ed agli investimenti, che potrebbero richiedere più tempo per concretizzarsi; e presentare nuove linee guida sulle situazioni in cui gli Stati membri possono intervenire per tutelare legittimi interessi pubblici.
L'obiettivo principale della normativa europea sulle concentrazioni è preservare un mercato interno dinamico e competitivo. Consente alle imprese di raggiungere economie di scala, innovare, investire e offrire prodotti migliori; ed allo stesso tempo impedire che il potere di mercato si accumuli nelle mani di una o poche imprese, danneggiando i consumatori e le imprese e compromettendo la produttività e la crescita economica dell'UE.
Quando valuta le proposte di fusione, la Commissione considera se queste possano ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva nell'UE. Valuta se la fusione sia in grado di produrre benefici c.d. procompetitivi, noti come efficienze, in misura superiore al potenziale danno . Se le proposte di fusione non ostacolano in modo significativo la concorrenza effettiva, a seguito della valutazione complessiva dei benefici e dei danni, vengono approvate senza condizioni. Altrimenti alle parti coinvolte nella fusione viene chiesto di proporre modifiche all'accordo che garantiscano latutela della concorrenza sul mercato. Se le parti coinvolte nella fusione non propongono soluzioni adeguate, la Commissione vieta l'operazione, al fine di prevenire effetti negativi sulle imprese e sui consumatori in termini di prezzi più elevati, qualità inferiore o scelta più limitata di beni o servizi. Negli ultimi dieci anni, oltre il 99% delle decisioni della Commissione in materia di fusioni sono state autorizzazioni, di cui circa il 95% incondizionate.
La Commissione europea ha illustrato ai rappresentanti degli Stati membri dell'UE e del Mediterraneo meridionale la prima serie di iniziative chiave, sotto forma di Piano d'azione, per promuovere l'attuazione del Patto per il Mediterraneo. Il Patto è stato elaborato attraverso un ampio e inclusivo processo di consultazione con governi, società civile, giovani, settore privato e ricercatori di tutto il Mediterraneo. Questo sforzo congiunto ha portato a oltre 100 iniziative. Questa prima edizione del Piano d'azione lancia le prime 21 azioni concrete, co-progettate, che saranno attuate quest'anno.
Le principali iniziative rientrano nei tre pilastri del Patto.
Primo pilastro: Persone, forza trainante del cambiamento, delle connessioni e dell'innovazione.
Otto azioni, tra cui l'Iniziativa Universitaria del Mediterraneo, volta ad approfondire la collaborazione accademica, l'eccellenza nella ricerca e l'innovazione in tutta la regione; e un'Assemblea Parlamentare Giovanile, che consente ai giovani rappresentanti eletti europei e del Mediterraneo meridionale di riunirsi in una piattaforma strutturata e contribuire alle politiche regionali.
Secondo pilastro: Economie più forti, sostenibili e integrate
Quattro azioni, tra cui l'Iniziativa per la cooperazione transmediterranea nel campo delle energie rinnovabili e delle tecnologie pulite (T-MED) e la Piattaforma di investimento, mirano ad accelerare i progetti nel settore delle energie rinnovabili, delle reti elettriche e delle tecnologie pulite, mobilitando finanziamenti pubblici e privati, mitigando i rischi finanziari e promuovendo partnership industriali. Altre azioni relative a questo pilastro del Patto includono la "Deep Tech Offer" – un approccio integrato che combina investimenti pubblici e privati con il supporto politico – per promuovere l'interconnessione digitale in tutta la regione del Mediterraneo. Verrà realizzata potenziando la connettività regionale tramite cavi sottomarini, migliorando la capacità delle telecomunicazioni, promuovendo la cooperazione normativa e facilitando gli scambi tecnici in materia di sicurezza informatica.
Terzo pilastro: Sicurezza, preparazione e gestione delle migrazioni
Nove azioni, tra cui un Centro europeo contro gli incendi, con sede a Cipro, per potenziare la preparazione e la risposta alle catastrofi, e per la prima volta offrirà supporto anche ai paesi del Mediterraneo meridionale. Altra iniziativa importante è l''operazione congiunta per il Mediterraneo (MED-OP), per il contrasto alla criminalità organizzata, in collaborazione con le agenzie europee per la giustizia e gli affari Interni. Un'altra azione reca il titolo "Confini sicuri", per il rafforzamento delle capacità operative e istituzionali di gestione delle frontiere e la governance del settore della sicurezza. In materia di gestione delle migrazioni, in particolare, le azioni previste avranno un "whole-of-route approach'", che implica la gestione del fenomeno sin dai luoghi di prima partenza, per combattere il traffico di esseri umani ed agevolare percorsi legali.
In un contesto geopolitico sempre più instabile, l'UE rimane impegnata a rafforzare i partenariati in tutto il Mediterraneo. Il Piano d'azione è un documento flessibile e dinamico che verrà regolarmente aggiornato e adattato al contesto in continua evoluzione attraverso consultazioni costanti con le parti interessate e i partner, garantendone la pertinenza e l'efficacia. La seconda versione del Piano d'azione è prevista per l'autunno 2026. Una pagina web interattiva consentirà alle parti interessate di individuare progetti e iniziative concrete, esplorarli per paese e settore e seguirne i progressi, garantendo trasparenza e coinvolgimento e mostrando l'impatto tangibile del Patto in tutta la regione.
La Commissione europea interpella gli Stati membri sulla proposta di istituire un Quadro temporaneo di aiuti di Stato per sostenere l'economia europea nel contesto della crisi mediorientale, come aveva annunciato nei giorni scorsi la Presidente Ursula von der Leyen. La proposta si basa sull'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che consente l'erogazione di aiuti per lo sviluppo di settori economici specifici anche in considerazione di specifici rischi economici imprevisti. La proposta riguarda alcuni dei settori più esposti dell'economia, come l'agricoltura, la pesca, il trasporto su strada e il trasporto marittimo a corto raggio intra-UE. La proposta prevede anche un adeguamento temporaneo del quadro di aiuti di Stato del Clean Industrial Deal (CISAF) che consente un'intensità di aiuti maggiore per far fronte ai picchi dei prezzi dell'energia elettrica.
In base alla proposta igli Stati membri potranno concedere:
- un sostegno temporaneo calibrato per i settori più esposti a copertura di una parte degli aumenti di prezzo dei carburanti o dei fertilizzanti, rispetto ai prezzi precedenti al 28 febbraio 2026, sulla base dei consumi dei beneficiari, e una procedura semplificata per concedere un importo limitato di aiuti per impresa (ad eccezione del trasporto marittimo a corto raggio dell'UE).
- un aumento dell'intensità massima degli aiuti per i costi dell'energia elettrica per le industrie ad alta intensità energetica ispetto all'attuale massimo del 50%.
Inoltre, la Commissione è pronta a valutare, caso per caso ulteriori misure temporanee quali la sovvenzione del costo del combustibile per la produzione di energia elettrica da centrali a gas, al fine di ridurre i costi complessivi dell'elettricità. Una volta acquisiti i contributi inviati da ogni stato membro, la Commissione intende procedere in linea con l'obiettivo di adottare il quadro temporaneo entro la fine di aprile.
Il Parlamento europeo ha approvato la revisione del cosiddetto "Accordo quadro" che disciplina i rapporti tra il Parlamento europeo e la Commissione europea. Il nuovo testo si basa sull'accordo in vigore dal 2010 e riflette oltre un decennio di prassi istituzionale, nonché l'evoluzione del ruolo del Parlamento in questo periodo. L'accordo rivisto rafforza le prerogative democratiche del Parlamento garantendo un flusso di informazioni più completo, tempestivo e dettagliato da parte della Commissione. Rafforza il controllo parlamentare sui processi legislativi e internazionali e chiarisce le norme sulle procedure urgenti. Il testo rafforza inoltre la responsabilità politica della Commissione garantendo la presenza di commissari responsabili nei dibattiti in plenaria e in commissione e migliora il seguito dato al diritto di iniziativa del Parlamento, comprese le richieste di modifica o abrogazione della legislazione vigente.
L'accordo è stato approvato con 446 voti favorevoli, 100 contrari e 72 astensioni.
Nelle parole del relatore Sven Simon (PPE, DE) il senso di un braccio di ferro che cerca di assestarsi soprattutto quando si tratta di smantellare la legislazione comunitaria : “Questo accordo è un successo per il Parlamento europeo. Ora la chiave è che il Parlamento utilizzi appieno i diritti di cui dispone. Ciò significa usare il suo diritto di iniziativa di fatto, in particolare per chiedere la modifica o l'abrogazione della legislazione vigente. Significa anche chiedere alla Commissione di giustificare quando si basa su una base giuridica che esclude il Parlamento. L'accordo non risolve le lacune dei Trattati, ma è un importante passo avanti. Ora il Parlamento deve usare i suoi diritti con saggezza e coerenza”.
L'accordo quadro Parlamento-Commissione stabilisce le regole di cooperazione tra le due istituzioni in materia legislativa, di bilancio e politica. La prassi di tali accordi interistituzionali è prevista dal Trattato di Lisbona, per facilitare determinati aspetti della cooperazione, stabilendo una sorta di "regolamento procedurale comune". la cerimonia di firma con le presidenti Roberta Metsola e Ursula von der Leyen avrà luogo durante la sessione plenaria del 25-26 marzo, affinché l'accordo quadro rivisto entri in vigore.