L'Europa nello spazio
L'Europa porta avanti i piani per una nuova missione in orbita. Insieme a Grecia, Italia, Paesi Bassi, Svezia e Norvegia, l'UE ha firmato una dichiarazione congiunta a sostegno della missione pilota ISOS (In-Space Operations and Services), un passo avanti verso un'infrastruttura europea di servizi in orbita.
Andrius Kubilius, Commissario per la Difesa e lo Spazio, ha dichiarato: "L'Europa mantiene il suo ruolo di leadership nell'azione spaziale compiendo il primo passo verso la creazione di una nuova capacità per le operazioni e i servizi in orbita, creando nuove opportunità di business per i talenti europei nell'economia spaziale".
ISOS è destinata a rivoluzionare la politica europea nello spazio per obiettivi operativi quali la cattura e il riposizionamento dei satelliti, l'ispezione e la riparazione dei satelliti, la logistica in orbita, la produzione in orbita e la rimozione di detriti. Aiuterà l'Europa a gestire, manutenere, riparare, amministrare ed estendere il ciclo di vita dei sistemi spaziali una volta in orbita, riducendo i costi di sostituzione e garantendo la protezione e l'utilizzo a lungo termine delle risorse spaziali europee. Germania, Francia, Lussemburgo, Portogallo e Spagna avevano già firmato la dichiarazione lo scorso anno. La dichiarazione è aperta a ulteriori adesioni. Anche la Commissione europea e l'Agenzia spaziale europea hanno firmato la stessa dichiarazione, suggellando una consolidata cooperazione nel settore spaziale.
L'Europa guarda all'Africa meridionale
L'UE celebra il decimo anniversario della firma dell'Accordo di partenariato economico (APE) con la Comunità di sviluppo dell'Africa meridionale (SADC). Dalla sua firma a Kasane esattamente dieci anni fa, questo accordo commerciale e di sviluppo ha collegato persone e imprese di Botswana, Lesotho, Mozambico, Namibia, Eswatini e Sudafrica con gli Stati membri dell'UE, apportando chiari vantaggi per tutte le parti. Gli scambi commerciali complessivi tra i 27 Stati membri dell'UE e i sei partner della SADC sono aumentati costantemente, con una crescita del 26% negli ultimi dieci anni, e le importazioni dell'UE dagli Stati della SADC sono cresciute del 38% nello stesso periodo. Inoltre, gli investimenti dell'UE nella SADC hanno raggiunto i 50,4 miliardi di euro nel 2024, con un incremento del 23% rispetto al 2016. Grazie a questi successi ottenuti attraverso l'APE, l'UE è oggi il principale partner economico dei sei Stati membri della SADC. In questo periodo di instabilità geoeconomica, questa partnership rappresenta un chiaro esempio di come legami economici profondi e diversificati siano la migliore assicurazione contro l'imprevedibilità dei mercati globali.
Accordo di libero scambio con alcuni paesi africani
L'Europa ha concluso i negoziati per un accordo di partenariato economico (APE) rafforzate con quattro Stati dell'Africa orientale e meridionale (Comore, Madagascar, Mauritius e Seychelles). Il Commissario Maros Šefčovič, ha partecipato in videoconferenza alla cerimonia di chiusura che si è svolta oggi a Mauritius. L'APE rappresenta il primo accordo di questo tipo firmato tra l'UE e i partner dell'Africa subsahariana e costituisce un importante punto di riferimento per le future relazioni economiche UE-Africa. E' aperto all'adesione di altri paesi dell'Africa orientale e meridionale.
L'APE stabilisce un solido quadro di riferimento per avvicinare l'UE e gli Stati dell'Africa orientale e meridionale, basato su regole chiare e prevedibili. Promuove la diversificazione economica per entrambe le parti, e sostiene al contempo una più profonda integrazione economica regionale e continentale e lo sviluppo sostenibile negli Stati dell'Africa orientale e meridionale. Potranno crearsi nuove opportunità per i consumatori e le imprese di entrambi i continenti. L'UE, infatti, è il principale partner commerciale dei quattro Stati dell'Africa orientale e meridionale (ESA4), rappresentando il 24% del suo commercio totale di beni e il 33% del suo commercio totale di servizi. Nel 2024, il volume totale degli scambi di beni e servizi tra l'UE e gli Stati membri dell'ESA4 ha raggiunto i 9,7 miliardi di euro, di cui 5,2 miliardi di euro di importazioni UE e 4,5 miliardi di euro di esportazioni UE.
Il Commissario Šefčovič ha dichiarato: “Il nostro Accordo di Partenariato Economico con Comore, Madagascar, Mauritius e Seychelles è il primo accordo di libero scambio moderno e completo dell'UE con partner dell'Africa subsahariana e l'accordo odierno per rafforzarlo e modernizzarlo rappresenta una pietra miliare storica nelle relazioni UE-Africa. Con quasi 10 miliardi di euro di scambi commerciali e 20 miliardi di euro di investimenti diretti esteri solo nel 2024, questo accordo sta già producendo risultati tangibili: crea posti di lavoro, attrae imprese e aiuta i nostri partner ESA4 a diversificare in settori a maggior valore aggiunto. La conclusione è solo l'inizio. L'attuazione è ciò che trasforma l'ambizione in opportunità concrete. Pertanto, non vediamo l'ora di lanciare presto il nostro primo Forum economico UE-ESA congiunto per mettere in contatto le nostre comunità imprenditoriali e sbloccare il pieno potenziale di questo partenariato.”
Un Codice di condotta per lo sviluppo di modelli generativi di IA
La Commissione europea ha pubblicato il Codice di condotta riguardante l'etichettatura dei contenuti generati dall'IA. Il Codice è volontario e si rivolge a quanti, produttori e utilizzatori di sistemi di intelligenza artificiale (IA) generativa, si trovano a dover rispettare gli obblighi di trasparenza previsti dalla legge sull'IA (AI Act), che entreranno in vigore a partire dal 2 agosto 2026.
A partire da tale data, l'AI Act impone che i testi generati o manipolati dall'IA su argomenti di interesse pubblico siano chiaramente etichettati. Gli utenti dovranno essere informati quando interagiscono con un sistema interattivo di IA, come un chatbot. Questi requisiti di trasparenza aiutano le persone a riconoscere quando un contenuto è stato generato o modificato dall'IA, riducendo il rischio di deepfake e manipolazione.
Il Codice è stato redatto da un pool di sei esperti indipendenti, con il contributo di oltre 180 stakeholders.. Vi figurano fornitori e utilizzatori di sistemi e modelli di IA interattivi e generativi, associazioni dei consumatori, piccole e medie imprese, il mondo accademico, il settore pubblico e le organizzazioni della società civile.
La BEI al servizio della competitività europea
La Commissione europea e il Gruppo della Banca europea per gli investimenti (BEI) hanno firmato un accordo che prevede un ulteriore finanziamento di 22 miliardi di euro nell'ambito del programma InvestEU. L'aumento riflette anche l'adozione del regolamento "Omnibus II" nel dicembre 2025 per il rafforzamento del il programma, che ha già mobilitato 400 miliardi di euro di capitali pubblici e privati in settori prioritari chiave.
La BEI prevede che l'impatto finanziario totale dei progetti sostenuti attraverso qyesto aumento del finanziamento si aggiri intorno ai 70 miliardi di euro entro la fine dell'attuale Quadro finanziario pluriennale (QFP), oltre dunque l'obiettivo minimo di 55 miliardi di euro prefisso con il pacchetto Omnibus II. L'ampliamento del programma InvestEU avrà ricadute positive su oltre 130.000 piccole e medie imprese (PMI), offrendo loro maggiore accesso ai finanziamenti. Inoltre, in linea con l'impegno della Commissione a ridurre gli oneri amministrativi, tutte le PMI sostenute nell'ambito di InvestEU beneficeranno di procedure semplificate, garantendo così un accesso più rapido e agevole ai finanziamenti, nonché una riduzione degli obblighi di rendicontazione. La modifica pone inoltre le basi per il futuro strumento InvestEU nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale e del futuro Fondo europeo per la competitività.