Inizia l'era dell'AI Act
A partire dal 2 agosto 2026, l'Ufficio per l'IA della Commissione europea, insieme alle autorità nazionali, inizierà ad applicare la legge sull'intelligenza artificiale (IA). A partire dalla stessa data, entreranno in vigore nuove norme sulla trasparenza, che impongono a determinati sistemi di IA di informare gli utenti quando interagiscono con un'IA e quando i contenuti sono stati generati o modificati da essa. In base alle nuove norme, i chatbot e altri sistemi interattivi di IA dovranno informare gli utenti che stanno interagendo con un'IA e non con un essere umano. I deepfake (immagini, video o audio modificati o generati tramite IA) dovranno essere etichettati. I contenuti generati o modificati dall'IA dovranno inoltre riportare marcatori leggibili automaticamente per facilitarne l'individuazione.
Le misure mirano a ridurre l'inganno e la manipolazione e ad aiutare le persone a compiere scelte consapevoli. Inoltre, conferiscono alle imprese obblighi più chiari e un modo pratico per dimostrare la conformità. La Commissione ha pubblicato oggi un primo elenco di oltre 180 organizzazioni che hanno firmato il Codice di condotta sulla trasparenza dei contenuti generati dall'IA, che rende operative le norme in materia. Man mano che l'intelligenza artificiale diventa sempre più potente e integrata nella vita di tutti i giorni, l'AI Act contribuisce a garantire che lo sviluppo, l'implementazione e l'utilizzo dell'IA avvengano in modo sicuro, infondendo maggiore fiducia in questa tecnologia a cittadini e imprese in tutta l'UE.
Un aiuto agli agricoltori europei
La Commissione europea ha adottato misure per aiutare gli agricoltori che si trovano ad affrontare il forte aumento dei costi dei fertilizzanti e per sostenere la sicurezza alimentare europea. Negli ultimi mesi, le tensioni geopolitiche e le interruzioni delle forniture hanno fatto lievitare i prezzi dei fertilizzanti in tutta Europa. Modifiche mirate alla Politica agricola comune (PAC) consentiranno agli Stati membri di fornire agli agricoltori un sostegno più rapido e flessibile per l'accesso ai fertilizzanti.
Queste misure comprendono tre elementi principali. In primo luogo, un nuovo regime di liquidità per il sostegno in situazioni di crisi, cofinanziato fino al 65% dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR). Può includere fondi non utilizzati che altrimenti andrebbero persi e gli Stati membri possono aggiungere finanziamenti nazionali fino al 200%. Per garantire un'erogazione rapida e ridurre al minimo gli oneri amministrativi, il sostegno può essere erogato come importo fisso per ettaro e attuato attraverso i piani strategici della PAC. In secondo luogo, gli Stati membri avranno la possibilità di fornire pagamenti diretti anticipati agli agricoltori entro il 16 ottobre con un tasso di anticipo maggiorato, aiutandoli a migliorare il flusso di cassa. Infine, gli Stati membri avranno maggiore flessibilità nell'affrontare l'impatto degli elevati prezzi dei fertilizzanti, adeguando le proprie assegnazioni per i pagamenti diretti per l'anno solare 2027.
Queste misure integrano il pacchetto di sostegno finanziario eccezionale di 540 milioni di euro annunciato nel Piano d'azione per i fertilizzanti e adottato il 27 luglio. La Commissione continuerà a dare attuazione al Piano per ridurre l'esposizione degli agricoltori a future crisi e, attraverso queste azioni, rafforzare la sicurezza alimentare, l'autonomia strategica e la competitività dell'UE.
Non buttare, ma riparare. Con buona pace delle garanzie implacabili
E' da oggi ufficialmente in applicazione la Direttiva sul Diritto alla Riparazione, adottata nel luglio 2024, che promuove il consumo sostenibile facilitando la riparazione dei prodotti anziché la loro sostituzione. La nuova legislazione comnitaria aiuterà i consumatori a risparmiare denaro, ridurre gli sprechi, prolungare il ciclo di vita dei prodotti e diminuire le emissioni di gas serra. In base alla Direttiva, i consumatori possono richiedere la riparazione dei loro prodotti guasti, come smartphone, lavatrici o frigoriferi, anche se la garanzia legale è scaduta.
I produttori dovranno offrire tali riparazioni a un prezzo ragionevole e in tempi ragionevoli. Dovranno inoltre fornire informazioni chiare sui propri siti web in merito ai servizi di riparazione offerti e ai prezzi indicativi. Non sarà loro consentito rifiutare la riparazione o adottare pratiche che la impediscano o scoraggino i consumatori dall'utilizzarla. Dovranno inoltre rendere i pezzi di ricambio accessibili e a prezzi contenuti.
Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato: “L’Europa non deve diventare un continente che butta via la tecnologia. Il futuro è intelligente, riparabile e circolare. Facilitando le riparazioni, sosteniamo l’innovazione, rafforziamo l’industria europea e riduciamo la nostra dipendenza dalle materie prime importate”.
Michael McGrath, Commissario per la democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, ha affermato: “Scegliere di riparare un prodotto anziché sostituirlo significa scegliere l’accessibilità economica, la circolarità e la competitività. La direttiva sul diritto alla riparazione soddisfa tutti e tre questi requisiti. La sua piena applicazione in tutta l’UE farà una reale differenza per i consumatori, l’ambiente e le piccole imprese, aiutandoci al contempo a realizzare la nostra ambizione di un’economia europea pulita e competitiva”.
Gli Stati membri devono incentivare le riparazioni, ad esempio attraverso voucher o fondi per le riparazioni. La Commissione sta inoltre sviluppando una nuova piattaforma europea online per le riparazioni, che consentirà ai consumatori di trovare facilmente i servizi di riparazione nelle vicinanze.