L'Accordo di Libero Scambio (ALS) UE-India, uno dei più grandi accordi del suo genere a livello mondiale, riduce sostanzialmente le barriere tariffarie e non tariffarie, tagliando 4 miliardi di euro di dazi. Attualmente, 6.000 aziende europee operano in India, una cifra destinata ad aumentare grazie al nuovo accordo. A margine del vertice per la sigla dell'Accordo si è svolto il primo Forum Economico UE-India, in cui si è discusso di come approfondire il coinvolgimento del settore privato e promuovere priorità economiche condivise.
Ancora più significativa è la firma del Partenariato UE-India per la Sicurezza e la Difesa, che consente una più stretta cooperazione su priorità condivise come la sicurezza marittima, la non proliferazione e il disarmo, lo spazio, la lotta alle minacce informatiche e ibride e l'antiterrorismo. Nell'ambito di questo partenariato, l'UE e l'India rafforzano la cooperazione industriale in materia di difesa e promuovono l'allineamento sulle iniziative di difesa. Sono stati anche avviati i negoziati per un Accordo sulla Sicurezza delle Informazioni (SSA) per consentire lo scambio di informazioni classificate, aprendo la strada alla partecipazione dell'India alle iniziative di sicurezza e difesa dell'UE.
L'UE e l'India rafforzano ulteriormente la collaborazione su tecnologie emergenti e critiche, innovazione e ricerca, anche attraverso la creazione di Hub di Innovazione UE-India e il lancio di un Partenariato UE-India per le Startup. Inoltre, i leader rinnovano l'Accordo UE-India per la Cooperazione Scientifica e Tecnologica fino al 2030 e avviano colloqui esplorativi sull'associazione dell'India a Horizon Europe, il programma di punta dell'UE per la ricerca e l'innovazione.
Inoltre, un Quadro Globale di Cooperazione UE-India in materia di Mobilità, adottato come memorandum d'intesa parallelamente alla finalizzazione dell'ALS, offre un'eccellente opportunità di cooperazione per facilitare la mobilità del lavoro, sostenere lo sviluppo delle competenze e il rafforzamento delle capacità, e lavorare su quadri di competenze e qualifiche. Questo quadro di cooperazione faciliterà la mobilità di lavoratori qualificati, giovani professionisti e lavoratori stagionali in settori con carenze, promuovendo al contempo la ricerca e l'innovazione. Sarà inoltre supportato da un Ufficio Europeo Legale in India, il primo del suo genere. L'Ufficio aiuterà i lavoratori, gli studenti ed i ricercatori indiani a conoscere e cogliere le opportunità di lavoro in Europa, a partire dal settore ICT, con l'obiettivo di espanderlo ulteriormente in futuro. L'approvazione di un Dialogo di Alto Livello UE-India in materia di Istruzione e competenze sostiene ulteriormente questi obiettivi, rafforzando la cooperazione in materia di competenze e riconoscimento delle qualifiche, e facilitando la circolazione dei talenti.
Al Vertice, i leader hanno approvato l'Agenda Strategica Congiunta Globale UE-India "Verso il 2030", su prosperità e sostenibilità, tecnologia e innovazione, sicurezza e difesa, connettività, questioni globali e cooperazione interpersonale.
Il Vertice consente all'UE e all'India di riaffermare l'intenzione di unire le forze per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e rafforzare la cooperazione su questioni ambientali, transizione pulita, resilienza energetica ed economia circolare, incluso il lancio di una Task Force sull'Idrogeno Verde, nel quadro del Partenariato UE-India per l'Energia Pulita e il Clima.
I leader intendono sviluppare la connettività tra le due aree, con la creazione di corridoi e hub di trasporto marittimo (Global Gateway Green Shipping Corridors and Hubs, GGGSCH); in tale contesto si svolgerà un workshop regionale in India nel 2026. L'UE e l'India hanno concordato di promuovere inoltre la cooperazione trilaterale con paesi terzi in Africa, America Latina e Caraibi, Asia e Pacifico su temi quali l'energia pulita, le infrastrutture sostenibili, la connettività digitale e la resilienza.
Il Summit sarà seguito il 6 e 7 febbraio dall'India-EU Forum, che riunirà importanti responsabili politici, leader del settore, esperti e think tank di tutti i 27 Stati membri dell'UE e dell'India, per creare fiducia e promuovere iniziative concrete per la cooperazione strategica.
Trump abbaia e l'India incassa
L’enfasi nelle dichiarazioni dei protagonisti è la cifra , più che giustificata, dell’evento che oggi, in New Delhi, ha visto la firma dell’accordo più ampio mai negoziato sino ad oggi tra l’Unione Europea e l’India. La conclusione di un Accordo di Libero Scambio (ALS) UE-India e l'avvio di un Partenariato UE-India per la Sicurezza e la Difesa danno l’idea di un deciso salto di qualità nelle relazioni globali tra i due partner, ed a suggellarlo è stato l’invito, per la prima volta, della Presidente della Commissione europea von der Leyen e del Presidente del Consiglio UE Costa alla parata per celebrare i 77 anni della Repubblica indiana.
Oltre allo storico accordo commerciale e al partenariato per la sicurezza e la difesa, l'UE e l'India hanno avviato colloqui su un accordo che consenta lo scambio sicuro di informazioni sensibili. Il Vertice ha anche rafforzato la cooperazione in materia di innovazione, ricerca, competenze e mobilità. Entrambe le parti hanno concordato pariteticamente nuove iniziative a sostegno delle startup, della ricerca e dell'energia pulita, incluso l'idrogeno verde, e hanno approvato un'agenda strategica a lungo termine che guiderà la cooperazione UE-India fino al 2030.
A margine del Vertice, la Presidente von der Leyen e il Primo Ministro Modi hanno incontrato i leader aziendali in occasione del primo Forum imprenditoriale UE-India, per rafforzare i legami economici tra i popoli di Europa e India.
Le discussioni proseguiranno al Forum India-UE all'inizio di febbraio, riunendo responsabili politici, aziende ed esperti per tradurre questi piani in azioni concrete.
Con l'atteso aumento delle importazioni, si cerca di rafforzare anche i controlli
La Commissione europea ha istituito una task force per garantire che le importazioni rispettino gli standard dell'Unione. La task force si concentrerà in particolare sulla sicurezza di alimenti e mangimi, sui residui di pesticidi e sulle azioni di monitoraggio coordinate dell'UE su specifici prodotti importati. Riunisce le competenze della Commissione e degli Stati membri e contribuirà a un'ulteriore armonizzazione dei controlli sulle importazioni in tutta l'UE, elaborando raccomandazioni per azioni congiunte tra la Commissione e gli Stati membri e individuando dove siano necessarie ulteriori misure amministrative o normative per rafforzare i controlli.
Norme rigorose sulle importazioni in materia di igiene di alimenti e mangimi, sicurezza dei consumatori e stato sanitario di animali e piante mirano a garantire che tutte le importazioni soddisfino gli stessi elevati standard dei prodotti provenienti dall'UE stessa. I controlli sulle importazioni sono fondamentali per verificare la conformità di alimenti e mangimi ai requisiti pertinenti. Le norme UE si applicano a tutti i prodotti venduti nell'UE, siano essi di origine nazionale o importati.
Tra Europa e Brasile istituita l'area più grande di scambio dei dati
La Commissione europea e il Brasile hanno hanno concordato che i rispettivi livelli di protezione dei dati sono comparabili. sarà ora possibile per aziende, autorità pubbliche e ricercatori scambiarsi liberamente dati tra l'UE e il Brasile, dando impulso al commercio digitale tra le due giurisdizioni. Le decisioni consentiranno di risparmiare sui costi e garantiranno certezza del diritto e stabilità alle aziende europee che hanno già investito in Brasile e alle aziende brasiliane che si stanno espandendo nel mercato dell'UE. Creano la più grande area di circolazione dei dati libera e sicura al mondo, a beneficio di 670 milioni di consumatori tra l'UE e il Brasile.
La libera circdolazione dei dati è un ulteriore tassello nel contesto dell'Accordo di partenariato (EMPA) e dell'Accordo commerciale interinale (iTA) firmati il 17 gennaio tra l'UE e il Mercosur.
L'importanza degli accordi è sottolineata nelle dichiarazione di Henna Virkkunen, Vicepresidente Esecutiva per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia: "Oggi l'UE sta ulteriormente rafforzando i suoi legami con uno dei suoi partner più strategici e affini. La nostra decisione di reciproca adeguatezza è un passo fondamentale per una maggiore integrazione delle nostre economie. Creerà nuove opportunità per le nostre imprese e promuoverà l'innovazione, a vantaggio di milioni di consumatori in Europa e Sud America".
Michael McGrath, Commissario per la Democrazia, la Giustizia, lo Stato di Diritto e la Tutela dei Consumatori, ha dichiarato: "Il Brasile ha creato un solido quadro normativo in materia di privacy e protezione dei dati che tutela i diritti fondamentali. Insieme, abbiamo creato il più grande spazio al mondo per flussi di dati transfrontalieri sicuri, che copre oltre 670 milioni di persone. Questo accordo promuove il commercio digitale, supporta le imprese di tutte le dimensioni e stabilisce un punto di riferimento globale che dimostra come una solida tutela della privacy possa coesistere con l'innovazione e la crescita. Invia un messaggio chiaro: i diritti fondamentali non si fermano ai confini, dando ai consumatori la certezza che i loro dati siano rispettati e protetti".
Il sostegno economico UE a nuovi investimenti nei paesi dei Balcani occidentali
La Commissione europea ha annunciato un sostegno di 171 milioni di euro per promuovere lo sviluppo infrastrutturale e la crescita del settore privato nei paesi dei Balcani occidentali. Il nuovo pacchetto di sostegno include contributi agli investimenti grazie al supporto di diverse fonti di finanziamento: lo Strumento di assistenza preadesione (IPA III) per un progetto in Bosnia-Erzegovina, il Fondo per la cooperazione e lo sviluppo (WBIF) per un progetto in Montenegro ed il Fondo per le riforme e la crescita (RGF) per progetti in Albania, Montenegro e Macedonia del Nord.
Del pacchetto totale, 91,8 milioni di euro sono destinati a progetti infrastrutturali nei quattro partner. Si prevede che questo finanziamento mobiliterà 263 milioni di euro di investimenti totali in sette progetti in settori prioritari, tra cui digitale, energia pulita, capitale umano, trasporti e ambiente. Inoltre, 2,9 milioni di euro sono stanziati per quattro progetti di assistenza tecnica in Albania e Bosnia-Erzegovina, volti a sostenere futuri investimenti nei settori dell'energia, dell'acqua, dell'innovazione e della ricerca.
Il pacchetto include anche 76,3 milioni di euro di contributi a programmi a sostegno del settore privato.
Un secondo gruppo di stati membri ha presentato alla Commissione europea i propri piani di difesa nazionale, per l'erogazione di prestiti nell'ambito dell'iniziativa Azione per la sicurezza in Europa (SAFE): si tratta di Estonia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Finlandia. Lo strumento SAFE prevede una rigorosa valutazione dei piani di investimento per la difesa da parte della Commissione, che in caso di esito positivo può erogare prestiti a basso costo e a lungo termine, consentendo ai paesi richiedenti di aumentare in tempi rapidi la loro prontezza militare e di acquisire le moderne attrezzature di difesa necessarie. Il quadro rafforza inoltre l'integrazione dell'Ucraina nell'ecosistema di sicurezza dell'UE, garantendo che il sostegno europeo rimanga flessibile e sostenibile.
I livelli di finanziamento per ciascun paese sono stati fissati provvisoriamente a settembre, sulla base dei principi di solidarietà e trasparenza. Questo gruppo di otto Stati membri avrà diritto a circa 74 miliardi di euro dopo la firma degli accordi di prestito. Questi fondi forniranno un impulso fondamentale alle capacità strategiche laddove sono più necessarie.
Riportiamo la dichiarazione del Commissario europeo per la difesa Kubilius: "Con questa seconda tranche di investimenti SAFE, l'Europa sta finalmente sostenendo le sue ambizioni di sicurezza con il necessario peso finanziario. Non ci limitiamo più a elaborare strategie; stiamo costruendo una realtà di hard power. Con SAFE incentiviamo gli Stati membri ad acquisire congiuntamente, ricercando velocità, scalabilità ed efficienza. Questo è un chiaro segnale sia all'industria europea che ai nostri avversari: l'Europa prende sul serio la propria forza e sovranità, e le nostre forze armate hanno bisogno dei migliori e di personale tempestivo."
D come dazi. Libero commercio e multilateralismo sono sempre stati i cardini , in assenza di un forza deterrente di natura militare, della politica estera dell’Unione Europea. Negli anni in cui l’arbitro indiscusso è sempre stato il World Trade Organization, ed in particolare l’organo deputato alla risoluzione delle controversie commerciali, la UE ha tessuto una rete a maglie variabili con tanti partner ovunque nel mondo, graduando l’intensità del rapporto, strettamente di natura commerciale ed economica, dalla formula più blanda dell’accordo di associazione e di partenariato, in vigore con numerosi paesi africani, al ben più ampio e strategico trattato comprensivo di libero scambio, siglato con paesi quali il Canada, l’Indonesia, Singapore, il Giappone ed altri.
Sebbene presentanti come accordi per sviluppare le relazioni commerciali, vi era una componente peculiare di natura politica, in particolare nelle numerose condizionali volte al rispetto dei diritti umani, dei diritti dei lavoratori e del rispetto dell’ambiente. Un modo non proprio come un altro per “esportare” in altri paesi quei principi etici, sociali ed ambientali che, considerati da un altro punto di vista possono essere definiti gli attributi fondamentali della democrazia. Furono queste le ragioni per cui, nel 2016 alla Turchia di Erdogan venne negata la modernizzazione dell’unione doganale che la lega all’Europa da oltre cinquant’anni, precludendone l’estensione a importanti settori come quello dei servizi.
L’Europa ha sempre creduto in un mondo globalizzato dall’eliminazione delle barriere commerciali ancor prima e più che dalle tecnologie digitali.
Probabilmente la Cina ha inaugurato la fine dell’illusione europea all’ombra del WTO, quando, trascorso il previsto periodo di transizione dal suo ingresso nel 2001, ha reclamato come suo diritto il riconoscimento dello status di economia di mercato, con tutti i benefici connessi, ma senza aver neanche avviato le riforme necessarie a tal fine, in primis l’uscita dell’autorità statale dai gangli vitali dell’economia del paese.
Per la prima volta l’Europa si è sentita indifesa, eppure allora non si sentiva ancora minacciata.
Veniamo ora al punto dei dazi, e di come oggi assumano un significato diverso. L’imposizione di dazi presuppone la necessità di difendersi, comunque si voglia chiamare il nemico: concorrenza sleale, overcapacità, sussidi statali.
Ma oggi la priorità per l’Europa non sembra più essere la difesa, ma l’intesa con nuovi partner. E’ quanto emerge dalla firma degli ultimi due accordi, con il Mercosur e con l’India. Non sfugge a nessuno che si tratta di una porzione del globo che sia in termini economici sia di popolazione rappresenta un unicum nella storia della politica commerciale europea.
La geopolitica a suon di merci può senz’altro rappresentare un’abile arma nelle mani della Commissione europea, ma resta un paradosso: il prezzo da pagare è l’accrescimento delle diseguaglianze, nel senso che la liberalizzazione dei flussi non è mai equamente distribuita tra tutti i settori economici. Ad esempio è già avvenuto negli ultimi anni che l’apertura dei mercati agricoli europei verso quei paesi come la Tunisia ed il Marocco, protagonisti di una svolta politica potenzialmente in grado di dare vita a governi democratici, abbia avuto un impatto negativo su tanti agricoltori europei, in produzioni chiave quali l’olio d’oliva o le arance.
Il paradossi è che essere i migliori non paga sulla scena globale, sopratutto quando anche in Europa un ceto medio sempre più impoverito premette il risparmio ad ogni altra considerazione di spesa.
D come debito. L’Europa lentamente, costretta dalle circostanze, si sta aprendo alla via del debito comune come opzione inevitabile per progredire nell’integrazione in ambiti nuovi, quali la difesa. E’ già successo con il NextGenerationEU; oggi sta accadendo di nuovo con lo strumento SAFE per il settore della difesa ed il prestito all’Ucraina. Ma anche qui c’è un prezzo da pagare, ed è quello della frammentazione. Preconizzata come inevitabile dallo stesso Mario Draghi, la geografia interna dell’Unione si ridisegna in aggregazioni modulabili a seconda delle circostanze. Inevitabile certo, ma non auspicabile.
D come democrazia. Questa parola è diventata un vessillo di identità sventolato con fierezza e quasi con un sentimento di superiorità nei tanti discorsi pronunciati dai vertici delle istituzioni europee. Eppure proprio la democrazia in Europa sta vivendo una crisi profonda manifestata dal calo costante della partecipazione popolare ai processi elettorali. Indifferenza e manipolazione ad opera di attori stranieri stanno corrodendo da dentro la grande tradizione democratica europea. Anche tra le stesse istituzioni europee la parola democrazia spesso non trova riscontro o applicazione, specialmente se il Parlamento europeo, privo ancora del potere d’iniziativa, si adopera a far valere il proprio peso in altri modi, come sta avvenendo proprio con l’accordo con il Mercosur.
C’è un’ultima D, certo, ma abbiamo voluto che restasse fuori campo, perché sin troppo ingombrante sui media. E’ quella di chi usa i dazi come un martello, il debito altrui come fonte propria di reddito e la democrazia come il ventre molle dell’Europa. Per molti è la vera causa di tutto, inclusa la potenziale disgregazione della UE, il nemico dei nemici sotto mentite spoglie. L’Europa attende e intanto si guarda intorno.
CLS
Anche la danimarca accellera sui fondi del NextGenerationEU
Con l'avvicinarsi, a fine 2026, della conclusione dle piano di ripresa e resilienza lancoato dalla Commissione europea in seguito all'evento eccezionale della pandemia di Covid, gli Stati membri che hanno fatto richiesta di assistenza si accingono a formalizzare la richiesta delle ultime tranches del prestito loro concesso.
Oggi la Commissione europea ha erogato 175,4 milioni di euro alla Danimarca, segnando il quarto pagamento nell'ambito del Recovery and Resilience Facility (RRF). Il dispositivo è il fulcro di NextGenerationEU, il programma post-pandemico della Commissione a sostegno della ripresa, della crescita economica e della competitività degli Stati membri.
Le misure collegate a questo pagamento includono investimenti a sostegno di una serie di misure incentrate sulla sostenibilità, tra cui la costruzione di 45 km di infrastrutture ciclabili, l'aumento di 4 GW della capacità eolica offshore e la promozione della transizione organica nelle mense pubbliche.
Il 30 settembre 2025, la Danimarca ha presentato alla Commissione la sua quarta richiesta di pagamento nell'ambito del RRF. La richiesta comprende cinque traguardi e otto obiettivi, che comprendono una riforma e 12 investimenti.
La Commissione ha dato il via libera alla richiesta di pagamento della Danimarca il 4 novembre 2025. Ora che il Comitato economico e finanziario del Consiglio ha espresso parere favorevole, la Commissione ha erogato i fondi.
Nel complesso, il Piano di Ripresa e Resilienza della Danimarca è finanziato con 1,63 miliardi di euro di sovvenzioni. Il pagamento odierno porterà i fondi totali erogati alla Danimarca al 78% dell'importo stanziato per il piano, con il 76% di tutti i traguardi e gli obiettivi previsti dal piano raggiunti. Come per tutti gli Stati membri, i pagamenti alla Danimarca nell'ambito del Fondo di Ripresa e Resilienza sono basati sui risultati e subordinati al successo dell'attuazione dei rispettivi piani nazionali. In vista della chiusura del Fondo alla fine del 2026, gli Stati membri devono attuare tutti i traguardi e gli obiettivi in sospeso entro agosto 2026 e presentare le ultime richieste di pagamento entro la fine di settembre.
A qwuesto link è possibile consultare l'andamento delle richieste dei diversi stati membri: https://commission.europa.eu/business-economy-euro/economic-recovery/recovery-and-resilience-facility_en#map
Aperti i bandi europei per la promozione anche all'estero dei prodotti agroalimentari
La Commissione europea ha pubblicato i bandi per il 2026 a sostegno di campagne ed eventi che promuovono prodotti agroalimentari europei sostenibili e di alta qualità all'interno dell'Unione europea e nel mondo. Saranno stanziati fino a 160 milioni di euro tramite sovvenzioni per cofinanziare programmi proposti da associazioni di produttori e altri organismi del settore agroalimentare, sia sul mercato interno dell'UE che in mercati extra-UE chiave con un forte potenziale di crescita, tra cui Regno Unito, Giappone, Corea del Sud, Cina, Singapore e Nord America.
I bandi fanno parte della politica di promozione per il 2026, nell'ambito del quale la Commissione stanzierà 205 milioni di euro per cofinanziare attività di promozione dei prodotti agroalimentari dell'UE, la dotazione più elevata mai dedicata a migliorare la consapevolezza dei consumatori sui prodotti agricoli europei e sui regimi di qualità. Queste attività saranno realizzate sotto lo slogan "Enjoy, it's from Europe", che mira a sensibilizzare i consumatori sulla qualità dei prodotti dell'UE e a premiare gli agricoltori e le imprese agroalimentari dell'UE per i loro sforzi nel soddisfare elevati standard di sicurezza e ambientali.
Inoltre, sono previste iniziative gestite direttamente dalla Commissione, tra cui campagne di promozione e informazione nei paesi terzi, la partecipazione dell'UE alle principali fiere agroalimentari internazionali, le visite del Commissario Christophe Hansen nei paesi terzi e l'elaborazione di manuali di accesso al mercato per gli esportatori. La politica di promozione agroalimentare è una priorità politica per l'Unione europea, come sottolineato dalla Presidente Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell'Unione. È riconosciuta nella Vision for Agriculture and Food come uno strumento chiave per sostenere la competitività globale, la resilienza e la diversificazione del settore agroalimentare dell'UE.
I bandi pubblicati oggi rimarranno aperti per tre mesi e sono rivolti ad un'ampia gamma di operatori ammissibili in tutta l'UE.
La Piattaforma per la finanza sostenibile è un perno della politica finanziaria della UE
La Commissione europea ha pubblicato l'elenco dei membri che faranno parte della Piattaforma sulla finanza sostenibile. La Piattaforma, al suo terzo mandato, fornisce consulenza alla Commissione su temi relativi alla tassonomia europea ed al quadro normativo sulla finanza sostenibile Attraverso una selezione lanciata a luglio 2025, la Commissione ha nominato 28 membri e 16 osservatori provenienti sia dal settore privato che da quello pubblico. La selezione si è basata sulle competenze dei candidati in materia di ambiente e finanza sostenibile, nonché sulla loro esperienza professionale e sulle conoscenze tecniche nei settori coperti dalla tassonomia dell'UE. La Commissione ha inoltre tenuto conto dell'equilibrio geografico e di genere. I membri sono attori chiave del settore privato, della società civile, del mondo accademico ed esperti a titolo personale. Inoltre, la Commissione ha riconfermato Helena Viñes Fiestas alla presidenza della Piattaforma. Viñes Fiestas è Commissaria dell'Autorità spagnola per i mercati finanziari e co-presidente della task force delle Nazioni Unite sulla politica di zero emissioni nette.
Maria Luís Albuquerque, Commissaria per i Servizi Finanziari, ha dichiarato: "Con questo nuovo mandato, la Piattaforma sulla Finanza Sostenibile ci aiuterà a rendere la Tassonomia dell'UE e il quadro più ampio della finanza sostenibile più semplici, chiari e fruibili, senza abbassare il nostro livello di ambizione. Il nostro obiettivo è chiaro: garantire che la finanza sostenibile sia al servizio dell'economia reale e sostenga efficacemente la transizione, gli investimenti e la competitività dell'Europa".
Il mandato della Piattaforma sarà valido da febbraio 2026 alla fine del 2027. Fornirà un contributo agli sforzi di semplificazione della Commissione in materia di finanza sostenibile, inclusa la revisione dei criteri della Tassonomia esistenti e lo sviluppo di criteri per nuove attività.
La geopolitica dergli aiuti umanitari: 1,9 miliardi di fondi europei per 239 milioni di persone
La Commissione europea ha annunciato lo stanziamento di 1,9 miliardi di euro per gli aiuti umanitari nel 2026, in un momento in cui 239 milioni di persone necessitano di assistenza ed i principali donatori stanno tagliando i finanziamenti.
Gli aiuti umanitari dell'UE forniscono assistenza salvavita dove più conta: cibo e alloggi di emergenza, assistenza sanitaria essenziale, protezione per i più vulnerabili e sostegno all'istruzione dei bambini nelle zone di crisi. Mentre altri donatori si ritirano e il diritto umanitario si trova ad affrontare una pressione senza precedenti, l'UE mantiene il suo impegno: aiuti basati su principi che raggiungano le persone bisognose, ovunque si trovino.
Lo stanziamento iniziale di 1,9 miliardi di euro include 557 milioni di euro per l'Africa occidentale e centrale, 448 milioni di euro per il Medio Oriente e 145 milioni di euro per le esigenze umanitarie in Ucraina. Inoltre, oltre 415 milioni di euro sono riservati alla risposta a emergenze improvvise in tutto il mondo e al mantenimento di una catena di approvvigionamento strategica.
Colmare il divario tra esigenze umanitarie crescenti e risorse disponibili richiede nuovi approcci. La Commissaria per l'Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle Crisi, Hadja Lahbib, è a Davos questa settimana per discutere con imprenditori e investitori di come il settore privato possa apportare innovazione, scalabilità e nuovi modelli di finanziamento alla risposta umanitaria. "Il sistema umanitario è sottoposto a una pressione senza precedenti e i soli finanziamenti pubblici non saranno sufficienti a far fronte alla portata della crisi", ha dichiarato la Commissaria Lahbib. "L'Europa sta intervenendo, impegnando inizialmente 1,9 miliardi di euro per il 2026. In qualità di principale donatore umanitario, ci stiamo assumendo la nostra responsabilità politica e guidando la risposta globale. Ecco perché sono a Davos: per mobilitare il settore privato a pensare in grande, muoversi più rapidamente e agire insieme. Questa è una prova di solidarietà e l'Europa è all'altezza della sfida".
La Commissaria organizza insieme con il World Economic Forum un evento su "Nuove alleanze negli aiuti e nello cooperazione allo sviluppo" il 22 gennaio, dove si farà il punto sulle nuove strategie ed alleanze.
Va riconosciuto all’Europa di Ursula von der Leyen il merito di aver compreso che le parole possono incidere sulle modalità concrete di azione e di relazione, non come una veste neutrale di un messaggio sostanziale, ma come vettore in sé di un messaggio.
E’ quanto si apprezza in una recente iniziativa lanciata dalla Commissione Europea , e di cui ancora non si possono intravedere gli effetti perché non è stato reso noto il piano d’azione, atteso per il mese di marzo.
Stiamo parlando del futuro quadro delle relazioni con i paesi della sponda sud del Mediterraneo, la cui visione trasmette il senso di una ricercata centralità delle persone, a cominciare dall’uso dell’espressione “Patto per il Mediterraneo”, che da subito evoca l’incontro, il dialogo e la stretta di mano per un’intesa che offra ad entrambi un vantaggio.
Il Patto per il Mediterraneo, presentato lo scorso 28 novembre a Barcellona come il seguito e l’evoluzione del processo di confronto e di collaborazione noto appunto come processo di Barcellona, permette di creare un spazio di appartenenza che, sulle fondamenta millenarie delle culture e delle religioni da cui ha preso origine l’occidente per come lo conosciamo oggi, scriva un nuovo capitolo nella storia dei rapporti tra le due sponde del Mediterraneo, che testimoni la volontà di andare oltre l’epoca buia del colonialismo ed il suo retaggio di rabbia e risentimento.
E’ giunto il tempo di farlo, ma proprio questo tempo, che voleva essere carico di promesse e speranze, si colloca in un frangente della storia quanto mai complesso e solcato dal pulsioni autoritarie e spirito bellicista.
Il Patto per il Mediterraneo si propone di promuovere la collaborazione tra paesi UE e dieci paesi partner del Medio Oriente e Nord Africa, con uno sguardo allargato sino a Turchia e paesi del Golfo, in tre aree: persone, economia e sicurezza. La prima volutamente insiste sull’attenzione che verrà riservata all’istruzione ed alla cultura come volani di reciproca crescita, annunciando anche la costituzione di un’Assemblea dei Giovani del Mediterraneo; una rivisitazione in chiave geografica dei dialoghi con i cittadini europei che già il Vice Presidente Timmermans, nella Commissione guidata da Junker, aveva voluto istituire per un’unione che si voleva attiva anche dal basso.
Ma è solo nella terza sezione, dopo aver toccato i temi dell’economia e dell’ambiente nella seconda, che la Commissione europea introduce la parola pace, e lo fa in un contesto, quello della sicurezza, che rischia di travisarne il senso; a lasciar intendere che la pace non è tanto il frutto di una prospettiva mediterranea con radici antiche quanto un concetto da porre in relazione con i piani di sicurezza in un’area geopolitica tra le più turbolente.
Si parla anche di sviluppare attività di peace mediation, lasciando però in sospeso un elemento fondamentale di un compito delicatissimo, che può essere svolto soltanto da chi ha ottenuto la fiducia di entrambe le parti.
Esattamente il contrario di quello che viene annunciato come il grande progetto di pace portato avanti dal mancato premio Nobel Donald Trump per la ricostruzione di Gaza, quel Board of Peace che tutto il mondo dovrebbe contribuire a far funzionare, meno che il popolo palestinese. Non un patto, ma un board appunto, più simile ad un comitato di affari incaricato di rimuovere macerie ed edificare nuove strutture urbane.
Ma la pace è un’altra cosa.
CLS
Se possibile, esiste una minaccia più grave ancora dei timori, attuali e futuri, legati alla guerra in Ucraina. Molteplici attori interferiscono nella vita quotidiana di cittadini e istituzioni attraverso i varchi sempre aperti del mondo digitale. Ma sopratutto il pericolo si concentra in tutte quelle forme di dipendenza che vanno sotto il nome di catene del valore o catene di approvvigionamento, e che in sostanza rappresentano il mondo nella sua globalità, solcato da innumerevoli interconnessioni digitali che ridefiniscono ruoli e poteri al di là dei semplici confini geografici tra nazioni.
In questo panorama turbolento, l'Europa ha sentito il bisogno di rafforzare l'arsenale degli strumenti che devono garantire la sicurezza delle proprie tecnologie informatiche, adottando un pacchetto di misure di più incisivo impatto. Stiamo parlando del Cybersecurity Package, adottato oggi.
Il pacchetto include una proposta di revisione del Cybersecurity Act, che rafforza la sicurezza delle catene di approvvigionamento delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) dell'UE. Garantisce che i prodotti che raggiungono i cittadini dell'UE siano sicuri dal punto di vista informatico fin dalla fase della loro progettazione, attraverso un processo di certificazione più semplice. Facilita inoltre la conformità alle norme UE vigenti in materia di cybersecurity e rafforza l'Agenzia dell'Unione europea per la cybersecurity (ENISA) nel supportare gli Stati membri e l'UE nella gestione delle minacce alla sicurezza informatica.
Ma cosa significa n concreto rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) nell'UE?
ll nuovo Cybersecurity Act muove dal presupposto che, anche sulla base dei dati recenbtim, esistono paesi terzi in grado di rappresentare una minaccia per la sicurezza informatica degli stati membri, in particolare in in 18 settori considerati critici. A questo punto il nuovo pacchetto sicurezza definisce un meccanismo comune ed armonizzato per consentire sia agli Stati membri sia alla Commissione europea di identificare tali vulnerabilità ed agire nei confronti del paese terzo coinvolto. intende in questo modo ridurre i rischi nella catena di approvvigionamento delle tecnologie informatiche (TIC) dell'UE provenienti da fornitori di paesi terzi con problemi di sicurezza informatica. Definisce un quadro certo per la sicurezza delle catene di approvvigionamento relative alle tecnologie informatiche basato su un meccansimo armonizzato di valutazione del rischio. Recenti incidenti di cybersecurity hanno evidenziato i rischi posti dalle vulnerabilità nelle catene di approvvigionamento delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), che sono essenziali per il funzionamento dei servizi e delle infrastrutture criticihe. Nell'attuale panorama geopolitico, la sicurezza della supply chain non riguarda più solo la sicurezza tecnica di prodotti o servizi, ma anche i rischi legati a un fornitore, in particolare dipendenze e interferenze straniere.
Sul fronte della certificazione la nuova normativa sulla sicurezza informatica garantirà che i prodotti e i servizi destinati ai consumatori dell'UE siano testati in modo più efficiente per quanto riguarda la sicurezza. Ciò avverrà attraverso un rinnovato Quadro europeo di certificazione della sicurezza informatica (ECCF). L'ECCF apporterà maggiore chiarezza e procedure più semplici, consentendo di sviluppare schemi di certificazione entro 12 mesi. Introdurrà inoltre una governance più agile e trasparente per coinvolgere meglio le parti interessate attraverso l'informazione e la consultazione pubblica. Gli schemi di certificazione, gestiti dall'ENISA, diventeranno uno strumento pratico e volontario per le imprese. Consentiranno alle imprese di dimostrare la conformità alla legislazione dell'UE, riducendo oneri e costi. Oltre ai prodotti, servizi, processi e servizi di sicurezza gestiti ICT, aziende e organizzazioni saranno in grado di certificare la propria sicurezza informatica per soddisfare le esigenze del mercato. In definitiva, il nuovo ECCF costituirà un vantaggio competitivo per le imprese dell'UE. Per i cittadini, le imprese e le autorità pubbliche dell'UE, garantirà un elevato livello di sicurezza e fiducia nelle complesse catene di fornitura.
Infine, il ruolo dell'ENISA. Dall'adozione del primo Cybersecurity Act nel 2019, l'ENISA è cresciuta fino a diventare un pilastro dell'ecosistema della sicurezza informatica dell'UE. Il Cybersecurity Act rivisto, presentato oggi, consente all'ENISA di aiutare l'UE e i suoi Stati membri a comprendere le minacce comuni. Permette inoltre loro di prepararsi e rispondere agli incidenti informatici.
L'agenzia supporterà ulteriormente le aziende e le parti interessate che operano nell'UE emettendo allarmi tempestivi su minacce e incidenti informatici. In collaborazione con Europol e i Computer Security Incident Response Teams, supporterà le aziende nella risposta e nel ripristino in seguito ad attacchi ransomware. L'ENISA svilupperà inoltre un approccio unionale per fornire migliori servizi di gestione delle vulnerabilità alle parti interessate. Gestirà lo sportello unico per la segnalazione degli incidenti proposto nel Digital Omnibus.
L'ENISA continuerà a svolgere un ruolo chiave nell'ulteriore sviluppo di una forza lavoro qualificata in materia di sicurezza informatica in Europa. Lo farà sperimentando la Cybersecurity Skills Academy e istituendo programmi di attestazione delle competenze in materia di sicurezza informatica a livello UE.
L'ultimo elemento del pacchetto riguarda la semplificazione delle regole attualmente in vigore. Nella presentazione del pacchetto si dice che saranno introdotte misure volte a semplificare la conformità alle norme UE in materia di sicurezza informatica e ai requisiti di gestione del rischio per le aziende che operano nell'UE, integrando lo sportello unico per la segnalazione degli incidenti proposto nel Digital Omnibus. Modifiche mirate alla Direttiva NIS2 mirano ad aumentare la chiarezza giuridica. Semplificheranno la conformità per 28.700 aziende, tra cui 6.200 micro e piccole imprese. Introdurranno inoltre una nuova categoria di piccole imprese a media capitalizzazione per ridurre i costi di conformità per 22.500 aziende. Le modifiche semplificheranno le norme giurisdizionali, snelliranno la raccolta di dati sugli attacchi ransomware e faciliteranno la supervisione delle entità transfrontaliere con il ruolo di coordinamento rafforzato dell'ENISA.
Ma su questo punto si registrano le perplessità di Connect Europe, l'associazione che rappresenta una parte rilevante del settore in Europa . Si legge nel comunicato stampa tra l'altro che "Sebbene la proposta miri a rinnovare il quadro di certificazione della sicurezza informatica dell'UE, i suoi obblighi in materia di catena di fornitura ICT rischiano di imporre ulteriori vincoli significativi agli operatori. Se tali obblighi non si basano su solide valutazioni del rischio basate su prove concrete e non sono supportati da misure di mitigazione come meccanismi di rimborso dei costi, avranno un impatto significativo e negativo sull'implementazione della rete, sulla continuità operativa e sulla pianificazione degli investimenti."
In una società, quale quella europea, che già da tempo sperimenta la difficoltà di tradurre il sogno del multiculturalismo in una possibilità concreta e stabile di coesione sociale all'interno delle proprie frontiere, nel confronto con le minoranze etniche spesso destabilizzate da una condizione perdurante di inferiorità sociale, l'Europa compie un passo in avanti con la presentazione di una nuova Strategia contro il razzismo.
Si parla molto di immigrazione, di mancce alla sicurezza dagli ingressi clandestini di persone in cerca di futuro, ma si dimentica allo stesso tempo che proiprio quell'umanità dal passato travagliato, una volta conquistato il diritto di vivere all'interno dell'UE, sperimenta forme ancora gravi di discriminazione basata sulla loro origine etnica.
Proprio ieri il mancato premio Nobel Donald Trump, nell'illustrare la sua brillante politica ant-immigrazione, si è spinto ben oltre i confini di un dibattito sulla possibilità o meno di entrare negli Stati Uniti senza un regolare permesso, per giungere a stigmatizzare alcune popolazioni come potenzialmente pericolose in sé stesse.
E dato che le principali piattafomre social sono di proprietà di magnati americani specco con chiari interessi politici, il rischio che quell'onda nera di resuscitato razzismo siu vada a progare anche verso le sponde dell'Europa e faccia eco ai discorsi d'odio che ormai inondano i social.
L'Europa si difende, si attiva, s'interroga in primis se quanto fatto sino ad oggi, a partiure dall'adozione della prima Direwttiva nel 2000 sull'uguaglianza di razza, abbia ancora una validità o non debba invece essere rafforzata in maniera possente. ha prevalso la seconda opzione, che oggi trova concretizzazione.
La nuova strategia rafforzerà l'applicazione delle leggi antidiscriminazione esistenti, a paritre proprio Direttiva sull'uguaglianza razziale del 2000, per valutarne lacune e punti di debolezza, con il ricorso se necessario a sanzioni più severe. Il quadro normativo per contrastare l'incitamento all'odio e i crimini d'odio sarà rafforzato, in particolare rafforzando l'autonomia delle persone, garantendo i diritti delle vittime attraverso la legislazione UE vigente, come la Direttiva sui diritti delle vittime, e valutando l'armonizzazione delle definizioni dei reati d'odio online, nel pieno rispetto della libertà di espressione. La strategia sosterrà inoltre gli organismi per la parità istituiti negli Stati membri nello svolgimento del loro fondamentale lavoro, garantendo il rispetto di standard elevati
Gli sforzi contro il razzismo saranno ancora più radicati nella vita quotidiana, in tutta la società. Sarà lanciata una campagna a livello europeo per sensibilizzare e coinvolgere i cittadini in tutta l'UE al tema dell'inclusione. Le iniziative in corso contribuiranno a garantire la parità di accesso in settori chiave come l'istruzione, l'occupazione, l'alloggio e l'assistenza sanitaria. Ad esempio, la Commissione sosterrà gli Stati membri nell'eliminazione dei pregiudizi nelle pratiche sanitarie e nel miglioramento dell'accesso alle opportunità di lavoro. Condurrà inoltre uno studio per valutare i rischi e le soluzioni in termini di alloggi per i gruppi più vulnerabili. La strategia contribuirà inoltre a migliorare la raccolta, l'analisi e l'utilizzo dei dati sull'uguaglianza, in linea con i quadri legislativi nazionali, per comprendere e contrastare meglio la discriminazione.
La Strategia antirazzismo dell'UE 2026-2030 mira a combattere tutte le forme di razzismo, tra cui il razzismo contro le persone di colore, i rom, l'antisemitismo, il razzismo contro gli asiatici ed i musulmani. A tal fine, la Commissione sosterrà gli Stati membri nell'attuazione delle proprie politiche, misure e piani nazionali e interverrà laddove le leggi antidiscriminazione non vengano rispettate. L'applicazione della Direttiva sull'uguaglianza razziale sarà valutata nella quarta relazione che sarà pubblicata nel 2026. La relazione si concentrerà in particolare sull'applicazione e l'applicazione degli strumenti di intelligenza artificiale laddove possano causare discriminazioni basate su algoritmi.
Realizzare un'Unione libera dal razzismo e dalla discriminazione razziale è uno sforzo congiunto. La strategia sottolinea la necessità di cooperazione a tutti i livelli della società. Le organizzazioni internazionali, le istituzioni e le agenzie europee, gli Stati membri, i paesi candidati, gli enti locali e regionali, gli organismi per la parità, il settore privato e la società civile devono agire. Il lavoro del coordinatore antirazzismo continuerà a promuovere un dialogo costruttivo e l'interazione tra le istituzioni dell'UE, gli Stati membri, la società civile e il mondo accademico. Inoltre, nell'ambito del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, la Commissione ha proposto di aumentare il sostegno alle organizzazioni della società civile antirazziste nell'ambito della sezione Democrazia, Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori di AgoraEU.
Resta tuttavia, un punto deebole nella Strategia. Gli obblighi di non discriminazione non riescono ad agganciare la mente ed il cuore delle persone se non viene fatta un'opera di ricoonoscimento di una comune identità, ossia una metafisica dell'essere che deve poggiare su valori universali. In questo senso, gli attori in grado di esercitare un'influenza sono meno strategici e più antichi di quanto si possa immaginare.
CLS
Al via la selezione dei progetti di interesse strategico nel campo delle materie prime critiche
Si è chiuso il secondo bando per progetti strategici nell'ambito del Critical Raw Materials Act (CRMA). La Commissione Europea ha ricevuto oltre 160 candidature, a conferma del forte interesse per ottenere lo status di "progetto strategico". Lo status di progetto strategico, infatti, offre un accesso facilitato ai finanziamenti pubblici e privati. Inoltre, permette al progetto di ricevere supporto dal polo finanziario istituito attraverso il RESource Action Plan, che mobilita risorse provenienti dai fondi UE e dalla Banca Europea per gli Investimenti. Migliora le probabilità complessive di successo nell'attuazione del progetto, garantendo maggiore certezza ai potenziali acquirenti. I progetti strategici localizzati nell'UE beneficeranno anche di procedure di autorizzazione accelerate.
L'elevato numero di candidature dimostra l'importanza del Critical Raw Materials Act nel fornire chiarezza a promotori di un progetto, ai potenziali investitori, all'industria ed agli Stati membri. I progetti che saranno selezionati contribuiranno a diversificare l'approvvigionamento e a sviluppare la catena del valore in linea con gli obiettivi del CRMA, garantendo un accesso sicuro alle materie prime critiche per i settori dell'energia, del digitale e della difesa dell'UE. Si tratta di un pilastro fondamentale della sicurezza economica e dell'autonomia strategica a lungo termine dell'Europa.
I progetti che hanno presentato domanda per ottenere lo status di progetto strategico riguardano lle materie prime strategiche identificate dal CRMA. Di questi, 75 progetti sono destinati a supportare la catena del valore delle batterie, 21 si concentrano sulle terre rare per i magneti permanenti (essenziali per le turbine eoliche e altre applicazioni rinnovabili), mentre diversi progetti riguardano la difesa. La Commissione ha ricevuto 95 candidature provenienti dall'UE e 66 da paesi terzi, di cui 40 da paesi e territori d'oltremare (PTOM) con cui l'UE ha un partenariato strategico sulle materie prime. Tutte le domande saranno sottoposte a una valutazione approfondita con il supporto di esperti indipendenti. La Commissione discuterà quindi i risultati con gli Stati membri prima di finalizzare la selezione dei progetti strategici.
Nella prima selezione di progetti strategici, lanciata nell'agosto 2024, 170 progetti hanno presentato domanda per ottenere lo status di progetto strategico, di cui 60 sono stati infine selezionati. L'obiettivo dell'European Critical Raw Materials Act, entrato in vigore il 23 maggio 2024, è garantire un approvvigionamento diversificato, resiliente e sostenibile di materie prime essenziali per l'industria dell'UE. La prima tornata di selezione ha portato nel 2025 alla designazione di 47 progetti strategici nell'UE e 13 progetti in paesi terzi e PTOM. Il piano d'azione RESourceEU sta accelerando la realizzazione di questi progetti strategici.
Rafforzare i nostri legami con gli oceani
Nell'ambito del Patto Europeo per gli Oceani la Commissione Europea intende lanciare l'Ocean Observation Initiative finalizzata a migliorare l'accesso alla conoscenza dei mari e invita le parti interessate, gli studiosi ed i cittadini ad inviare il proprio contributo alla definizione di questa importante iniziativa. Aperto fino al 27 febbraio 2026, questo processo di feedback mira a plasmare un futuro in cui l'Europa sia leader mondiale nell'osservazione degli oceani e nei relativi sviluppi tecnologici.
L'Ocean Observation Initiative è destinata a migliorare il coordinamento a livello europeo nella raccolta e condivisione dei dati, rendendoli più accessibili e affidabili. In questo modo, si vuole rafforzare la leadership dell'Europa nel campo delle conoscenze marine, fondamentale per affrontare sfide importanti come il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e la resilienza costiera. Inoltre, l'iniziativa prevede la creazione di uno European Digital Twuin of the Ocean entro il 2030. La sua ambizione è rendere la conoscenza degli oceani facilmente accessibile a cittadini, imprenditori, scienziati e responsabili politici attraverso strumenti interattivi e di visualizzazione innovativi e di facile utilizzo. Queste conoscenze contribuiranno a progettare i modi più efficaci per ripristinare gli habitat marini e costieri, sostenere un'economia blu sostenibile e mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici.
Annunciata originariamente nell'ambito del Patto Europeo per gli Oceani, l'iniziativa riflette l'impegno dell'Europa a rafforzare le proprie capacità di osservazione degli oceani in un contesto geopolitico in continua evoluzione. Le aree di interesse principali includono l'avanzamento delle conoscenze marine, la promozione della ricerca e dell'innovazione. Saranno sviluppate nuove tecnologie di osservazione degli oceani, con sforzi mirati a creare un mercato europeo di tali tecnologie. Risorse chiave come la Rete Europea di Osservazione e Dati Marini e il Copernicus Marine Service beneficeranno di una governance e di un'integrazione migliorate.
L'iniziativa mira inoltre a ottimizzare la pianificazione, la digitalizzazione e la semplificazione giuridica all'interno del Sistema Europeo di Osservazione degli Oceani. Questo dovrebbe garantire una solida collaborazione scientifica a livello internazionale, mantenendo la sicurezza dei flussi di dati e salvaguardando il patrimonio di conoscenze marine. Inoltre, l'iniziativa sottolinea l'importanza di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'osservazione degli oceani. Rafforzare la comprensione delle questioni oceaniche da parte del pubblico attraverso la scienza, l'istruzione e le arti favorirà un legame più profondo tra i cittadini e l'oceano.
Oggi, l'Unione Europea e il Mercosur hanno firmato un Accordo di Partenariato (EMPA) e un Accordo Commerciale Interinale (iTA), che rappresentano una pietra miliare storica tra le due regioni e un'ambiziosa piattaforma per il rafforzamento delle loro relazioni economiche, diplomatiche e geopolitiche. L'accordo firmato oggi creerà una delle più grandi zone commerciali al mondo, che coprirà un mercato di circa 700 milioni di consumatori. L'accordo offrirà nuove e sostanziali opportunità commerciali per le aziende di tutta l'UE, determinando un aumento stimato del 39% delle esportazioni annuali verso il Mercosur (per un valore di circa 49 miliardi di euro), sostenendo al contempo centinaia di migliaia di posti di lavoro nell'UE.
L'accordo invia anche un forte segnale geopolitico, dimostrando l'impegno condiviso dell'UE e del Mercosur per il multilateralismo e l'ordine internazionale basato sulle regole. In un momento di incertezza globale e crescente frammentazione, questo accordo sottolinea il valore della cooperazione, del dialogo e dei partenariati internazionali. L'accordo offre significative opportunità di reciproco vantaggio attraverso il rafforzamento della cooperazione economica, geopolitica, di sostenibilità e di sicurezza.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e i leader dei paesi del Mercosur hanno assistito alla firma dell'accordo di partenariato UE-Mercosur (EMPA) e dell'accordo commerciale interinale UE-Mercosur da parte del commissario europeo per il commercio Maroš Šefčovič e dei suoi omologhi del Mercosur.
L'accordo creerà un'ampia gamma di opportunità economiche nell'UE:
- Eliminando i dazi sulle esportazioni dell'UE, compresi i prodotti agroalimentari e i principali prodotti industriali come automobili, macchinari e prodotti farmaceutici, con un risparmio di 4 miliardi di euro di dazi all'anno per le imprese dell'UE;
- Rendendo più facile, rapido e sicuro investire nelle principali catene di approvvigionamento, comprese le materie prime essenziali e i beni correlati;
- Rafforzando la sicurezza economica e sostenendo le transizioni digitale e verde da entrambe le parti;
- Aiutando l'UE e il Mercosur a definire le regole del commercio globale in linea con i più elevati standard dell'UE.
L'accordo aprirà un accesso senza precedenti alla regione del Mercosur per gli agricoltori e i produttori alimentari europei. Si prevede che l'accordo aumenterà le esportazioni agroalimentari dell'UE verso il Mercosur fino al 50% attraverso:
- la riduzione dei dazi sui principali prodotti agroalimentari dell'UE, come vino, liquori, latticini e olio d'oliva;
- la protezione di 344 indicazioni geografiche dell'UE, prodotti alimentari e bevande tradizionali di alto valore, dalla concorrenza sleale e dalle imitazioni.
Allo stesso tempo, l'UE ha prestato grande attenzione a garantire che i settori agroalimentari sensibili beneficino di ogni necessaria protezione, grazie alle seguenti misure:
- Contingenti tariffari attentamente calibrati che limitano l'accesso al mercato dei prodotti sensibili importati dal Mercosur;
- Un meccanismo di salvaguardia giuridicamente vincolante che protegge i prodotti europei sensibili in caso di un'impennata delle importazioni dai paesi del Mercosur;
- Controlli rafforzati per impedire l'ingresso di prodotti non conformi nel mercato dell'UE, inclusi più audit e controlli nei paesi terzi e controlli rafforzati alle frontiere dell'UE;
- Azioni della Commissione per rendere operativo l'impegno nella Visione europea per l'Agricoltura e l'Alimentazione, per un maggiore allineamento degli standard di produzione, come quelli relativi ai pesticidi e al benessere degli animali, applicati ai prodotti importati; e
- Un fondo da 6,3 miliardi di euro, la rete di sicurezza dell'unità, a partire dal 2028, come ulteriore livello di protezione per i nostri agricoltori in caso di perturbazioni del mercato.
L'accordo è uno degli accordi più ambiziosi mai firmati dall'UE in termini di sviluppo sostenibile, in quanto prevede:
- Impegni ambiziosi e vincolanti in materia di azione per il clima, tra cui l'Accordo di Parigi come elemento essenziale;
- Impegni concreti in materia di sviluppo sostenibile, tra cui l'emancipazione economica delle donne e i diritti dei lavoratori;
- Un impegno a lavorare per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050; e
- Un chiaro contributo del commercio alla transizione verde.
Dopo la firma dell'Accordo di Partenariato, l'UE e il Mercosur seguiranno le rispettive procedure per la ratifica dell'accordo.
Dal lato dell'UE, l'APEM sarà soggetta a ratifica da parte di tutti gli Stati membri, secondo le rispettive procedure nazionali. Allo stesso tempo, l'Accordo provvisorio seguirà un processo di ratifica esclusivo dell'UE, in quanto rientra nelle competenze esclusive dell'UE. Ciò richiederà l'approvazione del Parlamento europeo e l'adozione di una decisione sulla conclusione da parte del Consiglio, dopodiché entrerà in vigore.
L'iTA scadrà con l'entrata in vigore dell'APEM.
Sulla base dello strumento SAFE, adottato con regolamento lo scorso anno, la Commissione europea ha approvato i piani di difesa nazionale presentati da otto Stati membri: Belgio, Bulgaria, Danimarca, Spagna, Croazia, Cipro, Portogallo e Romania.
La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: "L'anno scorso, l'UE ha compiuto maggiori progressi nel settore della difesa rispetto ai decenni precedenti. Il Libro bianco e la Readiness Roadmap 2030 hanno consentito agli Stati membri di mobilitare fino a 800 miliardi di euro per la difesa. Questo include i 150 miliardi di euro per gli appalti congiunti (SAFE). Abbiamo ora approvato una prima serie di piani SAFE per Belgio, Bulgaria, Danimarca, Spagna, Croazia, Cipro, Portogallo e Romania. Gli altri seguiranno a breve. È ora urgente che il Consiglio approvi questi piani per consentirne un rapido esborso".
Questa decisione fa seguito a una rigorosa valutazione dei "Piani di investimento per la difesa nazionale" presentati dai paesi in lòinea con i criteri stabili dal regolamentoi "Azione per la sicurezza in Europa" (SAFE). L'approvazione consente l'erogazione della prima tranche di prestiti a tasso agevolato e a lungo termine, consentendo a questi paesi di aumentare con rapidità la propria capacità di risposta militare e di acquisire le necessarie attrezzature di difesa moderne. Integra inoltre l'Ucraina nell'ecosistema di sicurezza dell'UE e garantisce che il nostro sostegno sia rapido e sostenibile.
I livelli di finanziamento per ciascun paese sono stati stabiliti provvisoriamente a settembre, sulla base di principi di solidarietà e trasparenza. Ad esempio, 1,18 miliardi di euro sono stati stanziati per Cipro, mentre 16,68 miliardi di euro sono provvisoriamente assegnati alla Romania. Questo gruppo di 8 Stati membri avrà diritto a circa 38 miliardi di euro dopo la firma degli accordi di prestito. Questi fondi forniranno un impulso vitale alle capacità strategiche dove sono più necessarie.
Un consistente aiuto finanziario all'Egitto
La Commissione europea ha erogato 1 miliardo di euro di Assistenza Macrofinanziaria (AMF) all'Egitto, un impegno importante del Partenariato Strategico Globale UE-Egitto firmato nel marzo 2024. Il sostegno finanziario, che sarà erogato in rate nell'ambito dell'operazione AMF in corso da 4 miliardi di euro, aiuterà l'Egitto a coprire parte del suo fabbisogno finanziario corrente e a garantire la stabilità macroeconomica. Sosterrà inoltre i progressi nell'ambito del programma di riforme economiche del Paese, in concomitanza con il programma in corso del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Questo sostegno contribuirà ad affrontare le pressioni sulla bilancia dei pagamenti dell'Egitto, comprese quelle derivanti dalla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina, dalla situazione in Medio Oriente e dagli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso.
Nella sua valutazione, la Commissione ha concluso che l'Egitto soddisfa tutte le condizioni richieste per l'erogazione: in primo luogo, l'Egitto soddisfaceva tutte le condizioni di politica economica concordate con l'UE per questo pagamento; In secondo luogo, il Paese ha adottato misure concrete e credibili per il rispetto di meccanismi democratici efficaci, tra cui un sistema parlamentare multipartitico, il rispetto dello stato di diritto e la garanzia del rispetto dei diritti umani; e in terzo luogo, il programma del FMI prosegue secondo i tempi previsti per l'erogazione dei fondi AMF.
Per quanto riguarda le condizioni di politica economica, l'Egitto ha attuato riforme economiche per rafforzare la stabilità e la resilienza macroeconomica, tra cui miglioramenti nella gestione delle finanze pubbliche e nel funzionamento del mercato valutario. Sono stati compiuti progressi anche nel miglioramento del contesto imprenditoriale e della competitività, in particolare attraverso gare d'appalto per l'assegnazione di terreni industriali e una semplificazione delle licenze online. Ulteriori progressi sono stati compiuti anche nel promuovere la transizione verde, anche nei settori della gestione idrica ed energetica.
Nuovi bandi di finanziamento per avanzare nell'IA e nelle tecnologie più innovative
La Commissione Europea ha lanciato due nuovi bandi nell'ambito del cluster "Digitale, Industria e Spazio" del programma per la ricerca e l'innovazione Horizon Europe, con lo stanziamento di 307,3 milioni di euro, di cui 221,8 milioni di euro destinati a un'iniziativa incentrata sullo sviluppo di servizi di intelligenza artificiale (IA) affidabili, servizi dati innovativi e sull'autonomia strategica dell'UE. Saranno finanziati progetti che contribuiscono allo sviluppo dell'IA, al supporto della strategia Apply AI, alla robotica, alle tecnologie quantistiche, alla fotonica ed ai mondi virtuali. Oltre 40 milioni di euro sono dedicati all'iniziativa "Open Internet Stack" per lo sviluppo sia di applicazioni per l'utente finale sia di tecnologie interne allo stack per supportare i beni comuni digitali sovrani europei.
Ulteriori 85,5 milioni di euro sono disponibili per il secondo bando, che sosterrà l'autonomia strategica aperta nelle tecnologie digitali ed emergenti e nelle materie prime. Si concentrerà su temi come agenti di IA di nuova generazione, robotica per applicazioni industriali e di servizio e lo sviluppo di nuovi materiali con funzionalità di rilevamento avanzate.
Entrambi i bandi promuovono l'innovazione sostenibile e la leadership europea nelle tecnologie digitali strategiche, in linea con la Bussola della Competitività della Commissione. Attraverso questo investimento, la Commissione mira a garantire la leadership nelle tecnologie strategiche attraverso un'innovazione sostenibile e incentrata sull'uomo.
Il cluster 4 del programma Horizon Europe, "Digitale, Industria e Spazio", è strategicamente progettato per accelerare la leadership e la competitività dell'Europa in settori digitali strategici chiave come l'intelligenza artificiale, la tecnologia quantistica, le reti digitali del futuro, i mondi virtuali e altre tecnologie chiave. Questi bandi sono aperti a imprese, pubbliche amministrazioni, mondo accademico e altri enti degli Stati membri dell'UE e dei paesi partner.
La finestra di candidatura rimane aperta fino al 15 aprile 2026.
Un tetto al prezzo del greggio proveniente dalla Russia
Da oggi per la prima volta l'Europa applica il meccanismo automatico per l'adeguamento del prezzo del petrolio greggio russo. Il nuovo prezzo massimo applicato al petrolio greggio russo è di 44,10 dollari al barile e sarà in vigore dal 1° febbraio. A partire dal 15 gennaio, i vecchi contratti conclusi con il precedente prezzo massimo resteranno ancora in vigore per 90 giorni. A seguito del 18° pacchetto di sanzioni, il prezzo massimo è stato abbassato da 60,00 dollari a 47,60 dollari, con l'introduzione di un meccanismo automatico e dinamico per stabilire il futuro prezzo massimo del petrolio greggio. Il nuovo meccanismo garantisce che il prezzo massimo sia sempre inferiore del 15% rispetto al prezzo medio di mercato del greggio Urals nel precedente periodo di riferimento (22 settimane).
Limitare le entrate energetiche della Russia è sempre stata, e rimarrà, una priorità assoluta per l'UE, al fine di indebolire la capacità di Mosca di condurre la sua illegale guerra di aggressione contro l'Ucraina. Il tetto massimo di prezzo sarà soggetto a revisione periodica semestrale da parte della Commissione, sebbene siano possibili revisioni straordinarie debitamente giustificate dall'evoluzione dei mercati petroliferi o da altre circostanze impreviste. La Commissione è in contatto regolare con gli Stati membri dell'UE, nonché con i partner internazionali, per garantire uno stretto coordinamento sulle misure.
La Coalizione del G7 ha istituito un meccanismo di tetto massimo di prezzo per il petrolio greggio ed i prodotti petroliferi russi trasportati via mare nel 2022. Gli operatori dell'UE sono autorizzati a fornire trasporto marittimo e servizi correlati per il petrolio greggio e i prodotti petroliferi russi solo se venduti a un prezzo pari o inferiore ai relativi tetti massimi di prezzo. Questo meccanismo è stato specificamente progettato per esercitare ulteriore pressione sulle entrate petrolifere russe, mantenendo al contempo stabili i mercati energetici globali attraverso forniture continue
Consultazione pubblica sui fondi di venture capitale e growth capital
La Commissione europea attraverso due consultazioni sta raccogliendo feedback sugli ostacoli incontrati dai fondi di venture capital e growth capital dell'UE e sulle possibili misure per affrontarli. A tal fine, la Commissione ha avviato due consultazioni: una rivoltain maniera specifica ai gestori di fondi, imprese, investitori istituzionali, nonché autorità pubbliche e autorità di vigilanza, e una pubblica a cui chiunque può contribuire.
I risultati della consultazione serviranno da base per l'elaborazione delle future iniziative politiche nell'ambito dell'Unione del risparmio e degli investimenti e della strategia per le startup e le scaleup, in particolare gli sforzi per migliorare l'accesso ai finanziamenti per le imprese innovative nell'UE. I fondi di venture capital e growth capital svolgono un ruolo chiave nel finanziamento dell'economia dell'UE, comprese le iniziative innovative e strategiche. Sostengono le imprese dalle prime fasi di sviluppo fino alle fasi successive di crescita. Un mercato europeo più dinamico e integrato per tali fondi è essenziale per liberare il potenziale di crescita dell'UE e rafforzarne la competitività globale. Grazie a un migliore accesso ai finanziamenti, le imprese innovative dell'UE saranno in grado di proseguire la loro espansione e la creazione di posti di lavoro nell'UE.
In questo contesto, la Commissione prevede una revisione del regolamento sul Fondo europeo di capitale di rischio (EuVECA) nell'ambito della sua strategia per l'Unione del risparmio e degli investimenti, la cui adozione è prevista per il terzo trimestre del 2026. Al fine di massimizzare l'impatto sulla competitività e la crescita dell'UE, la Commissione sta anche valutando una possibile iniziativa politica più ampia, che vada oltre il quadro EuVECA e che riguardi una gamma più ampia di gestori di fondi di capitale di rischio e di crescita.
Le due consultazioni rimangono aperte fino al 12 marzo 2026. Il feedback ricevuto orienterà il lavoro politico della Commissione sui fondi di capitale di rischio e di crescita
La spesa in Europa in aiuti di stato
Secondo il Quadro di valutazione degli aiuti di Stato 2025 della Commissione europea, pubblicato oggi, nel 2024 gli Stati membri hanno speso il 90% dei loro aiuti di Stato per sostenere le priorità dell'UE.
La tutela dell'ambiente e il risparmio energetico rimangono al centro degli obiettivi chiave degli aiuti di Stato, rappresentando 68,82 miliardi di euro, pari al 45% del totale degli aiuti di Stato destinati alle priorità dell'UE. In una svolta strategica verso la sostenibilità, gli Stati membri hanno aumentato l'attenzione sugli aiuti energetici. Sul totale degli aiuti spesi per la tutela dell'ambiente e il risparmio energetico, gli aiuti di Stato per gli sforzi di decarbonizzazione hanno raggiunto i 30,45 miliardi di euro. Gli aiuti per la produzione di energia e la modernizzazione delle infrastrutture hanno raggiunto i 27,31 miliardi di euro nel 2024.
La Vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, ha dichiarato: "La tutela ambientale e il risparmio energetico sono rimasti al centro della spesa per aiuti di Stato nel 2024, insieme alla ricerca e sviluppo, confermando la tendenza osservata nel 2023. Ciò dimostra che gli Stati membri continuano a sostenere la transizione pulita, garantendo che i benefici della decarbonizzazione e dell'innovazione digitale raggiungano famiglie e imprese in tutta Europa".
La Commissione europea ha adottato una serie di proposte legislative per garantire un sostegno finanziario continuo all'Ucraina nel 2026 e nel 2027. L'esecutivo comunitario sottolinea che questa iniziativa rappresenta una pietra miliare significativa nel forte sostegno dell'UE alla difesa del Paese contro la guerra di aggressione della Russia.
Il pacchetto legislativo comprende:
- un prestito di sostegno per l'Ucraina (sulla base dell'art. 212 del Trattato sul funzionamento dell'UE TFUE) per un importo di 90 miliardi di euro;
- la modifica dello Strumento per l'Ucraina (sulla base dell'art. 212 del TFUE, per rafforzare l'assistenza di bilancio all'Ucraina;
- la modifica del Regolamento sul Quadro Finanziario Pluriennale (sulla base dell'art. 312 del TFUE) per consentire la copertura del prestito all'Ucraina tramite il c.d "headroom" ossia il margine di manovra nel bilancio dell'UE.
A dicembre, il Consiglio europeo aveva concordato, con l'astensione di Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia, di stanziare 90 miliardi di euro a sostegno decisivo delle esigenze di bilancio e militari dell'Ucraina nei prossimi due anni. Tale accordo ribadisce il fermo impegno dell'Unione europea a sostenere l'Ucraina.
La decsione del Consiglio europeo si è concxretizzata nell'odiuerna proposta di un prestito assumerà a ricorso limitato di 90 miliardi di euro all'Ucraina per il 2026 e il 2027. Il sostegno proposto sarebbe strutturato in due componenti: circa due terzi, pari a 60 miliardi di euro, saranno destinati all'assistenza militare, mentre il restante terzo, pari a 30 miliardi di euro, sarà fornito come sostegno al bilancio generale. Il sostegno aiuterà l'Ucraina a rafforzare le sue capacità di difesa e a garantire il funzionamento continuo dello Stato e dei servizi pubblici di base, contribuendo al contempo alla resilienza dell'Ucraina e alla sua maggiore integrazione con la base industriale della difesa europea.
L'Unione si riserva il diritto di utilizzare i beni russi immobilizzati al suo interno per rimborsare il prestito, nel pieno rispetto del diritto internazionale e dell'UE. Dunque l'iniziale idea di prestito di riparazione, proposto il 3 dicembre 2025, rimane sul tavolo.
L'accordo è stato raggiunto nell'ambito della cooperazione rafforzata, per la prima volta nell'emissione di debito comune, un meccanismo che consente agli Stati membri dell'UE di collaborare in settori specifici, quando diventa chiaro che l'UE nel suo complesso non può raggiungere gli obiettivi di tale cooperazione entro un termine ragionevole.
Il sostegno all'Ucraina sarà finanziato attraverso un prestito comune dell'UE sui mercati dei capitali. Il prestito all'Ucraina sarà garantito dal c.d. "margine di manovra" all'interno del bilancio dell'UE, come già previsto in relazione ad altri strumenti di assistenza finanziaria all'Ucraina dal 2023, come il Macro-Financial Assistance+, lo Strumento per l'Ucraina e il prestito di assistenza macrofinanziaria guidato dal G7. Le proposte odierne intendono rendere ulteriormente operativo il sostegno finanziario concordato, aiutando l'Ucraina a sostenere le funzioni statali essenziali e a rafforzare la sua resilienza e le sue capacità di difesa.
Le proposte legislative sono state presentate al Parlamento europeo e al Consiglio, al fine di avviare il processo legislativo per il loro esame e la loro adozione. Affinché la Commissione europea possa iniziare a fornire sostegno finanziario all'Ucraina nel secondo trimestre del 2026, in linea con l'accordo raggiunto dal Consiglio europeo lo scorso dicembre, è essenziale che tali atti vengano adottati rapidamente. Una volta raggiunto questo obiettivo, la Commissione procederà con l'adozione delle relative decisioni di esecuzione e collaborerà a stretto contatto con le autorità ucraine per predisporre le disposizioni necessarie affinché la Commissione possa effettuare la prima erogazione del prestito.
Come per altri meccanismi di sostegno finanziario dell'UE all'Ucraina, questo pacchetto sarà sostenuto da solidi meccanismi di condizionalità. Tra questi rientrano le misure volte a rafforzare lo Stato di diritto e la lotta alla corruzione previste dal Piano per l'Ucraina.
Dall'inizio della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina, l'UE e i suoi Stati membri hanno fornito 193,3 miliardi di euro di sostegno complessivo all'Ucraina e agli ucraini, inclusi 3,7 miliardi di euro provenienti dai proventi dei beni russi immobilizzati, più di qualunque altro attore internazionale Il pacchetto di sostegno presentato oggi copre due terzi del fabbisogno finanziario complessivo dell'Ucraina per i prossimi due anni, secondo le valutazioni del Fondo Monetario Internazionale. Il sostegno continuo e coordinato dei partner internazionali rimane pertanto essenziale, incluso il tempestivo rispetto degli impegni del G7 per il 2026 e oltre.
Si inaspriscono le misure di contrasto alla presenza di PFAS nell'acqua potabile
Gli Stati membri sono tenuti a monitorare, in modo armonizzato, i livelli di sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS) nell'acqua potabile per conformarsi ai nuovi valori limite dell'UE previsti dalla revisione della Direttiva sull'acqua potabile. Devono inoltre informare la Commissione dei risultati di tali monitoraggi, compresi i dati sui superamenti dei valori limite, sugli incidenti e sulle eventuali deroghe concesse. Questa misura contribuisce direttamente a un obiettivo chiave della Strategia per la resilienza idrica: il diritto all'acqua potabile sicura. Risponde inoltre all'appello della strategia per un'azione urgente per contrastare gli inquinanti che minacciano le fonti di acqua potabile in Europa.
La Direttiva sull'acqua potabile è stata rivista nel 2020 e gli Stati membri erano tenuti a recepirla nel diritto nazionale entro gennaio 2023. Per supportare un monitoraggio coerente in tutta l'UE, la Commissione ha pubblicato linee guida tecniche nel 2024. Questa è la prima volta che nell'UE viene implementato un monitoraggio sistematico dei PFAS nell'acqua potabile. In caso di superamento dei valori limite, gli Stati membri devono adottare misure per ridurre il livello di PFAS al fine di tutelare la salute pubblica e informare il pubblico. Queste misure possono includere la chiusura dei pozzi contaminati, l'aggiunta di trattamenti per rimuovere i PFAS o la limitazione dell'uso di acqua potabile per tutto il tempo in cui persiste il superamento.
La Commissaria per l'Ambiente, la Resilienza Idrica e un'Economia Circolare Competitiva, Jessika Roswall, ha dichiarato: "L'inquinamento da PFAS è una preoccupazione crescente per l'acqua potabile in tutta Europa. Grazie ai limiti armonizzati e al monitoraggio obbligatorio attualmente in vigore, gli Stati membri dispongono delle norme e degli strumenti per individuare e affrontare rapidamente il problema dei PFAS a tutela della salute pubblica".
L'industria chimica si confronta con la Commissione europea
Il commissario Stéphane Séjourné ha convocato la prima Assemblea Generale della Critical Chemicals Alliance presso il Chemelot Chemical Park nei Paesi Bassi. L'Assemblea Generale riunisce i membri di alto livello dell'Alleanza provenienti dall'industria, dagli Stati membri, dalle autorità regionali e dalla società civile. Segna il lancio ufficiale di questa iniziativa chiave nell'ambito del Piano d'azione per l'industria chimica europea, adottato l'8 luglio 2025. Il piano fornisce un quadro strategico per modernizzare e rafforzare la competitività del settore chimico europeo, un pilastro dell'economia dell'UE.
L'Assemblea Generale di oggi funge da forum per un dialogo strutturato e continuo, garantendo uno stretto coordinamento nell'affrontare i problemi di capacità e promuovere gli investimenti nella decarbonizzazione e nell'innovazione. L'Alleanza mira ad affrontare le sfide commerciali globali, tra cui la concorrenza sleale e le dipendenze dalla catena di approvvigionamento, promuovendo al contempo incentivi per sviluppare mercati guida per prodotti chimici puliti. Unendo le parti interessate attorno a priorità condivise, l'Alleanza salvaguarderà l'industria chimica europea come "l'industria delle industrie".
L'adesione è aperta a organizzazioni con attività pertinenti nel settore chimico, inclusi Stati membri, autorità regionali, aziende, associazioni, investitori, mondo accademico e gruppi della società civile, che desiderano contribuire a questo sforzo collettivo per garantire la produzione chimica europea e accelerare la transizione verso un'industria più verde e resiliente.
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il Presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa si sono recati venerdì scorso a Damasco per discutere del rinnovato rapporto bilaterale con la Siria. Hanno incontrato il Presidente siriano Ahmed al-Shaara per discutere di questo nuovo capitolo nelle relazioni bilaterali, incentrato su tre pilastri:
- Un nuovo partenariato politico a sostegno di una transizione pacifica e inclusiva e della riconciliazione in Siria, nonché della reintegrazione regionale del Paese;
- Una maggiore cooperazione commerciale ed economica, anche attraverso il coinvolgimento della Siria nelle iniziative del Patto per il Mediterraneo, sostenuta da un consistente pacchetto finanziario per il 2026 e il 2027 per consentire la ripresa socio-economica, la ricostruzione e l'agevolazione degli investimenti privati;
- Un pacchetto di sostegno finanziario di circa 620 milioni di euro per il 2026 e il 2027, che include aiuti umanitari, sostegno alla ripresa rapida e sostegno bilaterale.
La Presidente von der Leyen ha dichiarato: "Oltre un anno fa, decenni di paura, silenzio e violenza di Stato hanno finalmente iniziato a cedere il passo alla speranza, alle opportunità e alla possibilità di rinnovamento. Sappiamo che il percorso verso la riconciliazione e la ripresa è impegnativo. Perché guarire, ricostruire vite e creare fiducia nelle istituzioni richiede tempo. Siamo qui oggi per lavorare per la Siria e per tutti i siriani. Per raggiungere l'obiettivo di una nuova Siria pacifica, inclusiva e sicura".
Nel primo anniversario della nomina del Presidente Aoun, la Presidente von der Leyen e il Presidente Costa hanno accolto con favore i passi decisivi compiuti per stabilizzare la sicurezza e l'economia del Libano, essenziali per la ripresa e la ricostruzione del Paese. Hanno inoltre ribadito il loro impegno nei confronti delle istituzioni democratiche libanesi e sottolineato l'importanza delle prossime elezioni legislative.
La Presidente von der Leyen ha dichiarato: "L'Europa e il Libano condividono profonde radici mediterranee e una lunga tradizione di scambio, dialogo e cooperazione. Condividiamo anche un obiettivo comune: stabilità, sicurezza e prosperità per il nostro popolo. Oggi il nostro partenariato è forte. E siamo pronti a rafforzarlo ulteriormente".
L'UE è pronta ad avviare discussioni su un partenariato strategico e globale con il Libano non appena le condizioni lo consentiranno. I progressi nelle riforme chiave, tra cui la riforma del settore bancario e la modernizzazione delle istituzioni statali, rimangono essenziali e sono pienamente sostenuti dall'UE. Un partenariato rinnovato rafforzerebbe la cooperazione in settori di interesse comune e promuoverebbe l'attuazione del Patto per il Mediterraneo.
La Presidente von der Leyen ha inoltre ribadito il forte sostegno dell'UE alla sovranità e all'integrità territoriale del Libano, che devono essere preservate, e il suo sostegno di lunga data alle principali istituzioni di sicurezza del Libano, tra cui le Forze Armate Libanesi (LAF), le Forze di Sicurezza Interna (ISF) e la Sicurezza Generale. La Presidente ha sottolineato che è fondamentale garantire il completo disarmo dei gruppi armati non statali su tutto il territorio del Paese e che solo una soluzione diplomatica può garantire una stabilità regionale duratura. In questo contesto, l'accordo di cessate il fuoco del 27 novembre 2024 deve essere pienamente attuato e rispettato da entrambe le parti.
Contesto
Il 15 dicembre 2025, l'UE e il Libano hanno tenuto a Bruxelles il nono Consiglio di Associazione UE-Libano, il primo in 8 anni. Hanno esaminato lo stato delle loro relazioni bilaterali e ribadito il loro impegno comune ad approfondire il partenariato e a lavorare insieme per un Libano stabile, sicuro e prospero. La cooperazione con il Libano sarà inoltre intensificata nel quadro del Patto per il Mediterraneo e del suo prossimo Piano d'azione (marzo 2026).
Nel maggio 2024, la Presidente von der Leyen ha annunciato un pacchetto da 1 miliardo di euro a sostegno della stabilità, della ripresa e delle riforme del Libano. La prima metà del pacchetto (500 milioni di euro per il 2024-2025) è stata adottata nell'agosto 2024 e includeva il sostegno all'accesso ai servizi di base, alla sicurezza e alla gestione delle frontiere, alle riforme della governance, alla resilienza del settore privato e alla ripresa sostenibile post-conflitto. La seconda metà del pacchetto (500 milioni di euro) per il 2026-2027 è attualmente in fase di preparazione.
In vista dell'adozione della prima legislazione europea sugli oceani
La Commissione europea ha lanciato un invito a presentare proposte su come dovrà essere il futuro European Ocean Act, la cui adozione è prevista per il 2026. Questa iniziativa sottolinea l'impegno dell'UE nello sviluppo di una governance dei mari coesa e di un uso sostenibile delle risorse oceaniche. L'invito durerà fino al 9 febbraio 2026 ed è aperto a parti interessate, esperti e cittadini di tutta Europa.
Lo 'European Ocean Act è concepito per migliorare la governance dei mari nell'UE e le politiche marittime. Tra le caratteristiche principali della futura legislazione del mare figurano il miglioramento della pianificazione dello spazio marittimo basato sulla revisione delle attuali norme in vigore; la strutturazione della governance e del coordinamento del Sistema europeo di osservazione degli oceani, la semplificazione degli obblighi di rendicontazione e la riduzione degli oneri amministrativi nelle politiche oceaniche dell'UE. La Commissione avvierà una consultazione pubblica nella primavera del 2026. Si prevede che l'Atto sarà adottato alla fine del 2026, come annunciato nel programma di lavoro della Commissione.
Anche la pesca ricreativa nella raccolta dei dati per una migliore governance
L'Unione Europea ha lanciato RecFishing, una piattaforma digitale innovativa per semplificare e snellire la raccolta di dati sulle catture di pesca ricreativa in tutte le aree marine dell'UE. Questa iniziativaservirà a migliorare comprensione collettiva delle attività di pesca e a promuovere la gestione sostenibile degli stock ittici.
Con l'introduzione di nuove misure a gennaio, la piattaforma RecFishing è pronta a trasformare il modo in cui i dati vengono raccolti e utilizzati dai 22 paesi costieri dell'UE. Semplificando la raccolta delle informazioni su specie e stock ittici, questa nuova piattaforma aiuterà le autorità a prendere decisioni più consapevoli, garantendo la salute e la longevità degli ecosistemi marini. Fornirà inoltre agli scienziati dati affidabili, migliorando la loro capacità di monitorare i livelli degli stock ittici e promuovendo iniziative a sostegno dell'uso sostenibile delle risorse marine. La piattaforma fungerà da importante strumento per promuovere la responsabilità e l'innovazione nelle pratiche di pesca ricreativa. RecFishing rientra nell'impegno dell'UE per promuovere la tutela ambientale e garantire un futuro prospero sia per i nostri oceani che per le comunità che dipendono da essi.
La sicurezza sanitaria in agenda nella riunione a Bruxelles del G7
A partire da oggi, la Commissione Europea ospita una riunione della Global Health Security Initiative (GHSI) (12-14 gennaio, Bruxelles). La GHSI è una rete informale di paesi e organizzazioni del G7+, con l'obiettivo di rafforzare la preparazione alla salute pubblica e affrontare i nuovi rischi per la salute globale. La riunione discuterà delle minacce sanitarie nuove ed emergenti, nonché del lavoro coordinato del gruppo su questioni come la preparazione alle pandemie e la risposta alle minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari.
La GHSI è stata istituita poco dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001 per migliorare la collaborazione di fronte alle crisi con un impatto sulla salute pubblica e per scambiare informazioni e coordinare le pratiche all'interno del settore sanitario. Da allora, ha contribuito a migliorare la sicurezza sanitaria globale e a rafforzare le capacità di prevenzione e preparazione attraverso un maggiore coordinamento e scambio di informazioni sulle attività nazionali di sorveglianza, individuazione e risposta. I membri della GHSI sono la Commissione, Francia, Germania, Italia, Canada, Giappone, Messico, Regno Unito e Stati Uniti. L'Organizzazione Mondiale della Sanità fornisce consulenza tecnica.
Più avanti questa settimana, la Commissione presiederà anche una riunione ad alto livello del Comitato per la sicurezza sanitaria dell'UE per discutere l'agenda dell'UE in materia di sicurezza sanitaria. I delegati discuteranno della strategia dell'Unione per la preparazione alle crisi sanitarie, inclusa l'attuazione del piano dell'Unione per la prevenzione, la preparazione e la risposta alle crisi sanitarie, della strategia dell'UE per le scorte e della strategia dell'UE per le contromisure mediche. Tratteranno anche argomenti come la cooperazione civile-militare e l'influenza aviaria zoonotica.
Aiutando a rafforzare l'Unione sanitaria europea, la Commissione si adopera per integrare le politiche sanitarie nazionali e garantisce che la protezione della salute sia integrata nelle politiche dell'UE. Garantire un elevato livello di sicurezza sanitaria e quindi la prevenzione attiva, la preparazione e la risposta a minacce transfrontaliere potenzialmente gravi per la salute è un pilastro importante della politica sanitaria dell'UE. Insieme ai nostri partner, la Commissione cerca costantemente di affrontare le sfide sanitarie globali attraverso il dialogo e la cooperazione, essenziali per la preparazione alla sicurezza sanitaria. Per questo motivo, in linea con il discorso sullo stato dell'Unione della Presidente von der Leyen dello scorso anno, la Commissione sta lavorando alla preparazione di una nuova iniziativa globale per la resilienza sanitaria, che sarà presentata più avanti quest'anno.
Le linee Guida per le imprese europee a protezione dalla concorrenza straniera sleale
La Commissione Europea ha pubblicato le Linee Guida ai sensi del Regolamento europeo relativo alle Sovvenzioni Estere (FSR) per aumentare la prevedibilità e garantire la trasparenza per le imprese. Chiariscono diversi aspetti del FSR: (i) la valutazione delle distorsioni, (ii) la valutazione delle distorsioni specificamente nelle procedure di appalto pubblico, (iii) il test di bilanciamento (le Linee Guida spiegano il processo utilizzato dalla Commissione per valutare gli effetti negativi di una sovvenzione estera distorsiva rispetto a eventuali effetti positivi) e (iv) l'utilizzo del meccanismo di richiesta di rimborso per le concentrazioni e le procedure di appalto pubblico (la Commissione può richiedere la notifica preventiva delle concentrazioni non soggette a notifica, nonché dei contributi finanziari esteri nelle procedure di appalto pubblico, quando sono soddisfatte determinate condizioni).
La Commissione è tenuta a pubblicare le Linee Guida entro il 13 gennaio 2026. Il Regolamento sulle sovvenzioni estere (FSR) impone inoltre alla Commissione di presentare una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio contenente una revisione delle proprie pratiche di attuazione e applicazione del Regolamento, entro il 14 luglio 2026.
La Vicepresidente esecutiva per una Transizione Pulita, Giusta e Competitiva, Teresa Ribera, ha dichiarato: "Con la pubblicazione delle Linee Guida sul Regolamento sulle Sovvenzioni Estere, offriamo alle organizzazioni un modo chiaro e pratico per trasformare le buone intenzioni in azioni concrete. Le Linee Guida definiscono aspettative condivise per un processo decisionale responsabile, affinché gli investimenti possano procedere in modo affidabile."
Stéphane Séjourné, Vicepresidente esecutivo per la Prosperità e la Strategia Industriale, ha dichiarato: "Il nostro obiettivo è garantire che le aziende europee competano in condizioni di parità. Con queste nuove Linee Guida, chiariamo come affrontare gli effetti distorsivi dei sussidi esteri negli appalti pubblici. Allineando le procedure di appalto dell'UE ai principi di merito e correttezza, proteggiamo il mercato unico e garantiamo che gli investimenti pubblici continuino a sostenere la leadership industriale e la competitività in tutta Europa".
Il commissario Kubilius in Svezia per parlare di difesa europea
Il Commissario per la Difesa e lo Spazio Andrius Kubilius parteciperà al principale forum svedese sulla politica di sicurezza e difesa, la Conferenza Nazionale Annuale Folk och Försvar 2026, domenica e lunedì 11 e 12 gennaio.
Il Commissario Kubilius terrà un discorso programmatico su "La determinazione dell'Europa in un'epoca di incertezza" nel panel della Conferenza "Europa sotto pressione", esponendo le sue ultime opinioni sulla prontezza della difesa europea. Sottolineerà che, sebbene l'Europa stia aumentando la produzione e la spesa per la difesa, le capacità materiali da sole non sono sufficienti. Secondo il Commissario, la capacità dell'Europa di dissuadere e difendere dipende da una maggiore prontezza istituzionale della difesa, da un'architettura di difesa europea coerente e dai progressi verso una vera "Unione Europea della Difesa".
Durante la visita, il Commissario Kubilius incontrerà anche i leader svedesi, tra cui il Primo Ministro Ulf Kristersson, il Ministro della Difesa Pål Jonson e il Ministro della Protezione Civile Carl-Oskar Bohlin, nonché il Capo di Stato Maggiore della Difesa svedese, Generale Michael Claesson.
La conferenza nazionale annuale Folk och Försvar riunisce alti dirigenti politici, funzionari militari ed esperti per discutere le sfide alla sicurezza della Svezia e dell'Europa in un contesto geopolitico in continua evoluzione.
I giovani incontrano le Istituzioni europee
Il Commissario per gli Affari Interni e la Migrazione, Magnus Brunner, ha ospitato a Vienna, in Austria, un incontro con i giovani incentrato sul futuro dell'UE, sulla migrazione e sulla sicurezza interna. L'incontro ha riunito oltre 100 studenti dell'AHS Heustadelgasse per discutere di migrazione, sicurezza interna e lotta alla criminalità, come delineato nella strategia europea per la sicurezza interna, ProtectEU. L'incontro ha anche evidenziato il programma Erasmus+ e le opportunità per i giovani, come i pass di viaggio DiscoverEU, assegnati a oltre 40.000 giovani in occasione del 40° anniversario di Schengen.
I dialoghi con il mondo giovanile rientrano nell'impegno della Commissione europea a integrare la voce dei giovani nell'elaborazione delle politiche dell'UE, come stabilito negli orientamenti politici della Presidente von der Leyen per il periodo 2024-2029. Questi dialoghi sono importanti per garantire che la voce dei giovani venga ascoltata e contribuisca a plasmare il lavoro della Commissione.
Il Consiglio dell'UE ha adottato due decisioni che autorizzano la firma dell'Accordo di partenariato UE-Mercosur (EMPA) e dell'Accordo commerciale interinale (iTA) tra l'UE e il Mercosur.
Insieme, questi accordi segnano una pietra miliare importante nelle relazioni di lunga data dell'UE con i partner del Mercosur: Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Una volta in vigore, stabiliranno un quadro per il dialogo politico, la cooperazione e le relazioni commerciali nell'ambito di un partenariato modernizzato e globale. Gli accordi richiederanno l'approvazione del Parlamento europeo prima di poter essere formalmente conclusi dal Consiglio. Sarà inoltre necessaria la ratifica di tutti gli Stati membri dell'UE affinché l'EMPA entri in vigore.
'EMPA riunisce il dialogo politico, la cooperazione e un impegno settoriale globale in un unico quadro. Include anche un pilastro dedicato al commercio e agli investimenti, che diventerà pienamente applicabile una volta concluso ed entrato in vigore l'accordo. Queste disposizioni intendono rafforzare la cooperazione in settori quali lo sviluppo sostenibile, l'ambiente e l'azione per il clima, la trasformazione digitale, i diritti umani, la mobilità, la lotta al terrorismo e la gestione delle crisi. Le disposizioni relative al dialogo politico promuoveranno un più stretto coordinamento su sfide globali come i cambiamenti climatici, il mantenimento della pace e la migrazione. Questo quadro faciliterà inoltre un solido scambio di buone pratiche su questioni che spaziano dalla governance all'innovazione tecnologica. L'EMPA rafforza inoltre il coordinamento UE-Mercosur nei consessi multilaterali e fornisce piattaforme strutturate per il dialogo settoriale.
In base alla decisione adottata oggi, l'UE firmerà l'accordo e applicherà gran parte dei capitoli politici e di cooperazione in via provvisoria, in attesa del completamento delle procedure di ratifica
L' Accordo commerciale provvisorio
L'Accordo commerciale provvisorio (iTA) riflette il pilastro dell'EMPA relativo alla liberalizzazione del commercio e degli investimenti e funzionerà come accordo autonomo fino all'entrata in vigore dell'EMPA a tutti gli effetti. Il suo obiettivo è quello di realizzare i benefici economici degli impegni commerciali negoziati il prima possibile. L'accordo offre riduzioni tariffarie e apre l'accesso a nuovi mercati per un'ampia gamma di beni e servizi. Settori chiave come l'agricoltura, l'automotive, i prodotti farmaceutici e i prodotti chimici beneficeranno di migliori condizioni commerciali. Inoltre, include disposizioni per agevolare gli investimenti e rimuovere gli ostacoli al commercio transfrontaliero di servizi, in particolare nei servizi digitali e finanziari. Le disposizioni sugli appalti pubblici consentiranno alle aziende dell'UE di accedere alle procedure di gara pubbliche nei paesi del Mercosur.
L'iTA rientra nella competenza esclusiva dell'UE e pertanto non richiede la ratifica da parte dei singoli Stati membri. Cesserà di applicarsi con l'entrata in vigore dell'EMPA.
Le clausole bilaterali di salvaguardia
Il Consiglio introduce disposizioni specifiche che garantiscono all'UE la possibilità di affrontare rapidamente le perturbazioni del mercato derivanti dalle importazioni di prodotti agricoli sensibili. Fino all'adozione formale del quadro legislativo permanente a seguito dei negoziati tra il Consiglio e il Parlamento europeo, la Commissione sarà autorizzata ad applicare misure di salvaguardia bilaterali ai sensi dell'iTA per i prodotti agricoli e si applicheranno requisiti di monitoraggio rafforzati ai prodotti soggetti a contingenti tariffari. Gli Stati membri possono chiedere alla Commissione di avviare inchieste di salvaguardia e la Commissione sarà tenuta a informare il Consiglio in modo completo e tempestivo di qualsiasi azione di salvaguardia prevista. Queste disposizioni temporanee dovrebbero garantire un elevato livello di protezione per gli agricoltori e il settore agroalimentare dell'UE durante il periodo di transizione.
L'UE e i suoi partner del Mercosur procederanno alla firma degli accordi. Prima che gli accordi possano essere formalmente conclusi, il Parlamento europeo dovrà dare il suo consenso. L'APEM entrerà pienamente in vigore una volta che tutti gli Stati membri dell'UE e i partner del Mercosur avranno completato la ratifica. L'iTA rimarrà in vigore fino a quando non sarà sostituito dall'entrata in vigore dell'accordo di partenariato definitivo.