Il Bangladesh sigla un accordo di partenariato di nuova generazione
L'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea, Kaja Kallas, e il ministro degli esteri del Bangladesh, Khalilur Rahman, hanno siglato un Accordo di partenariato e cooperazione (APC), che segna un importante passo avanti nel rafforzamento delle relazioni bilaterali tra l'Unione europea e il Bangladesh, partner chiave nella regione indo-pacifica.
L'APC offre un quadro completo per una maggiore cooperazione in campo politico, economico, commerciale e strategico, fondata su impegni condivisi in favore della democrazia, dei diritti umani, della pace e della sicurezza, dell'azione per il clima e dello sviluppo sostenibile. Composto da 82 articoli, l'APC rafforza la collaborazione in settori quali il dialogo politico, il commercio e gli investimenti, l'energia, i trasporti, l'agricoltura, la migrazione, la sicurezza, la finanza, gli affari marittimi e gli scambi tra i popoli.
L'UE e il Bangladesh sono in trattative dalla fine del 2024, ed hanno concluso i negoziati all'inizio di quest'anno. La conclusione apre la strada alla firma ed alla ratifica formale da parte di entrambe le parti in un prossimo futuro, dopo il completamento della procedura da parte delle rispettive autorità, per rendere questi nuovi impegni una realtà. Il Bangladesh è il primo Paese dell'Asia meridionale a concludere un moderno Accordo di cooperazione e partenariato (PCA) con l'Unione europea. Una volta entrato in vigore, il PCA sostituirà l'Accordo di cooperazione del 2001.
I legami bilaterali tra l'UE e il Bangladesh durano da oltre 50 anni, con la cooperazione allo sviluppo e il commercio come aspetti principali delle relazioni. L'UE è il principale partner commerciale del Bangladesh e gli scambi bilaterali superano ormai i 22 miliardi di euro. Dal 2001, il Bangladesh beneficia dell'accordo "Tutto tranne le armi" (EBA) dell'UE, che garantisce l'accesso senza dazi né quote per tutte le esportazioni, ad eccezione di armi e munizioni.
Riprende la cooperazione con la Siria
La Commissione europea ha proposto la piena ripresa dell'accordo di cooperazione UE-Siria, segnando un nuovo passo nelle relazioni tra le due parti. Ciò fa seguito all'annuncio, da parte della Presidente von der Leyen nel gennaio 2026, del nuovo quadro di cooperazione dell'UE con la Siria. Nell'ambito di tale quadro, l'UE sta intensificando il sostegno a una transizione pacifica e inclusiva guidata dalla Siria, affrontando i bisogni umanitari e contribuendo agli sforzi per la ripresa economica.
L'accordo di cooperazione UE-Siria era stato parzialmente sospeso nel 2011 in risposta alla repressione sistematica e alle gravi violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime di Assad. L'accordo di cooperazione ha rappresentato il quadro di riferimento per la cooperazione tra l'UE e la Siria dal 1978, sostenendo lo sviluppo economico e sociale della Siria e promuovendo relazioni commerciali eque e legali. Esso abolisce i dazi doganali sulle importazioni nell'UE della maggior parte dei prodotti industriali originari della Siria e impedisce l'imposizione di restrizioni quantitative da entrambe le parti.
Questo segnale di rinnovato slancio nelle relazioni politiche e di cooperazione tra UE e Siria fa seguito alla revoca di tutte le sanzioni economiche contro la Siria nel maggio 2025 e alla visita della Presidente von der Leyen a Damasco nel gennaio 2026. Durante la sua visita, la Presidente von der Leyen ha annunciato i tre pilastri del rinnovato dialogo bilaterale con la Siria a sostegno della riconciliazione e della ripresa: un nuovo partenariato politico; un quadro per una maggiore cooperazione commerciale ed economica; e un pacchetto di sostegno finanziario di circa 620 milioni di euro per il biennio 2026-2027, che comprende aiuti umanitari, sostegno alla ripresa iniziale e sostegno bilaterale. Si tratta di un importante segnale politico in vista del prossimo dialogo politico di alto livello UE-Siria che si terrà l'11 maggio 2026.
La peculiarità di Cipro
La Commissione europea ha lanciato un nuovo bando da 2,25 milioni di euro nell'ambito del programma "La società civile cipriota in azione". Questa iniziativa, giunta alla sua decima edizione, mira a sostenere le organizzazioni della società civile (OSC) in tutta l'isola, con particolare attenzione al rafforzamento della comunità turco-cipriota.
Dal 2007, il programma ha stanziato 19,78 milioni di euro a oltre 160 organizzazioni, finanziando progetti che promuovono il dialogo, la partecipazione democratica e la riconciliazione. Quest'ultimo bando si propone di rafforzare ulteriormente il ruolo della società civile nel plasmare il futuro di Cipro, in linea con i valori dell'UE e a sostegno del processo di riunificazione dell'isola.