Il benessere degli animali
A dieci anni dalla sua entrata in vigore, esce un report di valutazione sulla normativa europea in materia di salute degli animali. La valutazione e la relativa relazione evidenziano l'impatto positivo che la legislazione ha avuto nella lotta contro le malattie degli animali, che possono avere conseguenze devastanti per gli agricoltori e le comunità rurali, con ripercussioni sulla salute pubblica, sull'economia e sul commercio. La normativa europea ha contribuito a ridurre tali impatti e a controllare le malattie, fornendo al contempo un solido quadro di riferimento per le misure preventive e basate sul rischio in materia di salute animale in tutta l'UE. Il mantenimento di elevati standard di salute animale è uno dei motivi per cui l'UE è il maggiore esportatore di prodotti agricoli al mondo.
Allo stesso tempo, la Commissione ha individuato alcune aree in cui sono necessari ulteriori interventi per sfruttare appieno i benefici della legge. Tra queste, una più uniforme applicazione delle norme in tutti gli Stati membri, un sistema di classificazione delle malattie più adattabile alle nuove minacce emergenti e un potenziale maggiore utilizzo della vaccinazione come strumento di prevenzione.
L'attuale quadro normativo in materia di salute animale si basa sulle più recenti conoscenze scientifiche e viene costantemente aggiornato quando necessario. La valutazione è stata pubblicata in vista della conferenza per celebrare i 10 anni della Legge sulla salute animale, che si terrà a Bruxelles l'8 luglio e sarà inaugurata da Olivér Várhelyi, Commissario per la Salute e il Benessere degli Animali. Questo evento rappresenterà un'opportunità per discutere dell'attuazione della legge, dei risultati raggiunti e delle sfide future. La conferenza potrà essere seguita online.
Le previsioni della produzione agricola in Europa
Secondo il rapporto 2026 sulle prospettive a breve termine per i mercati agricoli dell'UE, i mercati agricoli dell'UE dovrebbero rimanere solidi nel 2026. È importante notare che questo rapporto non tiene conto delle ondate di calore in corso, che stanno colpendo duramente gli agricoltori in tutta Europa, poiché i dati utilizzati sono stati raccolti prima dell'inizio di tali ondate.
Il settore continua ad affrontare una significativa incertezza legata alle ripercussioni del conflitto in Medio Oriente, ai rischi meteorologici, alle malattie animali e alle persistenti tensioni commerciali. L'aumento dei costi dei fattori produttivi sta esercitando pressione sui margini dei produttori. La crescita del PIL reale è prevista all'1,1%, l'inflazione dovrebbe salire al 3,1%, trainata dai costi energetici, e i prezzi dei prodotti alimentari sono destinati ad aumentare. Allo stesso tempo, le prospettive indicano condizioni favorevoli per le colture nell'UE, con rese invernali previste superiori alla media storica. Tuttavia, le colture primaverili ed estive potrebbero risentire del caldo e della scarsità d'acqua, in particolare nelle regioni soggette a siccità.
Per quanto riguarda le colture arabili e specializzate, si stima che la produzione di cereali nell'UE nel 2026/27 tornerà alla media, attestandosi a 273,7 milioni di tonnellate, dopo le rese eccezionalmente elevate della scorsa stagione. Si prevede un aumento del 3,1% della produzione di semi oleosi. La produzione di colture proteiche dovrebbe diminuire leggermente, pur rimanendo al di sopra della media, mentre la produzione di zucchero nell'UE potrebbe calare a causa della minore superficie coltivata a barbabietola da zucchero. La produzione di olio d'oliva dovrebbe diminuire rispetto alla ripresa registrata nel 2024/25, ma rimanere al di sopra della media nel 2025/26.
Per quanto riguarda i prodotti di origine animale, si prevede una crescita dell'offerta di latte nell'UE nel 2026, trainata da rese più elevate. La maggiore disponibilità di latte crudo potrebbe incrementare la produzione di burro, formaggio, siero di latte e latte scremato in polvere, mentre le esportazioni si manterranno solide nonostante la minore domanda in Medio Oriente e le interruzioni commerciali. La produzione avicola è destinata a crescere, grazie alla forte domanda e agli alti prezzi. Al contrario, si prevede che la produzione di carne bovina diminuirà nel 2026 e nel 2027 a causa della riduzione del numero di capi di bestiame.