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11/03/2026

La Giornata della Commissione 11/03/2026

Le donne in agricoltura

L'Europa lancia la Piattaforma Donne in Agricoltura, una nuova iniziativa volta a rafforzare il ruolo delle donne in agricoltura e a promuovere le pari opportunità nelle comunità rurali. La piattaforma intende contribuire ad aumentare la partecipazione femminile in agricoltura, a incoraggiare il tutoraggio e a condividere le migliori pratiche. Il lancio coincide con la proclamazione da parte delle Nazioni Unite del 2026 come Anno internazionale della donna agricoltrice.

Nonostante il loro contributo fondamentale, le donne rimangono sottorappresentate nell'agricoltura dell'UE, gestendo solo il 32% delle aziende agricole. Barriere persistenti, come la disuguaglianza nell'accesso alla terra, ai finanziamenti e alla formazione, continuano a limitarne il potenziale. L'attività principale della piattaforma sarà il tutoraggio. I tutor condividono conoscenze pratiche, creano reti di tutoraggio per sfidare gli stereotipi, ispirano le giovani donne e normalizzano la leadership femminile in agricoltura. Attraverso la presentazione di modelli di riferimento e la promozione del tutoraggio, la piattaforma mira a rafforzare la fiducia, migliorare l'accesso alle opportunità e garantire che il contributo delle donne sia pienamente riconosciuto.

Gli Stati membri dal canto loro potranno ora introdurre misure mirate, compresi incentivi finanziari, a sostegno delle donne agricoltrici. La Commissione sta inoltre migliorando la raccolta dei dati per tenere conto anche della dimensione di genere, al fine di elaborare politiche più efficaci. Solo nel 2024, 55.300 giovani donne hanno ricevuto sostegno per avviare le proprie attività agricole e beneficiare di un sostegno al reddito aggiuntivo

Come sminuire l'efficacia delle norme green

Nell'ambito del pacchetto mensile sui casi di mancata o scorretta appplicazione della legislazione comunitaria, Oggi la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato all'Italia per il non corretto e incompleto recepimento della direttiva sulla plastica monouso (direttiva (UE) 2019/904) e per inadempimento degli obblighi previsti dalla direttiva sulla trasparenza del mercato unico (direttiva (UE) 2015/1535) La direttiva sulla plastica monouso mira a prevenire e ridurre l'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente e sulla salute umana, e a promuovere la transizione verso un'economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili, contribuendo in tal modo al corretto funzionamento del mercato interno. L'Italia non ha recepito, o non ha recepito correttamente, alcune disposizioni della direttiva sulla plastica monouso nel diritto nazionale. Le questioni principali riguardano: l'introduzione di una soglia minima in relazione alla definizione di "plastica", l'esenzione dei prodotti di plastica biodegradabile dall'applicazione di alcune disposizioni e la limitazione della responsabilità dei produttori di coprire i costi della raccolta dei rifiuti. Tale restrizione dell'ambito di applicazione rischia di compromettere l'approccio preventivo della direttiva e potenzialmente rischia di determinare un aumento dei rilasci di frammenti di plastica persistenti e di microplastiche nell'ambiente. Inoltre un ambito di applicazione della direttiva divergente tra i diversi Stati membri inciderebbe negativamente sul funzionamento del mercato interno. Adottando la legislazione di recepimento della direttiva sulla plastica monouso prima della scadenza del termine di differimento di 3 mesi stabilito nella direttiva sulla trasparenza del mercato unico, l'Italia ha inoltre violato le norme procedurali stabilite da quest'ultima direttiva. La Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora all'Italia nel maggio 2024. In seguito alla valutazione della risposta, la Commissione ha concluso che il recepimento della direttiva da parte dell'Italia continua a non essere corretto. La Commissione ha pertanto deciso di emettere un parere motivato nei confronti dell'Italia, che dispone ora di 2 mesi per rispondere e adottare le misure necessarie, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

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La Giornata UE
09/03/2026

Le logiche contrapposte

Comprendere l'Europa come progetto che guarda al futuro è pressochè impossibile nei nuovi scenari globali che stiamo sperimentando. 

L'uso della forza bellica, di dimenticata memoria, disorienta e induce ad assumere mentalità distorte dalla percezione che la rappresentazione dei fatti sia la realtà. E dunque, si è pro o contro la Russia, pro o contro Israele. Ed ora le istituzioni e la stessa opinione pubblica europea esitano a trovare un punto di equilibrio tra le logiche contrapposte della condanna del regime iraniano rispetto alla solidarietà verso lil pase nel suo insieme, vittima di un atto guerra in violazione del diritto internazionale.

Ma non è solo questo l'Europa. 

Per fortuna, nel caos geopolitico mondiale che spinge lì'Europa a fare di più e in fretta su due piani - la competività economica e la difesa - qualcos'altro si muove, su cui conviene riflettere. Alcuni cittadini europei, avvalendosi dello strumento di iniziativa legislativa previsto dai Trattati, ha presentato la richiesta alle istituzioni europee di creare una piattaforma social europea, sotto controllo pubblico. Al di là dell'esito procedurale che avrà, l'iniziativa ci ricorda che è tempo di vincere un altro tipo di guerra, molto più pericolosa se proiettata sul domani: quella con le grandi piattaforme statunitensi e cinesi che si stanno divorando le società in tutto il mondo, inclusa quella europea.

Ecco, nelle parole degli stessi proponenti, lo scopo dell'iniziativa: 

"Le democrazie europee e i loro cittadini sono sotto assedio da attacchi ibridi perpetrati sulle piattaforme dei social media online. Algoritmi non trasparenti intrappolano gli utenti in bolle informative. Miliardi di account falsi diffondono disinformazione, propaganda e odio. I dati privati ​​vengono spesso condivisi con terze parti e sia i bambini che gli anziani sono presi di mira da gruppi o individui malintenzionati online. Per contrastare questi pericoli, è fondamentale un'alternativa europea di spazio sicuro.

Pertanto, proponiamo l'istituzione, tramite un atto legislativo dell'Unione, di una piattaforma pubblica di social media a livello europeo. Essa costituirebbe un'alternativa alle piattaforme attuali, fungendo da servizio per la società, finanziata dalla società stessa e soggetta alla sua supervisione. Soprattutto, potrebbe rimanere imparziale e indipendente dalle pressioni politiche, garantendo al contempo i diritti di tutti senza distinzione.

Questo passo creerebbe uno spazio online in cui tutti possano comunicare e condividere le proprie idee, mantenendo i benefici del dibattito pubblico dal vivo su cui si fondano le nostre democrazie. Il processo dovrebbe coinvolgere soggetti appropriati come aziende o università nella creazione e nel funzionamento della piattaforma e, in definitiva, rendere l'Europa strategicamente indipendente nel settore della comunicazione online".

E' un'iniziativa che, se avrà un seguito, andrà a rafforzare le misure che sempre in questi giorni, la Commissione europea ha adottato in attuazione del c.d. Scudo Democratico Europeo. Sono state, infatti, pubblicate una serie di guide destinate agli insegnanti, affinché già in ambito scolastico si ridefinisacano criteri e principi della nuova alfabetizzazione digitale (media literacy), sola arma contro la disinformazione e la manipolazione.

Il concetto di pubblico contrapposto a quello di privato è la vera novità della proposta. Al pari di qualunque spazio pubblico fisico, anche le piattaforme social devono prosperare sì nella libertà d'incontro e, naturalmente, anche di scontro, ma non al di fuori o in violazione di un superiore interesse pubblico, che ne delimiti i confini e ne consenta la sorveglianza non arbitraria o censoria, ma nel rispetto dei principi giuridici e dei valori della civiltà europea. Che non è quella americana, e neppure quella cinese.

L'auspicio è che quello che stenta a concretizzarsi sul piano politico, ossia una compiuta integrazione tra 27 stati, potrebbe raggiungersi dal basso attraverso la creazione di uno spazio civico unico a livello europeo.

Adesso la proposta dovrà raccogliere almeno un milione di firme per far sì che le istituzioni europee, a partire dalla Commissione europea, la prendano in considerazione sul piano normativo. Ma dobbiamo davverso augurarci che ciò accada. In tempi di guerra non si può accettare che a raccontarla siano gli stessi che l'hanno scatenata.

Link per appronfodire: 

https://citizens-initiative.europa.eu/news/new-initiative-registered-european-public-social-network-2026-03-04_en

CLS

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Argomento
Editoriale
05/03/2026

La Giornata della Commissione 05/03/2026

Sicurezza online dei bambini

A Bruxelles si è tenuta la prima riunione del Gruppo Speciale sulla sicurezza dei minori online. Il gruppo, che era stato annunciato dalla von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell'Unione a settembre 2025, fornirà raccomandazioni di esperti per proteggere e responsabilizzare meglio i minori online e analizzerà la necessità di potenziali limiti di età armonizzati per l'accesso ai social media.

La Presidente della Commissione europea ha dichiarato: "Per decenni abbiamo reso il mondo reale più sicuro per i bambini e dobbiamo fare lo stesso nel mondo digitale. Le opportunità positive offerte dalla tecnologia non possono andare a discapito della loro sicurezza, salute o felicità. In Europa, le piattaforme tecnologiche hanno già la responsabilità di garantire la sicurezza degli utenti e continueremo a garantire che lo facciano. Ma dobbiamo anche fare di più per proteggere e responsabilizzare i nostri giovani online. Ecco perché ho convocato questo gruppo: per forgiare un approccio europeo forte e realistico per garantire la sicurezza dei nostri figli nell'era digitale".

Il rientro in sicurezza dalle zone di conflitto in Medio Oriente

Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) della Commissione europea ha supportato gli Stati membri dell'UE nell'organizzazione di sei voli di rimpatrio, riportando cittadini europei in sicurezza in Bulgaria, Italia, Austria e Slovacchia. Ulteriori voli di rimpatrio nell'ambito del Meccanismo sono previsti nei prossimi giorni, poiché un numero crescente di Stati membri dell'UE lo ha attivato.

In risposta ai recenti sviluppi nella regione, la Commissione sta adottando tutte le misure possibili per garantire la sicurezza dei cittadini dell'UE supportando gli Stati membri nel coordinamento dei voli di rimpatrio dal Medio Oriente. La priorità è assistere gli Stati membri e proteggere i cittadini dell'UE bloccati nella regione, riportandoli sani e salvi a casa, in Europa. Al 5 marzo, 10 Stati membri hanno attivato il Meccanismo: Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Romania, Slovacchia e Austria.

"Nessun europeo è mai solo in una crisi. La loro sicurezza viene sempre prima di tutto", ha dichiarato Hadja Lahbib, Commissaria per l'Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle Crisi. "Fin dal primo giorno, ci siamo mobilitati al massimo per riportare a casa le centinaia di migliaia di europei bloccati in Medio Oriente attraverso il nostro Meccanismo di Protezione Civile dell'UE. L'UE è al fianco dei suoi cittadini e non risparmierà alcuno sforzo per riportarli a casa sani e salvi".

L'ERCC coordina logisticamente i voli offerti dagli Stati membri. La Commissione è pienamente mobilitata per assisterli e rimane in contatto su questo tema con le delegazioni dell'UE e le autorità consolari degli Stati membri nella regione.

le linee guida per restare umani nell'era digitale

La Commissione Europea ha pubblicato quattro guide  – due nuove e due aggiornate – rivolte agli nsegnanti per orientarli a) nell'uso etico dell'intelligenza artificiale (IA), b) promuovere l'alfabetizzazione digitale, c) selezionare contenuti digitali di qualità e d) insegnare informatica. Queste linee guida rientrano nel Piano d'azione per l'istruzione digitale, concepito per supportare gli insegnanti con strumenti e risorse pratiche.

L'aggiornamento della guida sull'uso etico dell'IA nell'insegnamento e nell'apprendimento affrontano considerazioni etiche e giuridiche fondamentali, al fine di rafforzare la fiducia degli insegnanti nell'uso dell'IA e promuoverne al contempo un uso responsabile da parte degli studenti.

Come annunciato nell'ambito dello Scudo Europeo per la Democrazia, la guida al contrasto della disinformazione e per promuovere l'alfabetizzazione digitale affronta ora anche l'impatto dell'IA generativa sulle pratiche di disinformazione, sulla dipendenza dai social media e sul ruolo degli influencer, al fine di rafforzare le competenze pedagogiche degli insegnanti e le capacità di pensiero critico dei giovani, promuovere l'uso responsabile delle tecnologie digitali e supportare scelte informate nello spazio digitale. Le scuole e gli istituti scolastici svolgono un ruolo chiave nello sviluppo delle competenze civiche, per consentire alle persone di agire responsabilmente, promuovendo il pensiero critico, l'inclusività, la libertà di parola e l'impegno civico attivo. Coltivando queste competenze, gli enti educativi a tutti i livelli rafforzano la cittadinanza informata e attiva, costruendo così società democratiche più resilienti.

Le nuove linee guida sui contenuti dell'educazione digitale (DEC) introducono la prima definizione di educazione digitale in Europa e offrono criteri chiari per l'identificazione di materiali didattici digitali di qualità. Le linee guida per l'insegnamento dell'informatica forniscono strategie pratiche per erogare e valutare un'istruzione informatica inclusiva e di alta qualità in diversi contesti.

Roxana Mînzatu, Vicepresidente esecutiva per i Diritti sociali e le competenze, la Qualità del lavoro e la Preparazione, ha dichiarato: "Gli insegnanti sono fondamentali per garantire che ogni studente abbia l'opportunità di comprendere, interagire e plasmare il mondo digitale. Gli insegnanti sono ora, in un certo senso, come dei 'guardiani digitali' per i nostri giovani. Il nostro obiettivo è fornire agli educatori le competenze e la sicurezza di cui hanno bisogno non solo per adattarsi, ma anche per guidare un panorama educativo in continua evoluzione. Queste linee guida riflettono il nostro impegno nell'ambito dell'Unione delle competenze, fornendo agli insegnanti, nella loro vita professionale, le conoscenze e le competenze di cui hanno bisogno".

Nella seconda metà dell'anno, la Commissione adotterà un Pacchetto Istruzione, progettato per responsabilizzare gli studenti, supportare gli insegnanti e modernizzare le scuole. Includerà una Tabella di marcia per il 2030 sul futuro dell'istruzione e delle competenze digitali per rafforzare ulteriormente l'apprendimento digitale in tutta l'UE.

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La Giornata UE
05/03/2026

Il patto tra le generazioni

L'Europa adotta per la prima volta una Strategia sull'equità intergenerazionale, volta a coinvolgere e dare maggiore peso alle opinioni ed alle preoccupazioni dei giovani. L'obiettivo generale è garantire che le decisioni prese oggi abbiano presente le effettive conseguenze nel futuro, garantendo un equilibrio tra benefici e oneri per tutte le generazioni. Praticamente quello che da sempre chiede invano Greta Tunberg, e tanti giovani rimproverano quando si distrugge l'ambiente dicendo che va tutto bene.

La strategia si ispira alla dichiarazione delle Nazioni Unite sulle generazioni future. Si basa sul concetto di "contratto tra le generazioni", costruito su una triplice base:

  • politiche eque, ossia che siano sottoposte al "controllo dei giovani" e degli strumenti di previsione;
  • opportunità eque, per scongiurare il rischio di discriminazione basata sull'età;
  • luoghi giusti, il che vuol dire che la regione in cui sei nato non deve condizionare il tuo futuro.

La Strategia adotta una prospettiva a lungo termine, esaminando in che modo le sfide complesse, come i cambiamenti demografici, i cambiamenti geopolitici, i cambiamenti del mercato del lavoro, i cambiamenti climatici, la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale, stiano incidendo sulle generazioni attuali e future.

Per conseguire tale obiettivo, la strategia definisce una serie di azioni, tra cui: 

  • un indice di equità intergenerazionale, per individuare opportunità e lacune, orientare le decisioni politiche e promuovere l'equità tra le generazioni;
  • un pacchetto di politiche multilingue per sostenere lo sviluppo dell'alfabetizzazione del futuro nelle pubbliche amministrazioni di tutti gli Stati membri dell'UE;
  • l'organizzazione di un forum demografico per lo scambio dei dati sugli sviluppi demografici;
  • L'iniziativa Voices of the Future, che sarà lanciata in partenariato con il Comitato delle regioni, invitando gli enti locali e le regioni a impegnarsi nel plasmare il futuro delle loro comunità.

 

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Focus
04/03/2026

Accelerare la competitività europea

La Commissione Europea ha presentato una proposta di legge dal titolo "Industrial Accelerator Act", fortemente atteso perchè in qualche modo introduce e regola il principio della preferenza europea nelle gare d'appalto. In effetti la nuova proposta legislativa persegue in un equilibrio tutto da verificare un duplice obiettivo;  l'aumento della domanda di tecnologie e prodotti europei a basse emissioni di carbonio. La legge mira a stimolare la produzione manifatturiera, sostenere la crescita delle imprese e la creazione di posti di lavoro e accelerare la transizione dell'industria verso tecnologie più pulite.

In linea con il rapporto Draghi, la legge IAA introduce requisiti mirati "Made in EU" e/o a basse emissioni di carbonio per gli appalti pubblici e regimi di sostegno pubblico in settori strategici come acciaio, cemento, alluminio, automobili e tecnologie a zero emissioni nette. Il quadro potrebbe essere esteso ad altri settori ad alta intensità energetica. Gli Stati membri istituiranno inoltre un'unica procedura di autorizzazione digitale per semplificare e accelerare i progetti manifatturieri.

La legge mira ad aumentare la quota del settore manifatturiero nel PIL dell'UE dal 14,3% nel 2024 al 20% entro il 2035, rafforzando la base industriale europea in un contesto di crescente concorrenza globale e dipendenza dall'approvvigionamento.

Pur mantenendo l'apertura dell'UE al commercio e agli investimenti, la proposta introduce un altro fondamentale criterio, quello della reciprocità: i paesi che offrono alle imprese dell'UE un accesso al mercato comparabile con quello garantito dall'Europa, compresi i paesi che aderiscono all'Accordo sugli appalti pubblici del WTO o che hanno un accordo di libero scambio o doganale con l'UE, possono beneficiare di parità di trattamento. Altrimenti no.

Nel caso di investimenti  in settori strategici e di importo superiore a 100 milioni di euro, laddove un singolo paese terzo controlli oltre il 40% della capacità produttiva globale, l'Accelerator Act prevede che siano osservate una serie di condizioni a garanzia dei posti di lavoro, innovazione, trasferimento tecnologico e almeno il 50% di occupazione europea. Nel complesso, la legge mira a rafforzare la sicurezza economica e la resilienza della catena di approvvigionamento dell'UE.

L'Industrial Accelerator Act sfrutta poggia sui seguenti criteri d'azione:

- Sostenere i mercati guida per i prodotti "Made in EU" e a basse emissioni di carbonio

L'IAA introduce preferenze "Made in EU" e a basse emissioni di carbonio negli appalti pubblici e nei regimi di sostegno pubblico per stimolare la domanda di prodotti industriali europei: cemento, alluminio per tecnologie a zero emissioni nette come batterie, solare, eolico, pompe di calore e nucleare. Per l'acciaio, la legge propone preferenze specifiche a basse emissioni di carbonio per creare domanda di mercato. Questa misura darà agli investitori fiducia e prevedibilità, stimolando l'innovazione e facendo dell'acciaio pulito una parte fondamentale del futuro industriale dell'UE. L'uso strategico dei fondi pubblici sosterrà gli investimenti nell'UE, rafforzando in tal modo l'accesso ai prodotti a basse emissioni di carbonio e salvaguardando la competitività.

- Garantire che gli investimenti esteri diretti apportino valore all'UE

L'UE rimane una delle principali destinazioni degli investimenti esteri diretti (IDE), ospitando quasi un quarto dello stock mondiale di IED nel 2024. Per garantire che gli IDE rafforzino le catene di approvvigionamento dell'UE, promuovano il trasferimento di tecnologia e sostengano la creazione di posti di lavoro di qualità, l'IAA introduce condizioni per investimenti superiori a 100 milioni di EUR in settori emergenti quali batterie, veicoli elettrici, fotovoltaico e materie prime critiche.

- Semplificare il rilascio delle autorizzazioni

Nell'ambito del programma di semplificazione della Commissione, l'IAA razionalizza e digitalizza le procedure di autorizzazione per i progetti industriali. Ciò comprende l'introduzione di uno "sportello unico" digitale con termini chiari e il principio della tacita approvazione nelle fasi intermedie della procedura autorizzativa per i progetti di decarbonizzazione ad alta intensità energetica.

- Promuovere la produzione sostenibile

L'IAA introduce aree di accelerazione industriale progettate per consentire la simbiosi industriale e incoraggiare la creazione di cluster di progetti di produzione pulita. La creazione di tali cluster faciliterà gli investimenti essenziali nelle infrastrutture energetiche e promuoverà le autorizzazioni a livello di area. I progetti in questi settori si avvarranno della profilazione con gli investitori e del sostegno allo sviluppo delle competenze.

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Focus
04/03/2026

La Giornata della Commissione 04/03/2026

L'Europa allo specchio

Il Report 2025 sulle attività dell'unione Europea offre l'opportunità non solo di avere una sintesi dell'agire delle istituzioni europee in un anno segnato da tensioni e conflitti, ma anche intravedere attraverso la lente della comunicazione, come sta evolvendo il linguaggio comunitario. Fatto di parole d'ordine e assiomi da mettere ben in evidenza. Ad esempio quando di parla della guerra in Ucraina, dove l'imperativo si conferma la coerenza preservata di una posizione sempre più sotto attacco del fuoco c.d. amico. L'UE è rimasta ferma nel fornire sostegno politico, finanziario, umanitario e militare all'Ucraina e al suo popolo, imponendo al contempo sanzioni per limitare la capacità della Russia di finanziare la sua guerra.

Vi è poi il piano economico. La relazione evidenzia come l'UE abbia intensificato gli interventi per rafforzare la competitività della sua economia, attraverso il Mercato unico e la Bussola della competitività, una tabella di marcia strategica per stimolare la crescita economica garantendo al contempo una transizione equa e sostenibile dal punto di vista ambientale. Il 2025 ha anche segnato un importante passo avanti nella riduzione degli oneri inutili per le imprese e l'UE ha investito nelle tecnologie che plasmeranno il futuro, dall'intelligenza artificiale all'energia pulita. Sulla scena globale, l'UE si è confermata il principale fornitore mondiale di aiuti umanitari e ha continuato a investire nella riduzione delle dipendenze e nel rafforzamento dei partenariati globali. Parallelamente, ha intensificato gli sforzi per rafforzare la sicurezza, la difesa e la preparazione con il pacchetto Readiness 2030, il più significativo incremento degli investimenti nella difesa nella storia dell'UE.

Attraverso l'iniziativa Choose Europe, l'UE ha compiuto progressi nei suoi sforzi per posizionare l'Europa come il miglior posto al mondo per la scienza e la ricerca.

Un social media europeo? Veramente?

La Commissione europea ha dichiarato ammissibile l'Iniziativa dei cittadini europei (ICE) dal titolo "European Public Social Network".

L'iniziativa invita la Commissione a istituire, tramite atto legislativo, "una piattaforma pubblica di social media a livello europeo". Tale piattaforma "costituirebbe un'alternativa alle piattaforme attuali e fungerebbe da servizio per la società, sarebbe finanziata dalla società e sarebbe sottoposta alla sua supervisione" e "potrebbe rimanere imparziale e indipendente dalle pressioni politiche, garantendo al contempo i diritti di tutti senza distinzioni".

Poiché questa iniziativa soddisfa i requisiti formali stabiliti dalla legislazione pertinente, la Commissione la ritiene giuridicamente ammissibile ai sensi del regolamento sull'Iniziativa dei Cittadini Europei. La Commissione non ha analizzato il merito delle proposte in questa fase. La registrazione non influenza la decisione finale della Commissione sul merito, né eventuali azioni che potrebbe intraprendere. La Commissione prenderà una decisione sull'iniziativa solo se raccoglierà almeno un milione di firme da parte dei cittadini dell'UE.

Ora gli organizzatori hanno sei mesi di tempo per iniziare la raccolta delle firme, che potrà prolungarsi per altri dodici mesi. Se un'ICE viene sostenuta dalle firme di almeno un milione di cittadini europei, in almeno sette Stati membri, la Commissione è tenuta a reagire e a decidere quali azioni intraprendere in risposta all'iniziativa, giustificando la propria decisione.

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La Giornata UE
02/03/2026

La Giornata della Commissione 02/03/2026

Un accordo robusto con la Svizzera

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il Presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin hanno firmato un pacchetto di accordi volti ad approfondire ed ampliare le relazioni tra UE e Svizzera. Il pacchetto stabilisce un quadro normativo moderno per l'UE e la Svizzera, consentendo un accesso agevole a un mercato di 460 milioni di consumatori in settori chiave, con conseguenti vantaggi economici per entrambe le parti.

Grazie all'allineamento degli standard e delle norme in settori strettamente integrati, l'accordo intende dare certezza del diritto, semplificare il commercio di beni come dispositivi medici e prodotti alimentari ed agevolare l'approvvigionamento transfrontaliero per le imprese su entrambi i lati del confine. Inoltre, garantirà norme più coerenti per le persone che vivono, lavorano o studiano oltre il confine tra UE e Svizzera. La Svizzera contribuirà allo sviluppo della legislazione nei settori coperti dal pacchetto e avrà l'opportunità di influenzare tali norme durante la loro elaborazione.

La firma consente il completamento della ratifica del pacchetto. Consentirà a entrambe le parti di far progredire i rispettivi processi di ratifica.

L'iniziativa in favore degli oceani

Su iniziativa dell'Europa è stata creata un'Alleanza Internazionale per rafforzare e ampliare il monitoraggio e l'osservazione degli oceani. L'Alleanza sosterrà in particolare OceanEye, l'iniziativa europea di osservazione degli oceani, con l'obiettivo di potenziare gli sforzi e la collaborazione nell'osservazione degli oceani a livello globale.

La Presidente von der Leyen ha annunciato un contributo di 50 milioni di euro nell'ambito del programma Horizon Europe all'Alleanza Internazionale per il periodo 2026-2027. L'iniziativa europea di osservazione degli oceani è stata annunciata per la prima volta dalla Presidente von der Leyen, insieme al Commissario per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis, durante la Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani del 2025.

Intervenendo alla cerimonia di apertura delle Giornate Europee degli Oceani, la Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: "Oggi abbiamo presentato OceanEye, un'importante iniziativa volta a rafforzare la leadership dell'UE nell'osservazione degli oceani e a sfruttare appieno il potenziale dei nostri oceani. Faremo progredire la conoscenza scientifica, stimoleremo la competitività dell'economia blu, miglioreremo la sicurezza marittima e, soprattutto, proteggeremo la salute degli oceani. Insieme ai partner internazionali, rafforzeremo un sistema globale di osservazione degli oceani sostenibile e resiliente".

L'importanza di accedere al credito per le giovani imprese e per gli investitori

Il finanziamento privato, inclusi i fondi di private equity o di venture capital, svolge un ruolo importante nel sostenere le aziende giovani e innovative, che spesso hanno difficoltà ad accedere ai finanziamenti bancari tradizionali.  Garantire la disponibilità di opportunità di uscita, ad esempio attraverso la vendita di partecipazioni in private equity o tramite offerte pubbliche iniziali (IPO), è fondamentale per la disponibilità di capitale. Tuttavia gli investitori di private equity nell'UE continuano a incontrare difficoltà quando cercano di uscire dai loro investimenti. Ad esempio, sovente non sono in grado di aspettare il lancio di un'IPO per realizzare plusvalenze, oppure in assenza di una valutazione credibile degli asset privati incontrano ostacoli nella transazione. Tali difficoltà riducono l'attività di mercato, limitando la disponibilità di capitale di crescita e potenzialmente spingendo le giovani imprese promettenti a trasferirsi al di fuori dell'UE in cerca di finanziamenti.

La Commissione sta raccogliendo i pareri delle parti interessate sui possibili ostacoli all'uscita dagli investimenti in private equity nell'UE, sui meriti e sulle possibili caratteristiche progettuali di una piattaforma per la negoziazione secondaria di azioni di società private e sul potenziale di un utilizzo esteso di tale piattaforma per la raccolta di nuovo capitale azionario. La consultazione è aperta fino al 27 aprile e si rivolge a un'ampia gamma di parti interessate, tra cui aziende in cerca di capitale iniziale e investitori in private equity. Il feedback contribuirà a determinare la decisione della Commissione in merito all'opportunità di ulteriori azioni in questo ambito.

 

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La Giornata UE
28/02/2026

La dichiarazione congiunta von der Leyen e Costa sull'Iran

Gli sviluppi in Iran sono estremamente preoccupanti. Restiamo in stretto contatto con i nostri partner nella regione.

Riaffermiamo il nostro fermo impegno a salvaguardare la sicurezza e la stabilità regionale.

Garantire la sicurezza nucleare e prevenire qualsiasi azione che possa ulteriormente aggravare le tensioni o indebolire il regime globale di non proliferazione è di fondamentale importanza.

L'Unione Europea ha adottato ampie sanzioni in risposta alle azioni del regime omicida iraniano e delle Guardie Rivoluzionarie e ha costantemente promosso sforzi diplomatici volti ad affrontare i programmi nucleari e balistici attraverso una soluzione negoziata.

In stretto coordinamento con gli Stati membri dell'UE, adotteremo tutte le misure necessarie per garantire che i cittadini dell'UE nella regione possano contare sul nostro pieno sostegno.

Invitiamo tutte le parti a esercitare la massima moderazione, a proteggere i civili e a rispettare pienamente il diritto internazionale.

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Focus
26/02/2026

La nuova agenda europea contro il terrorismo

L'Europa adotta una nuova agenda per la prevenzione e il contrasto al terrorismo, definendo la strada da seguire per rafforzare la risposta collettiva dell'Europa all'evoluzione delle minacce terroristiche ed estremiste violente.

Nell'ultimo decennio, l'UE ha rafforzato la sua risposta al terrorismo e all'estremismo violento. Tuttavia, la natura in continua evoluzione di queste minacce richiede una risposta adeguata e più incisiva. Iniziativa faro della strategia europea per la sicurezza interna, ProtectEU, l'agenda propone una serie completa di iniziative intersettoriali per rafforzare la preparazione e la risposta, proteggendo meglio i cittadini e le imprese dell'UE dai pericoli.

Il crescente uso improprio delle tecnologie digitali e delle nuove tecnologie, dai social media all'intelligenza artificiale, fino alle armi stampate in 3D e ai droni, sta rimodellando l'attività terroristica. Allo stesso tempo, la radicalizzazione dei minori è in aumento, con i giovani sempre più presi di mira online. Gli sviluppi geopolitici e il coinvolgimento di attori statali e non statali peggiorano ulteriormente il panorama delle minacce.

La Commissione propone di aumentare la lungimiranza e la resilienza dell'UE, di migliorare la sicurezza delle persone online e offline e di intensificare la cooperazione con i partner internazionali. L'agenda propone misure per raggiungere questi obiettivi attraverso sei pilastri fondamentali:

1. Anticipare le minacce
La sicurezza si basa su un'efficace capacità di anticipazione. L'agenda propone misure per migliorare la consapevolezza situazionale e l'individuazione precoce delle minacce emergenti, tra cui:

- aumentare le risorse e le capacità di analisi dell'intelligence a livello UE, denominate Capacità Unica di Analisi dell'Intelligence (SIAC);
- rafforzare le capacità di supporto analitico di Europol, comprese le capacità di intelligence open source (OSINT);
- rafforzare la ricerca in materia di sicurezza sulle tecnologie emergenti (tra cui intelligenza artificiale, cripto-asset, droni e armi stampate in 3D), con bandi dedicati nell'ambito di Orizzonte Europa e del Fondo Sicurezza Interna dell'UE.

2. Prevenire la radicalizzazione
Prevenire la radicalizzazione rimane la strategia a lungo termine più efficace. L'agenda propone misure per rafforzare la prevenzione precoce e interventi mirati per i soggetti più a rischio. Ciò include:

- la messa a disposizione di un Kit  sulla Prevenzione sviluppato dal Knowledge Hub per la Prevenzione della Radicalizzazione, che fornisce strumenti pratici per contrastare la radicalizzazione dei minori;
- il lancio di un Programma di coinvolgimento e empowerment della comunità, con una dotazione di 5 milioni di euro, a sostegno di progetti incentrati sulla prevenzione precoce della radicalizzazione, con particolare attenzione all'empowerment dei giovani, alla resilienza digitale e alla coesione sociale.

3. Proteggere le persone nell'ambiente digitale

L'ecosistema online è terreno fertile per le attività terroristiche ed estremiste, inclusi la propaganda, ril eclutamento, l'incitamento alla violenza, la raccolta fondi e la trasmissione di attacchi. Per questo la nuova Agenda:

- prevede la revisione del Regolamento sui contenuti terroristici online, sulla base della valutazione che verrà svolta nel 2026, anche allineandolo al Digital Services Act;
- vuole rafforzare la cooperazione su base volontaria con i fornitori di servizi online attraverso il Forum Internet dell'UE, per facilitare la rapida rimozione di contenuti terroristici e ridurre lo spazio per la radicalizzazione e il reclutamento online;
- aggiornerà il Protocollo di crisi dell'UE trasformandolo in un Quadro europeo di risposta alle crisi online per migliorare la cooperazione tra le autorità di contrasto e i fornitori di servizi online nella fase iniziale, prima che una crisi emerga completamente.

4. Proteggere le persone nell'ambiente fisico
L'agenda si propone di aumentare la sicurezza delle persone, degli spazi pubblici e delle infrastrutture critiche dagli attacchi terroristici. A tal fine è necessario migliorare l'individuazione e il monitoraggio degli individui che rappresentano una minaccia terroristica per l'UE, pertanto la Commissione:

- ncoraggerà la condivisione di informazioni sulle segnalazioni di terrorismo in seno al Sistema d'Informazione Schengen;
- esplorerà le opzioni sullo scambio di informazioni sugli spostamenti sospetti, inclusi i voli privati, il trasporto marittimo e terrestre (attualmente sono limitate al trasporto aereo commerciale).
Inoltre, per rafforzare la sicurezza degli spazi pubblici e delle infrastrutture critiche, la Commissione: ha stanziato 30 milioni di euro in progetti volti a migliorare la sicurezza degli spazi pubblici e itnende rafforzare sia finanziariamente che operativamente il Programma specifico per soddisfare la crescente domanda da parte degli Stati membri di supporto nella conduzione di valutazioni della vulnerabilità degli spazi pubblici e delle infrastrutture critiche.

5. Rispondere a minacce e attacchi
Una risposta rapida ed efficace alle minacce e agli attacchi terroristici richiede una forte cooperazione tra le forze dell'ordine e le autorità giudiziarie, anche intensificando la lotta al finanziamento del terrorismo e al potenziale uso improprio dei fondi UE per promuovere l'estremismo e il terrorismo. L'Agenda mira a:

- migliorare ila tracciabilità del finanziamento del terrorismo, anche attraverso criptovalute e pagamenti online, con un futuro sistema di recupero dei dati finanziari dell'UE;
- rivedere i mandati di Europol ed Eurojust, rafforzando anche il supporto operativo e giudiziario agli Stati membri nella lotta al terrorismo;
- attuare la tabella di marcia per consentire l'accesso  ai dati da parte delle forze dell'ordine, al fine di garantire indagini e azioni penali più rapide e coordinate.

6. Cooperazione con partner internazionali
Una più forte cooperazione globale con paesi partner affidabili è essenziale per intensificare la lotta al terrorismo. Le azioni chiave includono:

- rafforzare la cooperazione esterna di Europol ed Eurojust in materia di antiterrorismo con i paesi terzi;
- rafforzare la cooperazione di Europol con partner affidabili per ottenere dati su individui che rappresentano una minaccia terroristica;
- rafforzare la cooperazione con i paesi dell'allargamento e della regione del Mediterraneo, dando attuazione al Piano d'azione congiunto per la prevenzione e il contrasto del terrorismo e dell'estremismo violento con i Balcani occidentali e l'incremento delle attività del Knowledge Hub in questi paesi.

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Argomento
Focus
25/02/2026

La Giornata della Commissione 25/02/2026

La Commissione chiama a raccolta la finanza europea contro l'impatto ad est della guerra in Ucraina

La Commissione lancia una nuova iniziativa volta a facilitare l'accesso al sostegno creditizio per gli Stati membri dell'UE confinanti con Russia, Bielorussia e Ucraina. Questa iniziativa, denominata "EastInvest Facility", è al centro della strategia per le regioni orientali dell'UE confinanti con Russia, Bielorussia e Ucraina, adottata la scorsa settimana dalla Commissione per aiutare queste regioni ad affrontare le sfide che si trovano ad affrontare in seguito alla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina.

EastInvest Facility sarà una piattaforma di finanziamento dedicata alle regioni orientali dell'UE, che riunirà il Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI), la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, la Banca nordica per gli investimenti, la Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa e le banche di promozione nazionali dei nove Stati membri interessati: Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria. Faciliterà l'accesso dei promotori di progetti privati ​​e pubblici nelle regioni orientali dell'UE a prestiti e consulenza per rilanciare le loro economie, sviluppare gli scambi commerciali e migliorare la sicurezza. Le quattro istituzioni finanziarie partecipanti stimano che lo strumento fornirà almeno 28 miliardi di euro di investimenti privati ​​e pubblici in tali regioni.

Il Fondo sarà lanciato in occasione di un evento di alto livello ospitato dal Vicepresidente Esecutivo Rafaelle Fitto a Bruxelles, dove la BEI e le altre istituzioni finanziarie internazionali e le banche di promozione nazionali firmeranno la dichiarazione d'intenti del Fondo. L'evento, che sarà aperto dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, riunirà la Presidente della BEI, Nadia Calviño, nonché rappresentanti di alto livello dei nove Paesi interessati, che discuteranno le sfide e le opportunità inerenti alla garanzia della prosperità per le regioni di confine orientali dell'Europa. Tra i partecipanti figurano i Primi Ministri di Estonia, Kristen Michal, Lituania, Inga Ruginienė, Lettonia, Evika Siliņa, e Romania, Ilie Bolojan, nonché la Presidente della Banca Europea per gli Investimenti, Nadia Calviño.

Il conto della guerra

La Commissione Europea ha adottato una proposta affinché l'Unione Europea diventi membro fondatore della Commissione Internazionale per i Risarcimenti, un organismo incaricato di garantire il risarcimento delle vittime della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina. La proposta dovrà essere adottata dagli Stati membri in sede di Consiglio e approvata dal Parlamento Europeo. L'Unione Europea diventerà quindi membro fondatore della Commissione Internazionale per i Risarcimenti.

La Commissione Internazionale per i Risarcimenti opererà sotto l'egida del Consiglio d'Europa. Sarà responsabile dell'esame, della valutazione e della decisione delle richieste di risarcimento per i danni, le perdite e le lesioni causati dalla Russia in Ucraina e alla sua popolazione. Sarà inoltre responsabile della determinazione dell'importo del risarcimento dovuto in ciascun caso.

Kaja Kallas, Alto Rappresentante/Vicepresidente per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, ha dichiarato: "Se si inizia una guerra, si paga il conto. E mentre l'invasione su vasta scala dell'Ucraina entra nel suo quinto anno, il prezzo dell'aggressione russa non fa che aumentare. Saranno necessari centinaia di miliardi per ricostruire le case e le infrastrutture ucraine e bonificare il Paese dagli esplosivi sparsi. Ogni cittadino ucraino può già presentare richieste di risarcimento per danni, perdite o lesioni grazie alla Commissione per i Risarcimenti. E quando la guerra sarà finita, la Russia dovrà pagare per i danni che ha causato".

Michael McGrath, Commissario per la Democrazia, la Giustizia, lo Stato di Diritto e la Tutela dei Consumatori, ha dichiarato: "Una pace senza responsabilità non è pace, e la responsabilità richiede riparazione. La Commissione Internazionale per i Risarcimenti documenterà il vero costo dell'aggressione russa e garantirà che venga determinato un giusto risarcimento. L'Unione Europea continuerà a sostenere l'Ucraina e a garantire giustizia per il suo popolo".

Nel dicembre 2025, l'Unione Europea ha firmato la Convenzione che istituisce la Commissione per i Risarcimenti, insieme a 35 Paesi, e ha impegnato fino a 1 milione di euro per sostenerne l'istituzione nell'ambito del Consiglio d'Europa.

La Commissione per i Risarcimenti si basa sull'importante lavoro svolto dal Registro dei Danni, istituito nel maggio 2023 per registrare le richieste di risarcimento ammissibili. Attraverso il Registro, l'Ucraina e il suo popolo possono già presentare richieste di risarcimento per danni, perdite o lesioni, in particolare per morte e lesioni gravi, violenza sessuale, perdita dell'alloggio o della residenza ed espulsione di minori.

Comunicare senza costi anche coni paesi dei Balcani occidentali

Saranno avviati i negoziati con Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia per integrarli nel regime "Roam Like at Home" dell'UE. nel momento in cui che tutti i paesi saranno pienamente allineati alle norme UE sul roaming, chi viaggia tra l'UE e i Balcani occidentali potrà effettuare chiamate, inviare messaggi di testo e utilizzare i dati mobili senza costi aggiuntivi di roaming.

Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, ha dichiarato: "Oggi compiamo un passo significativo nel percorso dei partner dei Balcani occidentali verso l'adesione alla famiglia del roaming dell'UE. È una buona notizia sia per i cittadini che per le imprese".

Marta Kos, Commissaria per l'Allargamento, ha dichiarato: "Le tariffe di roaming rappresentano un problema per le persone nei Balcani occidentali. Riguardano i lavoratori che attraversano le frontiere o le famiglie che vogliono semplicemente rimanere in contatto. Fatture impreviste o tariffe più elevate quando si viaggia sono un problema che non conosciamo più all'interno dell'UE. Oggi abbiamo proposto di estendere questa soluzione ai Balcani occidentali. Ciò significherebbe chiamate più semplici e dati mobili a prezzi nazionali".

 

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Argomento
La Giornata UE
24/02/2026

Il nuovo Centro per la resilienza democratica

L'obiettivo del Centro, iniziativa faro dello Scudo Europeo per la Democrazia, è facilitare un approccio consolidato che coinvolga tutta la società per aumentare la consapevolezza e rafforzare la capacità di rispondere alle minacce cui devono far fronte oggi le democrazie.

Michael McGrath, commissario per la Democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, discuterà con i ministri dell'UE in che modo il Centro possa facilitare la condivisione di competenze ed esperienze e sostenere lo sviluppo di risposte efficaci alle minacce comuni, al fine di produrre risultati tangibili per i nostri cittadini. L'interesse di tutti gli Stati membri per l'istituzione del Centro dimostra che l'iniziativa risponde a una chiara necessità e sarà attuata in modo flessibile, con progetti pratici di sviluppo delle capacità che riflettano le priorità degli Stati membri. Il Centro contribuirà a evitare la frammentazione degli sforzi esistenti, collegando le reti e le strutture esistenti che già lavorano sulle opzioni di prevenzione, individuazione, analisi e risposta ai modelli di minacce nello spazio dell'informazione, aiutando ciascuna di esse a realizzare appieno il proprio potenziale ed evitando duplicazioni.

I settori prioritari per il primo anno comprendono:

  • Sviluppare strumenti a sostegno di elezioni resilienti, anche riunendo le pertinenti norme dell'UE già esistenti, le misure non vincolanti e gli strumenti per gli Stati membri che contribuiscono ad affrontare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri (FIMI) e le campagne di disinformazione rivolte ai processi elettorali negli Stati membri.
  • un piano dell'UE per contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e la disinformazione volto a sostenere la preparazione e a contribuire allo sviluppo di capacità in tutta l'Unione.
  • Avviare un'apposita piattaforma delle parti interessate che riunisca attori indipendenti come le organizzazioni della società civile, i gruppi di riflessione, i ricercatori, il mondo accademico, i verificatori di fatti e le organizzazioni dei media per sostenere la diffusione della ricerca e di altri risultati e incoraggiare lo scambio tra i diversi portatori di interessi, fornendo conoscenze e approfondimenti per collaborare con gli Stati membri nel Centro.
  • Promuovere lo sviluppo di capacità e l'apprendimento reciproco, compresa la condivisione di competenze e migliori pratiche, consentire agli Stati membri con esperienza avanzata di contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e rafforzare la resilienza democratica per sostenere gli altri, innalzando il livello generale di preparazione in tutta l'UE.
  • Individuare adeguate modalità di cooperazione con i paesi candidati e potenziali candidati all'adesione all'UE nel quadro del Centro, al fine di garantire una cooperazione reciprocamente vantaggiosa.
  • esplorare vari modelli per coinvolgere i cittadini negli sforzi per proteggere la democrazia, basandosi sulla preziosa esperienza sviluppata in molti Stati membri. La Commissione sosterrà questa riflessione organizzando quest'anno due panel di cittadini, sulla preparazione e sullo sviluppo della resilienza democratica.

La Commissione, con la partecipazione del Servizio europeo per l'azione esterna, sosterrà le attività del Centro attingendo agli strumenti e alle competenze esistenti e rafforzando il coordinamento tra gli strumenti e le reti pertinenti dell'UE. Attraverso la dimensione esterna dello scudo europeo per la democrazia, il servizio per l'azione esterna (SEAE), in coordinamento con la Commissione, intensificherà i suoi lavori per combattere la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri (FIMI) al di là dei nostri confini. Il SEAE sta rafforzando le capacità delle delegazioni e delle rappresentanze dell'UE all'estero, facendo leva su partenariati per risposte collettive contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri.

Il Centro europeo per la resilienza democratica fungerà da polo strategico volontario per la cooperazione tra gli Stati membri. Con il sostegno delle istituzioni e degli organi competenti dell'UE, opererà nel pieno rispetto delle competenze nazionali e istituzionali, promuovendo nel contempo i diritti fondamentali e i valori democratici.La Commissione fornisce sostegno amministrativo e operativo al Centro attraverso un segretariato. Con il sostegno e in stretto coordinamento con il sistema di allarme rapido gestito dal Servizio europeo per l'azione esterna, il Centro collegherà le reti e le strutture esistenti.

Il 29 gennaio si è tenuta a Bruxelles una riunione tecnica ad alto livello con la piena partecipazione di tutti gli Stati membri dell'UE, nonché della Commissione europea, del SEAE, del Parlamento europeo e della presidenza del Consiglio. I partecipanti hanno discusso della missione e del quadro del Centro e hanno convenuto sulla necessità di un'azione coordinata e collaborativa a sostegno della resilienza democratica.

I partecipanti all'Eurobarometro speciale "Proteggere e promuovere la democrazia" hanno menzionato le seguenti tra le sfide più gravi per la democrazia nell'UE: la crescente sfiducia dell'opinione pubblica nei confronti delle istituzioni e dei processi democratici (49%), la manipolazione delle informazioni, le ingerenze e la disinformazione da parte di attori stranieri, anche nel contesto delle elezioni (42%) e la mancanza di trasparenza per quanto riguarda la promozione dei contenuti politici online attraverso nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale (32%).

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Focus
17/02/2026

La Giornata della Commissione 17/02/2026

Anche Shein sotto la scure del Digitla Service Act

La Commissione Europea ha avviato un procedimento formale contro Shein, ai sensi del Digital Services Act, per il suo design che crea dipendenza, la mancanza di trasparenza dei sistemi di raccomandazione e la vendita di prodotti illegali, tra cui materiale pedopornografico.

Henna Virkkunen, Vicepresidente Esecutiva per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, ha dichiarato: "Nell'UE, i prodotti illegali sono vietati, che si trovino sugli scaffali di un negozio o su un mercato online. Il Digital Services Act garantisce la sicurezza degli acquirenti, tutela il loro benessere e fornisce loro informazioni sugli algoritmi con cui interagiscono. Valuteremo se Shein sta rispettando queste regole e le sue responsabilità".

L'avvio del procedimento d'indagine consente alla Commissione di dare alla questione carattere di priorità, benché l'esito finale non sia determinabile a questo stadio delle indagini.

Come il DSA sta cambiando l'ambiente on line

Grazie al Digital Service Act in soli due anni le piattaforme online hanno dovuto annullare quasi 50 milioni di decisioni che riguardavano i contenuti o gli account degli utenti. In questo modo gli utenti nell'UE hanno più potere online, in quanto le piattaforme sono soggette a maggiore responsabilità e l'ambiente online è più trasparente. La normativa europea, la prima del suo genere al mondo, ha conferito agli utenti il ​​diritto di contestare le decisioni di moderazione dei contenuti delle piattaforme che riguardano, sospendono, eliminano o sottopongono a "shadow ban" i loro contenuti o account. Dalla sua applicazione, il 30% delle 165 milioni di decisioni di moderazione dei contenuti che gli utenti hanno impugnato tramite i meccanismi interni delle piattaforme sono state annullate.

In particolare, nella prima metà del 2025, il 99% delle decisioni di moderazione dei contenuti è stato preso dalle piattaforme per far rispettare i propri termini e condizioni, piuttosto che per rimuovere contenuti segnalati come illegali ai sensi del diritto dell'UE o nazionale. Nella prima metà del 2025, gli organismi di risoluzione extragiudiziale hanno esaminato oltre 1.800 controversie relative ai contenuti su Facebook, Instagram e TikTok nell'UE, ribaltando le decisioni delle piattaforme nel 52% dei casi chiusi, ripristinando contenuti e account in modo più rapido ed economico rispetto al ricorso al tribunale.

Il DSA ha inoltre introdotto cambiamenti concreti nella sicurezza e nel benessere degli utenti. Grazie a questa normativa, la pubblicità mirata ai minori sulle piattaforme online è vietata nell'UE dal 2024. Il DSA obbliga inoltre i marketplace online a contrastare la diffusione di beni illegali, migliorare la tracciabilità dei commercianti e informare rapidamente i clienti che hanno acquistato prodotti illegali sul loro marketplace, offrendo loro opzioni di ricorso. Un ulteriore vantaggio di questa normativa è che i ricercatori e la società civile hanno un accesso senza precedenti alle informazioni sui processi e sulle pratiche di moderazione dei contenuti delle piattaforme nell'UE. Inoltre, possono ritenere le piattaforme responsabili delle proprie decisioni.

Mancava Gibilterra. Ora l'accordo c'è

La Commissione europea ha ha reso noto la proposta di accordo relativo a Gibilterra tra l'Unione europea e il Regno Unito. L'obiettivo principale dell'accordo UE-Regno Unito relativo a Gibilterra è garantire la prosperità futura dell'intera regione. Questo obiettivo sarà raggiunto eliminando tutte le barriere fisiche che impediscono la circolazione di persone e merci tra Spagna e Gibilterra, salvaguardando al contempo pienamente Schengen, il mercato unico dell'UE e la sua unione doganale. Maroš Šefčovič, Commissario per il Commercio e la Sicurezza Economica, le Relazioni Interistituzionali e la Trasparenza, ha dichiarato: "Il nostro obiettivo è chiaro e strategico: garantire la prosperità a lungo termine per la regione, salvaguardando al contempo pienamente Schengen, il mercato unico dell'UE e la nostra unione doganale. Con 15.000 persone che attraversano quotidianamente Gibilterra e la Spagna, si tratta di garantire certezza del diritto, fiducia per le imprese e i cittadini, nonché un futuro di cooperazione che rafforzi le nostre relazioni reciproche".
L'accordo odierno porterà fiducia e certezza giuridica alla vita e al benessere dei cittadini dell'intera regione, promuovendo la prosperità condivisa e relazioni strette e costruttive tra le autorità di Gibilterra e quelle spagnole. L'accordo UE-Regno Unito relativo a Gibilterra è l'ultimo elemento che completerà il quadro giuridico delle relazioni tra l'UE e il Regno Unito dopo la Brexit. Gibilterra non rientra nell'ambito di applicazione dell'accordo commerciale e di cooperazione UE-Regno Unito, firmato nel 2020 e in vigore dal 2021. A seguito di un accordo politico sui principi chiave raggiunto nel giugno 2025 tra il Commissario Maroš Šefčovič e il Ministro degli Affari Esteri spagnolo, José Manuel Albares, con il Segretario agli Esteri del Regno Unito Lammy e il Primo Ministro di Gibilterra Picardo, i team negoziali hanno finalizzato il testo giuridico a dicembre.

Chi collabora e chi no contro i paradisi fiscali nel mondo

L'Europa ha aggiornato il suo elenco di giurisdizioni non cooperative a fini fiscali. L'elenco riflette l'impegno dell'UE per la trasparenza fiscale e l'equa imposizione a livello globale. Si basa su un processo di screening attraverso criteri di buona governance fiscale accettati a livello internazionale. Sulla base dei progressi compiuti dalle giurisdizioni interessate, i ministri delle Finanze e dell'Economia dell'UE, riuniti per l'odierno Consiglio dell'UE, hanno deciso di rimuovere Figi, Samoa e Trinidad e Tobago dall'Allegato I (elenco delle giurisdizioni non cooperative), dopo aver risolto con successo carenze persistenti. Ciò testimonia i continui sforzi dei paesi partner e l'impatto che l'elenco dell'UE può avere nel sostenere l'adozione degli standard internazionali. Inoltre, l'aggiornamento registra anche sviluppi positivi in ​​alcune altre giurisdizioni dell'Allegato I, a dimostrazione degli sforzi in corso per affrontare le aree di preoccupazione in sospeso.

Il Consiglio ha inoltre deciso di aggiungere il Vietnam e le Isole Turks e Caicos all'Allegato I (elenco delle giurisdizioni non cooperative) a causa del mancato rispetto degli standard concordati a livello internazionale in materia di trasparenza fiscale e di equità impositiva. Il Consiglio ha deplorato tali sviluppi e ha invitato entrambe le giurisdizioni a collaborare con il Gruppo "Codice di condotta" dell'UE e altri consessi internazionali competenti per risolvere tali questioni. A seguito di queste modifiche, l'elenco delle giurisdizioni non cooperative comprende 10 territori: Samoa americane, Anguilla, Guam, Palau, Panama, Federazione Russa, Turks e Caicos, Isole Vergini americane, Vanuatu e Vietnam.

Sono state inoltre apportate modifiche al documento sullo stato di avanzamento dei lavori (Allegato II), che riflette la cooperazione in corso dell'UE con i suoi partner internazionali ed elenca gli impegni in sospeso. Il suo scopo è riconoscere il lavoro costruttivo in corso nel campo della fiscalità e incoraggiare l'approccio positivo adottato dalle giurisdizioni cooperative nell'attuazione degli standard di buona governance fiscale. Antigua e Barbuda e le Seychelles vengono rimosse dall'Allegato II dopo aver adottato le misure necessarie per garantire la conformità allo standard internazionale sullo scambio di informazioni su richiesta. Alla luce delle misure già adottate, al Brunei Darussalam è stato concesso ulteriore tempo per rispettare l'impegno di modificare il suo regime fiscale preferenziale dannoso. Di conseguenza, l'Allegato II include attualmente 9 giurisdizioni: Belize, Isole Vergini Britanniche, Brunei Darussalam, Eswatini, Groenlandia, Giordania, Montenegro, Marocco e Turchia. L'UE monitorerà attentamente questi impegni e continuerà a collaborare attivamente con questi paesi partner.

L'elenco UE viene aggiornato due volte all'anno, per riflettere i cambiamenti nelle politiche fiscali e nei livelli di cooperazione delle giurisdizioni. Ciò garantisce che rimanga pertinente e accurato nel tempo.

Essere pronti in caso di una nuova pandemia

La Commissione europea lancia BE READY, un nuovo partenariato europeo per la preparazione alle pandemie. BE READY intende rafforzare la capacità dell'UE di anticipare, prevenire e rispondere rapidamente a epidemie e pandemie. Grazie a un finanziamento UE di 120 milioni di euro, il partenariato lancerà annualmente bandi congiunti transnazionali che promuoveranno la collaborazione in tutta Europa e oltre, con l'obiettivo di aumentare le conoscenze e rafforzare la preparazione alle minacce sanitarie emergenti.

BE READY, che riunisce 81 organizzazioni di 27 paesi, è coordinato dall'ANRS-Malattie Infettive Emergenti-MIE francese. È il frutto di molti anni di investimenti europei nella ricerca sulla preparazione e la risposta alle pandemie attraverso il programma quadro europeo per la ricerca e l'innovazione (Horizon Europe), che ha investito a tal fine oltre 1,8 miliardi di euro dal 2020. Il primo bando congiunto transnazionale sarà lanciato insieme con 21 organizzazioni finanziatrici e si concentrerà sulla ricerca volta a comprendere meglio il potenziale pandemico dei patogeni emergenti e a sviluppare contromisure mediche innovative.

Ekaterina Zaharieva, Commissaria per le Startup, la Ricerca e l'Innovazione, ha dichiarato: "La preparazione dell'Europa alla pandemia deve basarsi su solide basi scientifiche. Per questo motivo stiamo stanziando 120 milioni di euro dal bilancio di Horizon Europe per il partenariato BE READY. Attraverso BE READY, mettiamo al primo posto la salute dei nostri cittadini, rafforzando al contempo la leadership dell'Europa nell'innovazione".

Hadja Lahbib, Commissaria per l'Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle Crisi, ha dichiarato: "BE READY è il prossimo coraggioso passo avanti dell'Europa, che trasforma la ricerca in vera resilienza. Pone la ricerca al centro della preparazione, in modo che le persone possano ottenere medicinali, vaccini e strumenti vitali più rapidamente quando si verifica una crisi. Stiamo lavorando oltre i confini e le istituzioni per costruire un'Europa più forte, pronta ad anticipare le minacce per la salute e a rispondere rapidamente quando sono in gioco vite umane".

 

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La Giornata UE
13/02/2026

Il presente è una lastra di ghiaccio

E' difficile immaginare il futuro dell'Europa, solo qualche anno fa con grande risonanza venne convocata un'apposita Conferenza, protrattasi diversi mesi, per dibattere su larga scala del grande tema che da sempre accompagna il processo di integrazione europea: dove vogliamo andare a parare?

Le nobili intenzioni sono state la prerogativa di quel tentativo, che pure sotto il primo mandato di Ursula von der Leyen, seppe reggere il confronto con un evento travolgente quale la pandemia Covid, ed anzi trarre proprio da quell'esperienza drammatica nuovo slancio per andare avanti.

In quale direzione?

Oggi l'Europa assomiglia ad una sfera di cristallo che rotola su una lastra di ghiaccio. Cerca di intravedere il proprio futuro, ma intanto si accorge che le impronte del suo faticoso e testardo procedere non hanno presa su un terreno troppo ostile. A questo punto comprende che deve rafforzarsi, e che da qualche parte si deve pur iniziare. 

Per restare nella metafora dei giochi olimpici, accade che qualcuno sia tentato da sciare fuori pista, esplorare nuove vie, magari da solo o in stretta compagnia. Non perchè gli altri non sappiano sciare, ma perchè lui scia meglio.

Il vertice informale di ieri ha avuto una genesi travagliata, in quanto sebbene previsto e voluto da Antonio Costa, ha subito in corso di preparazione bruschi cambi di agenda, dopo che la paventata invasione della Groenlandia, con tanto di minacciata raffica di dazi da parte di Trump, non si è più avverata. A quel punto, rimasto in paziente attesa in mezzo al convulso agitarsi delle cancellerie europee, una volta tornata la calma si è rifatto avanti il solito dilemma dei dilemmi dell'Europa in crisi: come tornare ad essere, se mai lo siamo stati, i primi della classe dopo essere stati spintonati in malo modo in seconda fila.

E dunque, ecco ricomparire le figure simbolo di un possibile nuovo corso, Mario Draghi ed Enrico Letta. Ma ogni discorso sfuma, e resta la sostanza di una sorta di resa dei conti tra stati membri, tra simpatie inaspettate, diffidenze reciproche e interessi incrociati. Il tutto prodromico forse al protagonismo sfrenato delle leadership nazionali a scapito del ruolo delle istituzioni europee.  Tra nuove alleanze, semplificazione di regole e norme, sogni trasversali di cooperazioni che non sono rafforzate, ma smagrite rispetto alle vere necessità, l'Europa si allontana delusa da sè stessa.

Era inevitabile, dicono in tanti, ma in questo modo si trasmette un segnale ben chiaro al resto del mondo: siamo pronti a qualunque compromesso, se ad alcuni non va giù, ci saranno altri pronti a farlo. Ancora una volta lo slamcio in avanti si compie, ma non facendo leva sui principi di appartenenza e bene comune.

Perché se è vero che tutti sembrano d'accordo sul completamento del mercato unico, sono le leve strategiche dello sviluppo e della competitività che si vorrebbe passassero di nuovo nelle mani dei governi. Il grande sconfitto in questo gioco pericoloso delle tre carte è il Parlamento europeo. Che tuttavia, prima che le carte vengano calate tutte sul tavolo, è facile immaginare che ci proverà in tutti i modi a rovescare financo il tavolo.

CLS

 

 

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Editoriale
12/02/2026

Chi protegge gli agricoltori europei

Via libera anche da parte del Parlamento europeo a nuove norme che obbligano le autorità nazionali a cooperare in materia di pratiche commerciali sleali, con l'obiettivo di garantire che gli agricoltori ricevano un'equa remunerazione per il proprio lavoro. I casi di pratiche commerciali sleali transfrontaliere che danneggiano gli agricoltori e i piccoli imprenditori agricoli saranno quindi prevenuti, indagati e puniti.

Per rafforzare la tutela degli agricoltori, la nuova legislazione consentirà agli Stati membri di intervenire automaticamente e porre fine alle pratiche commerciali sleali transfrontaliere di propria iniziativa, senza bisogno di un reclamo da parte di un produttore. Questo nuovo sistema replicherà il regime di protezione delle indicazioni geografiche nel mercato unico.

Per impedire agli operatori di eludere la legge trasferendosi al di fuori dell'UE, le nuove norme mirano anche a proteggere i produttori dalle pratiche commerciali sleali degli acquirenti (ad esempio, grandi distributori, catene di supermercati, grossisti e intermediari commerciali) extra-UE. Gli acquirenti registrati al di fuori dell'UE dovranno designare una persona di contatto responsabile per l'UE nel caso in cui venga aperta un'indagine nei loro confronti. Questa persona sarà il punto di contatto principale per le autorità di controllo e sarà tenuta a facilitare le indagini sulle pratiche commerciali sleali.

Il regolamento consente alle autorità nazionali di controllo di informarsi reciprocamente sulle pratiche commerciali sleali o sul rischio che si verifichino, attraverso il sistema di informazione del mercato interno, un sistema informatico dell'UE già esistente finalizzato allo scambio di informazioni tra le pubbliche amministrazioni di diversi Stati membri. Questo scambio ha lo scopo di avere un effetto deterrente e garantirà risposte rapide e coordinate per contrastare le pratiche commerciali sleali.

Le nuove norme devono ora essere adottate dal Consiglio dell’Ue. Si applicheranno 18 mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'UE.

 

La direttiva sulle pratiche commerciali sleali (unfair trading practices - UTP), adottata nel 2019, mira a proteggere gli agricoltori da pratiche come i ritardi di pagamento o gli annullamenti con breve preavviso quando vendono i loro prodotti a grandi supermercati e aziende di trasformazione alimentare. Tuttavia, poiché circa il 20% dei prodotti agricoli e alimentari consumati nell'Ue proviene da un altro Stato membro, il nuovo regolamento sulla cooperazione transfrontaliera tra le autorità responsabili dell'applicazione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali mira a migliorare la cooperazione tra queste autorità nei casi di pratiche commerciali sleali in cui fornitori e acquirenti si trovano in Stati membri diversi.

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Argomento
Focus
11/02/2026

Contro il bullismo on line

La Commissione europea ha presentato un Piano d'azioneper combattere il cyberbullismo e proteggere la salute mentale di bambini e adolescenti online. Il Piano d'azione si articola attorno a:tre assi: la disponibilità  di un'app a livello UE in cui le vittime di bullismo online possano facilmente chiedere e ricevere aiuto ( con un semplice click), il coordinamento a livello europeo delle politiche nazionali per contrastare i comportamenti dannosi online e la prevenzione del cyberbullismo; infine la promozione di pratiche digitali  più sicure.

Un App a livello UE per segnalare il cyberbullismo:
Le vittime di cyberbullismo devono disporre di un canale immediato per segnalare le molestie e ottenere aiuto. Per questo motivo, un elemento essenziale del Piano d'azione è il lancio di un'app facile da usare e accessibile per segnalare i casi di cyberbullismo a un centro di assistenza nazionale. Ancora più importante, l'app consentirà a bambini e adolescenti di ricevere supporto e di archiviare e inviare prove in modo sicuro. La Commissione svilupperà un modello dell'app che gli Stati membri potranno poi utilizzare per adattarla e collegarla ai propri servizi competenti.

Un approccio coordinato a livello UE:
Ogni giovane in tutta Europa dovrebbe essere ugualmente protetto dal cyberbullismo. Gli Stati membri dovrebbero elaborare piani nazionali completi e utilizzare una comprensione comune del cyberbullismo per raccogliere e confrontare i dati. Questo è un passo importante verso un fronte più unito contro il cyberbullismo.

Sono in corso iniziative per proteggere e responsabilizzare i minori online. Per aumentarne l'efficacia nella lotta al cyberbullismo. In particolare la Commissione ha pianificato le seguenti misure:

- la revisione delle linee guida del Digital Services Act (DSA) sulla protezione dei minori per rafforzare le misure che le piattaforme online devono adottare per impedire che i minori siano esposti a contenuti dannosi e per segnalarli facilmente;
- Rafforzare il ruolo dei trusted flaggers nella lotta ai contenuti illegali, inclusi i contenuti illegali di cyberbullismo;
- Affrontare il cyberbullismo sulle piattaforme di condivisione video;
- Sostenere l'effettiva attuazione delle norme previste dall'Artificial Intelligence Act sulle pratiche di IA vietate, anche quando utilizzate per il cyberbullismo;
- Facilitare l'effettiva attuazione degli obblighi di trasparenza dell'AI Act, anche attraverso un codice di condotta sull'etichettatura dei contenuti generati dall'IA, che possono essere utilizzati impropriamente per il cyberbullismo.

Ugualmente importante è la prevenzione. Per questo il Piano d'azionbe prevede una nuova revisione delle linee guida destinate a docenti ed educatori sulla alfabetizzazione digitale, nell'ambito dell'obiettivo più ampio di rafforzare le competenze digitali e migliorare l'uso delle tecnologie digitali nell'ambito dell'Unione delle competenze. Parallelamente, la Commissione amplierà le risorse e la formazione sul cyberbullismo per le scuole attraverso i Centri per un Internet più sicuro e la piattaforma "Better Internet for Kids".

La Commissione darà attuazione al Piano in stretto coordinamento con gli Stati membri, l'industria, la società civile, gli organismi internazionali ed ai minori stessi. Inoltre, la Commissione sta lavorando a iniziative future, quali in particolare la sperimentazione di una soluzione UE per la verifica dell'età di chi accede ai social, il futuro Digital Fairness Act e un'indagine sull'impatto dei social media sulla salute mentale.

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10/02/2026

Il concetto di paese terzo sicuro

Ruota intorno a questo concetto il cambio di passo dell'Europa in materia di migrazione. Era il tassello fondamentale per dare attuazione ad una complessa architettura operativa, che vuole in primo luogo discostarsi dal passato: non più accoglienza come implicito teorema, ma rpotezione e distanza di sicurezza quando si manifesta con troppa invadenza la miseria umana degli spostamenti da una terra all'altra.

Lo hanno chiamato Patto per l'Asilo e la Migrazione, il nuovo scenario normativo adottato nel 2024 ed oggi rafforzato dall'accordo sul concetto di paese terzo sicuro, ma un patto rimanda di per sè ad un'intesa. Invece, quello che è accaduto due anni fa e continua ad accadere è soltanto la comune volontà della maggioranza di stati membri di scrollarsi la polvere dalle vesti, rapidamente e senza aloni.

Per fare questo mancava, appunto, il voto del Parlamento europeo sull'ingranaggio fondamentale che permette le operazioni di pulizia (e non di polizia), ossia una lista di paesi cui poter inviare i migranti alle frontiere dell'Europa in attesa di risposta alla loro richiesta di asilo.

Il primo elenco di Paesi di origine sicuri consentirà agli Stati membri di adottare un approccio più uniforme alle domande di asilo dei cittadini provenienti da quei Paesi e le cui domande, quindi, sono da presumersi infondate. Attraverso procedure accelerate basate su una valutazione individuale, gli Stati membri saranno in grado di trattare tali domande di asilo in modo più rapido ed efficiente. Un Paese di origine può essere considerato sicuro sulla base di una valutazione basata su una serie di fonti pertinenti, tra cui l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, l'UNHCR, il Servizio europeo per l'azione esterna e gli Stati membri.

Il concetto di Paese terzo sicuro consente agli Stati membri di considerare inammissibile una domanda di asilo quando i richiedenti potrebbero ricevere protezione effettiva in un Paese terzo considerato sicuro. Con le nuove norme, no vi deve essere necessariamente  collegamento tra il richiedente e il Paese terzo sicuro. Ai sensi del diritto dell'UE, i Paesi terzi possono essere considerati sicuri solo quando i loro sistemi nazionali sono in grado di garantire che non avvengano:  respingimenti, rischi di persecuzione, minaccia alla vita o trattamenti inumani e degradanti.

Il Patto sulla migrazione e l'asilo dovrebbe essere il fondamento della politica dell'UE in materia di asilo e migrazione, garantendo, rispetto al passato, sopratutto la protezione delle frontiere esterne e la responsabilità condivisa dei flussi migratori. L'elenco UE dei paesi di origine sicuri include i paesi candidati all'adesione all'UE, nonché Kosovo, Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Marocco e Tunisia.

Gli Stati membri avranno ora maggiore flessibilità nell'applicare il concetto di paese terzo sicuro, potendo scegliere di applicare il concetto quando vi è un collegamento tra il richiedente asilo ed il paese terzo sicuro, oppure quando il richiedente ha soltanto transitato attraverso un paese sicuro prima di raggiungere l'UE o infine, tasto più delicato, in presenza di un accordo o di un'intesa con un paese terzo considerato sicuro.

 

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Focus
06/02/2026

La Giornata della Commissione 06/02/2026

Tik Tok ed i gravi pericoli per i minori

I social hanno rivoluzionato la vita di tanti, ma in pochi all'inizio hanno percepito che non ogni rivoluzione è necessariamente positiva, se i c.d. effetti collaterali possono oltremodo superare gli apsetti positivi. Tutto questo perchè lo strumento in seè, concepito per abbattere le distanze che nel mondo virtulae non hanno ragione di essere, è diventato nelle mani di pochi pionieri del web, un'arma di distrazione di massa, potrenzialmente tossica.

L'Europa per prima corre ai ripari grazie al fatto di essersi dotato di regole almeno in astratto incisive. E' così che una scure non di poco conto si abbatte oggi su Tik Tok, smascherando le sue troppe influenze negative, in particolare sui giovani. La Commissione Europea, infatti,  ha stabilito in via preliminare che TikTok viola il Digital Services Act per il suo design che crea dipendenza attraverso le funzionalità come lo scorrimento infinito, la riproduzione automatica, le notifiche push e il suo sistema di raccomandazione altamente personalizzato.

Henna Virkkunen, Vicepresidente Esecutiva per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, ha dichiarato: "La dipendenza dai social media può avere effetti negativi sullo sviluppo mentale di bambini e adolescenti. Il Digital Services Act rende le piattaforme responsabili degli effetti che possono avere sui loro utenti. In Europa, applichiamo la nostra legislazione per proteggere i nostri bambini e i nostri cittadini online".

L'indagine della Commissione indica in via preliminare che TikTok non ha valutato adeguatamente in che misura queste funzionalità che creano dipendenza provochino danni anche gravi al benessere fisico e mentale dei suoi utenti, compresi minori e adulti vulnerabili. TikTok a sua volta, sembra non aver implementato misure ragionevoli, proporzionate ed efficaci per mitigare i rischi derivanti dal suo design che crea dipendenza.

La tutela del giornalismo libero e professionale nella giungla del web

La Commissione Europea ha pubblicato nuove linee guida per garantire che il giornalismo professionale sia riconosciuto e tutelato sulle piattaforme digitali. Le linee guida sono rivolte alle Very Large Online Platforms (VLOP) – secondo la definizione del Digital Services Act – ed ai fornitori di servizi d'informazione per orientarle nell'attuazione corretta dello European Media Freedom Act. L'articolo 18, paragrafo 1, dello European Media Freedom Act protegge i contenuti informativi online da rimozioni arbitrarie ed ngiustificate. Le norme impongono alle VLOP di notificare in anticipo ai fornitori di servizi media l'intenzione di rimuovere contenuti giornalistici e di spiegare chiaramente le ragioni della loro decisione. I fornitori di servizi media hanno inoltre 24 ore di tempo per rispondere prima che la rimozione abbia effetto. Per beneficiare di queste garanzie, i fornitori di servizi d'informazione devono rilasciare una dichiarazione con cui confermano di soddisfare determinati requisiti, quali l'indipendenza editoriale e la assoggettabilità a vigilanza regolamentare, attraverso una specifica funzionalità predisposta dalle VLOP.

Le linee guida servono ad aiutare le VLOP a implementare questa  funzionalità  ed a guidari i fornitori di servizi media nella compilazione e gestione delle loro dichiarazioni. Descrivono inoltre le procedure che consentono ai VLOP di consultare le autorità di regolamentazione in caso di dubbi e di coinvolgere le organizzazioni della società civile, compresi i fact-checker, nella revisione delle dichiarazioni.

La Commissione ha elaborato queste linee guida attraverso un'ampia consultazione con i fornitori di servizi media, la società civile e le organizzazioni di fact-checker, le autorità di regolamentazione e i rappresentanti dei fornitori di VLOP, tra gli altri.

Con la maggior parte delle disposizioni in vigore dall'agosto 2025, lo European Media Freedom Act è un atto legislativo fondamentale per tutelare il pluralismo e l'indipendenza dei media nell'UE, garantendo che i media, pubblici e privati, possano operare più facilmente a livello transfrontaliero nel mercato interno dell'UE, senza indebite pressioni e tenendo conto della trasformazione digitale del settore mediatico.

I primi frutti del partenariato strategico  con l'India 

La Commissione europea e l'India hanno avviato oggi discussioni esplorative volte a valutare una possibile associazione dell'India a Horizon Europe, il programma di punta dell'UE da 93,5 milioni di euro, progettato per promuovere la ricerca e l'innovazione oltre i confini internazionali. Questa iniziativa fa seguito al recente 16° vertice UE-India tenutosi a Nuova Delhi, dove entrambe le parti hanno ribadito il loro impegno ad approfondire la cooperazione strategica in materia di commercio, sicurezza, scienza, innovazione e mobilità.

In caso di favorevole esito delle trattative,, i ricercatori e le istituzioni indiane potranno ricevere finanziamenti direttamente da Horizon Europe ed essere capofila dei progetti, con l'India che fornirebbe un contributo finanziario al programma. L'associazione sosterrà una collaborazione strutturata e a lungo termine tra gli attori europei e indiani della ricerca e dell'innovazione, faciliterà progetti congiunti nell'ambito di Horizon Europe e rafforzerà la cooperazione su priorità scientifiche e tecnologiche condivise.

La cooperazione UE-India in materia di ricerca e innovazione è stata istituita con l'Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica, firmato nel 2001 e prorogato fino al 2030 durante il vertice UE-India del mese scorso, a sottolineare l'impegno per il progresso reciproco in ambito scientifico.

Ekaterina Zaharieva, Commissaria per le Startup, la Ricerca e l'Innovazione, ha dichiarato: "La scienza funziona meglio quando i confini non ostacolano le idee. Esplorare l'associazione dell'India a Horizon Europe significa mettere in contatto talento, ambizione e fiducia e costruire soluzioni insieme su scala globale".

Attualmente, Horizon Europe ha stabilito accordi di associazione con 22 paesi extra-Ue. L'elenco include Albania, Armenia, Bosnia-Erzegovina, Canada, Egitto, Isole Faroe, Georgia, Islanda, Israele, Corea, Kosovo, Moldavia, Montenegro, Nuova Zelanda, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia, Svizzera, Turchia, Tunisia, Ucraina e Regno Unito, mentre i negoziati con il Giappone si sono conclusi con successo a dicembre.

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La Giornata UE
05/02/2026

La Giornata della Commissione 05/02/2026

Maggiore sicurezza per i cavi sottomarini

I cavi dati sottomarini, che trasportano il 99% del traffico internet intercontinentale, sono essenziali per la vita moderna e l'economia europea. L'Europa si trova a dover far fronte ad uno stato di crescenti rischi nei confronti di queste infrastrutture critiche, per questo la Commissione europea sta intensificando gli sforzi per migliorarne la sicurezza e la resilienza. In questo contestosi colloca l'adozione di un Toolbox per la sicurezza dei cavi, che comprende misure di mitigazione del rischio e un elenco di progetti di cavi di interesse europeo (CPEI). In linea con le nuove misure anche la modifica del  programma di lavoro del Meccanismo per collegare l'Europa (CEF), così da  stanziare 347 milioni di euro destinati a  progetti strategici di cavi sottomarini, che verranno assegnati tramite un bando da 20 milioni di euro, che si è aperto oggi.

Il Toolbox delinea sei misure strategiche e quattro misure tecniche e di supporto per migliorare la sicurezza delle infrastrutture di cavi sottomarini. Si basa sulla valutazione dei rischi dell'ottobre 2025, che ha identificato scenari di rischio, minacce, vulnerabilità e dipendenze. L'elenco delle 13 aree CPEI per il finanziamento pubblico specifica tre fasi quinquennali, fino al 2040, per finanziare progetti volti a rafforzare la resilienza dei cavi sottomarini. Il bando da 20 milioni di euro nell'ambito del CEF Digital finanzierà moduli adattabili per la riparazione dei cavi sottomarini. Questi moduli saranno installati presso porti o cantieri navali per ripristinare rapidamente i servizi dei cavi sottomarini. Si tratta della prima fase di un'iniziativa più ampia pianificata per tutti i principali bacini marittimi dell'Unione Europea, tra cui il Baltico, il Mediterraneo e l'Atlantico.

Le iniziative odiernefanno parte del Piano d'azione dell'UE sulla sicurezza dei cavi, volto ad aumentare la sicurezza e la resilienza dei cavi sottomarini europei, anche contrastando l'aumento dei danni intenzionali e dei sabotaggi. Nell'ambito dell'attuale Programma di lavoro pluriennale del CEF Digital (2024-2027), sono stati stanziati complessivamente 533 milioni di euro per progetti di cavi sottomarini, di cui 186 milioni di euro già assegnati a 25 progetti.

La BEI anticipa i tempi su ETS2

La Banca Europea per gli Investimenti ha concordato con la Commissione europea un meccanismo di anticipazione dei fondi destinanti all'attuazione del nuovo sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS2), mettendo a disposizione 3 miliardi di euro per accelerare gli investimenti nella decarbonizzazione dei settori coperti, in particolare l'edilizia e il trasporto su strada. Gli  Stati membri che hanno recepito l'ETS2 potranno accedere ai programmi di finanziamento e prefinanziamento prima dell'entrata in vigore del nuovo sistema nel 2028 e della riscossione dei relativi proventi.

I finanziamenti anticipati stimoleranno principalmente gli investimenti in sistemi di riscaldamento e raffreddamento più puliti e ridurranno la domanda di energia nelle abitazioni e negli edifici dell'UE. Garantiranno che la transizione nei settori ETS2 sia socialmente equa ed economicamente efficiente, e sosterranno gli obiettivi climatici ed energetici dell'UE. Gli investimenti futuri andranno a diretto beneficio delle famiglie a basso e medio reddito, rendendo le soluzioni pulite più accessibili ai cittadini, in linea con gli obiettivi del Fondo Sociale per il Clima e dei Piani Sociali per il Clima nazionali.

Il Commissario per il Clima, le Emissioni Nette Zero e la Crescita Pulita, Wopke Hoekstra, ha dichiarato: "Con lo strumento di anticipazione ETS2 della BEI, 3 miliardi di euro vengono messi a disposizione degli Stati membri per sostenere le famiglie a basso e medio reddito nella transizione verso l'economia pulita. L'obiettivo è accelerare l'implementazione di soluzioni che riducano le bollette energetiche e dei trasporti, come le pompe di calore e i sistemi di veicoli elettrici. Questo fa parte di un pacchetto di misure volte a garantire un'introduzione graduale dell'ETS2 e una transizione socialmente equa. E si aggiungerà al Fondo Sociale per il Clima."

Lo strumento di anticipazione ETS2 sosterrà anche misure volte a incoraggiare il passaggio al trasporto pubblico in sharing, migliorare la multimodalità ed espandere i programmi di mobilità elettrica. Contribuirà inoltre ad accelerare l'adozione di veicoli a zero emissioni, biciclette elettriche e la realizzazione di infrastrutture di ricarica e rifornimento. Il meccanismo di anticipo fa parte del pacchetto di misure proposte dalla Commissione per garantire un avvio graduale e graduale dell'ETS2.

Apple Maps e Apple ADS si salvano dalla scure del Digital Markets Act

Secondo la decisione assunta dalla Commissione Europea il servizio di pubblicità online Apple Ads e il servizio di intermediazione online Apple Maps di Apple non vanno considerati importanti gateway tra utenti aziendali e utenti finali.ai sensi del Digital Markets Act ("DMA"). Questi servizi, introdotti da Apple del 27 novembre 2025, non rientrano in quanto Apple Maps ha un tasso di utilizzo complessivo relativamente basso nell'UE e che Apple Ads ha una portata molto limitata nel settore della pubblicità online nell'UE.

La Commissione continuerà a monitorare gli sviluppi del mercato relativi a questi servizi, qualora dovessero verificarsi cambiamenti sostanziali. Questa decisione non incide sulla designazione di Apple come gatekeeper nel settembre 2023 e nell'aprile 2024 per altri servizi principali della piattaforma.

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La Giornata UE
04/02/2026

La Giornata della Commissione 04/02/2026

Sconfiggere il cancro forse un giorno si potrà

In occasione della Giornata mondiale contro il cancro il 4 febbraio, la Commissione europea ha presentato la nuova versione del Codice europeo contro il cancro. Il Codice raccoglie misure pratiche di prevenzione della malattia ed è il risultato di quattro anni di lavoro da parte di oltre 60 esperti europei. Le linee guida si basano su evidenze scientifiche e sono adattate alla popolazione e ai sistemi sanitari dell'UE.

Il cancro rappresenta una sfida significativa per la salute pubblica nell'UE, con circa 2,7 milioni di nuovi casi di cancro e 1,3 milioni di decessi correlati al cancro nel 2024. Oltre al peso emotivo che il cancro comporta sulla vita quotidiana di milioni di persone e dei loro cari, il cancro ha anche notevoli conseguenze economiche, stimate in 100 miliardi di euro all'anno in Europa. La Giornata mondiale contro il cancro 2026 segna anche il quinto anniversario del Piano europeo per la lotta contro il cancro, che ha consentito di investire  oltre 2,7 miliardi di euro in attività di prevenzione, diagnosi precoce, trattamento e assistenza in tutta Europa, nonché a migliorare la qualità della vita dei malati di cancro. La Commissione collabora attualmente con quasi 630 organizzazioni nell'ambito del Piano Oncologico. Molto si sta cercando di fare anche sul fronte della ricerca grazie ad un nuovo strumento del programma Horizon Europe, le c.d. Missioni istituite su base tematica; una di esse è dedicata alla lotta ai tumori perr  approfondire la nostra comprensione e a rafforzare la ricerca scientifica sui fattori scatenanti del cancro, siano essi processi biologici, fattori di rischio o determinanti della salute.

Oggi la Commissione ha inoltre pubblicato una dichiarazione congiunta a nome dei Commissari Várhelyi e Albuquerque sul "diritto all'oblio", riunendo le organizzazioni oncologiche, la comunità medica e il settore assicurativo per avviare un dialogo su un codice di condotta per l'equo accesso dei pazienti oncologici ai servizi finanziari.

La cooperazione con i Balcani cruciale per il controllo delle frontiere

Il Commissario per gli Affari Interni e la Migrazione, Magnus Brunner, deve recarsi in Montenegro e Albania per dialogare con le autorità nazionali sui temi della gestione della migrazione, della sicurezza delle frontiere, della lotta alla criminalità organizzata e dello Stato di diritto. Si tratta della sua seconda visita nella regione dopo aver partecipato alla riunione ministeriale dei Balcani occidentali dell'ottobre scorso. La visita del Commissario intende sottolineare il forte impegno dell'Unione Europea nell'approfondire la cooperazione con i Balcani occidentali e nel sostenere entrambi i Paesi nel rafforzamento della sicurezza e nel loro percorso di integrazione europea.

In Montenegro, il Commissario Brunner incontrerà il Vice Primo Ministro per la Sicurezza, la Difesa, la Lotta alla Criminalità e la Politica Interna, Aleksa Bečić, il Vice Primo Ministro per gli Affari Esteri ed Europei, Filip Ivanović, il Ministro dell'Interno Danilo Šaranović e il Direttore della Polizia montenegrina. I colloqui si concentreranno sulle principali sfide in materia di sicurezza, sulla gestione della migrazione, sull'allineamento dei visti, sugli sforzi di lotta al traffico di esseri umani e sulla cooperazione operativa con le agenzie dell'UE. Il Commissario parteciperà inoltre a un'ispezione aerea, anche con l'ausilio di droni, dei confini del Montenegro con Albania e Kosovo, e incontrerà le guardie di frontiera montenegrine e gli agenti di Frontex.

In Albania, il Commissario Brunner incontrerà il Primo Ministro, Edi Rama, e il Ministro degli Interni, Albana Koçiu, per uno scambio di opinioni sulla cooperazione in materia di gestione della migrazione, sicurezza delle frontiere e lotta alla criminalità organizzata, nonché sui progressi dell'Albania nell'allineamento agli standard dell'UE. Sarà inoltre informato sul lavoro della Struttura speciale contro la corruzione e la criminalità organizzata (SPAK). Il Commissario concluderà la sua visita incontrando le guardie di frontiera di Frontex e osservando la cooperazione operativa sulla gestione delle frontiere nel porto di Durazzo. La visita rappresenta una parte importante del lavoro della Commissione nel contesto dell'Alleanza portuale dell'UE.

Il tema della difesa negli incontri con Albania e Slovenia

Il Commissario per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, si recherà a Lubiana, in Slovenia, il 5 e 6 febbraio per discutere della preparazione della difesa europea e del potenziamento dell'industria della difesa, nonché di come trasformare gli obiettivi di sicurezza in azioni industriali concrete. La visita sarà occasione per una serie di incontri, tra cui con i membri del Parlamento sloveno ed europeo e con il Primo Ministro Robert Golob. Più tardi, quella mattina, il Commissario Kubilius interverrà in una sessione parlamentare congiunta, dove dovrebbe sottolineare l'urgenza di passare da una spesa nazionale frammentata a un pilastro europeo della difesa unificato. Il Commissario incontrerà anche il Ministro della Difesa Borut Sajovic e il Ministro degli Affari Esteri Tanja Fajon. Infine il Commissario visiterà la caserma Edvard Peperko per vedere le strutture militari slovene locali e incontrerà studenti di studi sulla difesa e rappresentanti della società civile presso la Facoltà di Studi Sociali di Lubiana.

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La Giornata UE
02/02/2026

L'ascesa sulla scena globale della Banca Europea per gli Investimenti

La Banca Europea per gli investimenti è sicuramente un attore di primo piano nel processo di adattamento dell’Unione Europea alle sfide del tempo presente. Da ordinaria istituzione finanziaria in grado di operare con efficacia sul mercato dei capitali per sostenere gli stati membri ed le imprese di grandi dimensioni che investono in progetti di particolare rilevanza, la BEI si può dire che sia diventata il braccio armato finanziario della Commissione europea nella sua veste geopolitica e alla ricerca dei mezzi economici per esserne all'altezza, visto che il bilancio europeo è rigido e la prospettiva di un debito comune stenta a decollare.

Quanto la Banca stia facendo lo si apprende bene dall’analisi dell’ultimo report che elenca attività e settori che hanno visto nel 2025 un vertiginoso incremento dell’operatività della Banca, con l’impiego di  tutta la sua potenza di fuoco per sostenere la competitività, la sicurezza e l'autonomia strategica dell'Europa. Con un finanziamento record su base annuale  di 100 miliardi di euro, i risultati nel 2025 indicano che gli investimenti nella transizione verde e digitale, nella sicurezza e difesa, le nuove priorità come l'edilizia abitativa, e per il rafforzamento di partenariati in tutto il mondo, hanno raggiunto i massimi storici.

"L'Europa è una superpotenza e dobbiamo dare il massimo e credere nelle nostre capacità", ha dichiarato la Presidente del Gruppo BEI, Nadia Calviño. "Il Gruppo BEI sta facendo la differenza. Investendo nella prosperità condivisa, nella sicurezza, nell'autonomia strategica e nei valori europei, l'Europa mantiene le promesse fatte ai cittadini e ai partner".

Transizione verde

Quasi il 60% dei finanziamenti totali del Gruppo BEI nel 2025 è stato destinato a progetti green.

Un importo record di 11,6 miliardi di euro è stato destinato a progetti di reti e stoccaggio, a sostegno della sicurezza dell'approvvigionamento elettrico. Saranno finanziate la costruzione o all'ammodernamento di 56.000 km di linee elettriche, con progetti riguardanti l'interconnessione del Golfo di Biscaglia tra Spagna e  Francia, il cavo sottomarino che collegherà due regioni dell'Italia centrale, fino alle reti locali e alle infrastrutture elettriche municipali in Germania.

Un quinto di tutta la nuova capacità solare installata, un progetto eolico onshore su tre, nonché la stragrande maggioranza di tutti i progetti eolici offshore nel 2025 sono stati finanziati con il supporto della BEI. Prodotti finanziari personalizzati hanno sostenuto le industrie manifatturiere dell'energia eolica e delle reti dell'UE, mentre si prevede che volumi di investimenti record nell'efficienza energetica ridurranno le bollette per le piccole e medie imprese e le famiglie. Lo scorso anno, i finanziamenti del Gruppo BEI hanno sostenuto circa un terzo degli investimenti totali per la transizione energetica nell'UE.

Oltre alle tecnologie pulite, il Gruppo BEI sostiene l'innovazione interna nei settori della salute e delle biotecnologie, dell'intelligenza artificiale e di altre tecnologie dirompenti, delle infrastrutture digitali e delle materie prime critiche. Con il lancio di TechEU lo scorso anno, il più grande programma di finanziamento per l'innovazione di sempre, il Gruppo BEI prevede di mobilitare almeno 250 miliardi di euro di investimenti entro il 2027, garantendo che idee, tecnologie e aziende innovative nate nell'UE possano rimanere, crescere e prosperare qui. Si stima che i finanziamenti erogati solo lo scorso anno mobiliteranno oltre 100 miliardi di euro di investimenti, dalle reti 6G basate sull'intelligenza artificiale alla produzione di semiconduttori.

Attraverso il Fondo europeo per gli investimenti (FEI), la  BEI ha erogato quasi 16 miliardi di euro in garanzie e finanziamenti azionari per piccole imprese e startup in tutta l'UE. Si stima che il FEI abbia contribuito a quasi un quarto di tutto il capitale di rischio raccolto dai fondi europei lo scorso anno. Nei prossimi mesi, amplierà il campo d’azione dell’Iiniziativa European Tech Champions, con la creazione di 12 mega fondi di capitale di rischio in Europa.

Sicurezza e difesa

In risposta al nuovo scenario geopolitico, il Gruppo BEI ha ampliato significativamente la portata delle sue attività nel settore della sicurezza e della difesa. Gli investimenti in sicurezza e difesa sono quadruplicati, raggiungendo oltre 4 miliardi di euro, pari a quasi il 5% dei finanziamenti UE del Gruppo BEI, con progetti di punta che vanno dai campi militari e centri di manutenzione alla ricerca e sviluppo in sistemi radar avanzati, dai sensori essenziali per la protezione dei fondali marini e delle risorse sottomarine europee alle infrastrutture di sicurezza informatica ed allo spazio. Inoltre, attraverso accordi di prestito con intermediari finanziari n Germania, Francia, Spagna, Grecia e Austria, il Gruppo BEI ha facilitato l'accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese nella catena di fornitura dei grandi appalti nel settore della difesa, mentre il FEI, in qualità di investitore di riferimento, ha promosso lo sviluppo di un ecosistema di capitale di rischio che investe in aziende della difesa con un approccio paneuropeo.

Sviluppo e coesione sociale

Nel 2025 Il Gruppo BEI si è concentrato su investimenti che sostengono il modello economico e i valori europei. Gli investimenti per la coesione hanno raggiunto un livello record, con oltre il 50% degli investimenti  destinati a progetti nelle regioni meno sviluppate d'Europa. Il Piano per un'edilizia abitativa accessibile e sostenibile, lanciato nel 2025 dalla BEI insieme con la Commissione europea, ha portato i finanziamenti per l'innovazione, la ristrutturazione e la nuova costruzione a oltre 5 miliardi di euro, con un aumento di quasi il 50% su base annua e con un ulteriore incremento previsto per il 2026. Dalle residenze studentesche in Grecia all'edilizia popolare in Belgio, dagli ospedali e dalle strutture sanitarie in Spagna alle scuole primarie in Francia, il finanziamento delle infrastrutture sociali, il cui impatto è avvertito quotidianamente dai cittadini dell'UE, è una priorità fondamentale per il Gruppo BEI.

Anche i finanziamenti per l'agricoltura e la bioeconomia hanno raggiunto la cifra record di quasi 8 miliardi di euro, rafforzando un settore vitale per l'economia e la sicurezza alimentare europea, sostenendo le comunità rurali e creando un futuro sostenibile per i giovani e i nuovi agricoltori, che incontrano difficoltà finanziarie.

Costruire ponti e partnership in tutto il mondo.

Il Gruppo BEI ha inoltre stanziato oltre 9 miliardi di euro per le sue operazioni a livello globale, volte a istituire  partnership internazionali strategiche. Ad esempio, nel 2025, i finanziamenti del Gruppo BEI per progetti in campo idrico  hanno raggiunto la cifra record di 5 miliardi di euro a livello globale. La BEI è il maggiore finanziatore pubblico al mondo nel settore idrico e leader mondiale negli investimenti in sanità, energia pulita e trasporti. Gli investimenti nel sostegno al settore privato e all'imprenditorialità offrono opportunità per i giovani e le donne nelle economie emergenti.

Anche I finanziamenti per l'Ucraina hanno raggiunto un nuovo record e ora superano i 4 miliardi di euro dall'inizio dell'invasione russa, per scuole, ospedali e strutture comunitarie al teleriscaldamento e alla fornitura di energia elettrica.

Insomma, un esempio concreto di un'Europa che funziona.

Piercarlo Valtorta

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