L'UE investe sui trasporti
La Commissione europea ha lanciato un bando per la presentazione di proposte del valore di 1,1 miliardi di euro per la costruzione e la modernizzazione della irete transeuropea di trasporto (TEN-T) dell'UE. Si tratta dell'ultimo bando nell'ambito dell'attuale bilancio a lungo termine europeo per il periodo 2021-2027. I finanziamenti sosterranno l'attuazione di importanti progetti in materia di trasporti. Promuoveranno il piano europeo per l'alta velocità ferroviaria e il piano d'azione industriale per il settore automobilistico europeo, rafforzando al contempo la connettività marittima, in linea con le strategie industriali, marittime e portuali dell'UE recentemente presentate. I finanziamenti rafforzeranno inoltre la prontezza operativa della difesa europea, affrontando i colli di bottiglia della mobilità militare e sostenendo la rapida attuazione del pacchetto UE sulla mobilità militare.
Il bando pone particolare enfasi sul trasporto ferroviario, sulla decarbonizzazione del trasporto marittimo e sulla mobilità militare. Sostiene inoltre l'elettrificazione del trasporto su strada e delle operazioni a terra aeroportuali, la realizzazione di infrastrutture di ricarica nei porti marittimi e interni, nonché la digitalizzazione del trasporto su strada.
Anche l'Ucraina e la Moldavia spossono partecipare al bando nell'ambito della Connecting Europe Facility (CEF), a testimonianza del rafforzamento dei loro legami di trasporto con l'UE. Il CEF è lo strumento di punta dell'UE per il finanziamento e l'attuazione della politica TEN-T. I progetti selezionati nell'ambito del bando 2026 contribuiranno a realizzare infrastrutture di trasporto più intelligenti, efficienti e sostenibili; a migliorare l'interoperabilità; e a rafforzare la resilienza delle reti di trasporto in tutta l'UE.
Lo stato di salute delle piccole imprese e delle imprese femminili
a Commissione europea ha pubblicato oggi la Relazione annuale sulle piccole e medie imprese (PMI) europee per il biennio 2025/2026 e una nuova relazione sull'imprenditoria femminile in Europa. Entrambe le relazioni forniscono nuovi dati a supporto delle future politiche, iniziative e misure di finanziamento per le piccole e medie imprese.
La Relazione annuale mostra che le 34 milioni di PMI europee hanno registrato una solida crescita nel 2025, continuando al contempo a riprendersi dalle recenti crisi. Il numero di imprese è aumentato dell'1,8%, mentre il loro valore aggiunto reale è cresciuto del 2,5% e l'occupazione dell'1,0%. La relazione offre una panoramica delle opzioni che potrebbero incrementare la produttività delle piccole e medie imprese, come l'adozione di nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale (IA), settori in cui le PMI continuano a essere in ritardo rispetto alle imprese di maggiori dimensioni. Nel 2025, le tecnologie di IA erano utilizzate dal 55,0% delle grandi imprese, rispetto al 30,4% delle medie imprese e al 17,0% delle piccole imprese. Il rapporto esamina inoltre le ulteriori sfide affrontate dalle PMI nelle catene del valore durante i periodi di cambiamento tecnologico dirompente e le relative implicazioni per la produttività delle PMI, utilizzando il settore automobilistico come caso di studio.
Il rapporto "Donne imprenditrici in Europa: dati, ostacoli e raccomandazioni" analizza l'imprenditorialità femminile nell'UE e individua le sfide che le imprese a guida femminile devono affrontare nell'avvio e nella crescita delle proprie attività, nonché le difficoltà che le imprenditrici incontrano nell'accesso ai finanziamenti. Il rapporto rileva che solo il 33% dei titolari di imprese nell'UE sono donne. Inoltre, la loro presenza è concentrata in settori tradizionalmente femminili come i servizi alla persona (69%), la sanità e l'assistenza sociale (65%) e l'istruzione (57%), mentre la loro rappresentanza in altri settori rimane limitata. Il rapporto si conclude con cinque raccomandazioni mirate per rafforzare il contesto favorevole e liberare il potenziale inespresso delle imprenditrici e delle imprese a guida femminile.