La Giornata della Commissione 22/09/2026

22/09/2026

Gli europei preferiscono mangiare  "cibo europeo"

Secondo l'ultimo sondaggio Eurobarometro, il 95% degli europei considera l'agricoltura e le zone rurali importanti per il futuro dell'Europa, mentre il 93% ritiene fondamentale garantire all'UE un approvvigionamento alimentare stabile. Una percentuale ancora maggiore di europei ritiene che la Politica agricola comune (PAC) dell'UE stia raggiungendo i propri obiettivi prioritari. Per quanto riguarda le abitudini di consumo, la qualità e l'origine degli alimenti sono gli aspetti più importanti per i cittadini europei.

Nel complesso, la qualità e l'origine rappresentano fattori determinanti per i cittadini al momento dell'acquisto di prodotti alimentari. Sulla base di queste considerazioni, la Commissione lancerà una nuova campagna dedicata al "cibo europeo", come annunciato dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo stato dell'Unione dello scorso anno.

Il Commissario per l'Agricoltura e l'Alimentazione, Christophe Hansen, ha dichiarato: "È incoraggiante constatare un sostegno pubblico così forte all'agricoltura europea e ai nostri agricoltori. Questi risultati dimostrano che siamo in sintonia con i cittadini sulle priorità fondamentali: garantire alimenti sicuri e di alta qualità, sostenere gli agricoltori e rafforzare le zone rurali, tutelando al contempo l'ambiente. La Politica agricola comune è essenziale per realizzare tali obiettivi e sostenere gli agricoltori nel rispondere alle aspettative dei cittadini europei".

Si tratta del decimo sondaggio Eurobarometro sul tema "Gli europei, l'agricoltura e la PAC". L'indagine offre un quadro completo dell'atteggiamento degli europei nei confronti degli agricoltori e della politica agricola europea.

Lo sport come stile di vita

 

Oggi, alla vigilia della Settimana europea dello sport 2026, la Commissione europea ha pubblicato il sesto Eurobarometro sullo sport e l'attività fisica. L'indagine evidenzia un aumento dei livelli di attività fisica in tutta l'Unione europea rispetto alla precedente rilevazione del 2022. Ad esempio, la percentuale di cittadini che pratica attività fisica più volte alla settimana è salita al 38% (con un incremento di 6 punti percentuali), mentre quella di chi si allena quasi quotidianamente è aumentata al 9% (con un incremento di 3 punti percentuali). Parallelamente, la quota di europei che non pratica mai sport o attività fisica è scesa dal 45% del 2022 al 39% di quest'anno.

Ogni anno, in occasione della Settimana europea dello sport, la Commissione promuove i benefici dello sport e dell'attività fisica. In programma dal 23 al 30 settembre, la Settimana rappresenta il momento culminante della campagna annuale #BeActive, volta a incoraggiare gli europei a muoversi di più. Lo slogan dell'edizione 2026, "#BeActive Your Way" (Sii attivo a modo tuo), sottolinea l'importanza anche dei piccoli passi verso uno stile di vita più sano e attivo.

Per l'edizione di quest'anno della Settimana europea dello sport saranno organizzate migliaia di iniziative in tutta Europa, invitando persone di ogni età, provenienza e abilità a partecipare ad attività in scuole, parchi, luoghi di lavoro, palestre e altri spazi per scoprire il piacere del movimento. L'inaugurazione ufficiale si terrà a Dublino, in Irlanda, il 23 settembre.

La Vicepresidente esecutiva per i Diritti sociali e le competenze, i posti di lavoro di qualità e la preparazione, Roxana Mînzatu, ha dichiarato: "Sempre più europei scelgono di essere attivi, ma le opportunità di partecipazione dipendono ancora troppo dal reddito, dall'età e dal livello di istruzione. Tutti dovrebbero poter accedere a sport a costi accessibili e a luoghi sicuri in cui fare attività fisica, vicino a casa. Ciò significa aprire le porte ai bambini le cui famiglie non possono permettersi le quote dei club sportivi, agli anziani e alle persone con disabilità. La Settimana europea dello sport è un invito a muoversi nel modo più adatto a ciascuno e a coinvolgere anche gli altri". Il Commissario per l'Istruzione, la gioventù, la cultura e lo sport, Glenn Micallef, ha dichiarato: "Sempre più europei si muovono, ed è un'ottima notizia. Collaborando con gli Stati membri, le comunità locali e il mondo dello sport, contribuiamo a rendere gli stili di vita attivi più accessibili e parte della quotidianità. L'iniziativa '#BeActive Your Way' mira a offrire a tutti l'opportunità di muoversi secondo le proprie modalità e preferenze. Continueremo a lavorare finché tale opportunità non sarà alla portata di tutti".

Le "scale-up" europee in cerca di investitori sitituzionali

La Commissione europea e il Gruppo della Banca europea per gli investimenti (BEI) hanno lanciato oggi, in occasione del TechEU Equity Summit, il Patto degli investitori istituzionali europei (EIIP).

Il Patto è un nuovo quadro volontario concepito per convogliare una maggiore quantità di capitali istituzionali a lungo termine verso l'ecosistema europeo delle tecnologie e delle imprese in fase di espansione (*scale-up*). Tredici investitori istituzionali hanno già manifestato l'intenzione di indirizzare investimenti verso l'ecosistema europeo dell'innovazione e delle *scale-up*, anche attraverso la *European Tech Champions Initiative* (ETCI) 2.0, dotata di 15 miliardi di euro, e lo *Scaleup Europe Fund*, da 5 miliardi di euro. L'EIIP è stato sviluppato congiuntamente dalla Commissione e dal Gruppo BEI nell'ambito della strategia dell'UE per le *startup* e le *scale-up*.

L'iniziativa mira a facilitare gli investimenti degli investitori istituzionali in fondi europei di *venture capital* e *growth equity*, aiutando le imprese europee ad alta crescita ad accedere ai capitali necessari per espandersi e competere a livello globale, mantenendo al contempo le proprie radici in Europa.

L'EIIP si inserisce nel più ampio impegno dell'UE volto a mobilitare maggiori capitali istituzionali — provenienti da investitori quali banche, fondi pensione e compagnie di assicurazione — a favore della tecnologia e dell'innovazione europee, affrontando così una delle principali sfide di finanziamento individuate nell'agenda europea per la competitività.

A passi veloci verso l'AI in ambito educativo

Sono stati pubblicati due nuovi rapporti che esaminano le implicazioni dell'intelligenza artificiale (IA) generativa per gli attori e gli operatori del settore dell'istruzione, oltre ad analizzare come i sistemi scolastici europei stiano rispondendo alla trasformazione digitale.

Il documento "Friend or foe? Evidence from the use of generative artificial intelligence in learning and teaching" (Amico o nemico? Evidenze sull'uso dell'intelligenza artificiale generativa nell'apprendimento e nell'insegnamento) evidenzia come l'IA generativa (genAI) stia passando, lentamente ma costantemente, da innovazione tecnologica a strumento diffuso nelle pratiche di istruzione e apprendimento nell'UE. L'effettiva utilità della genAI per i risultati di apprendimento dipende, in ultima analisi, dalle modalità di utilizzo della tecnologia, mentre il suo impatto complessivo sulle competenze a lungo termine rimane incerto. Gli insegnanti necessitano pertanto di una formazione professionale iniziale e continua significativa per sfruttare appieno i vantaggi offerti dalla genAI, supportati da linee guida istituzionali per un uso responsabile della tecnologia.

Il secondo rapporto, "Digital education at school in Europe 2026: Bridging gaps in access, teaching and learning" (Istruzione digitale a scuola in Europa 2026: colmare le lacune in termini di accesso, insegnamento e apprendimento), mostra che, sebbene la trasformazione digitale venga affrontata attraverso vari canali nei sistemi scolastici europei, gli approcci e le condizioni di attuazione differiscono. La maggior parte dei sistemi scolastici affronta gli aspetti fondamentali delle infrastrutture digitali, ma permangono disparità per quanto riguarda l'accesso a livello di singola scuola, il supporto tecnico e gli ambienti digitali. La competenza digitale è inclusa nei programmi di studio della scuola secondaria di primo grado in quasi tutti i sistemi analizzati, mentre le valutazioni nazionali o standardizzate rimangono poco diffuse. Quasi due terzi dei sistemi scolastici hanno elaborato strategie, orientamenti o altri quadri politici riguardanti l'IA.

I risultati contribuiranno al lavoro della Commissione sull'Unione delle competenze e forniranno elementi utili per il prossimo Pacchetto sull'istruzione, che riguarderà le competenze di base, gli insegnanti e i formatori, nonché le infrastrutture per l'istruzione digitale. Tali risultati si basano sul recente rapporto dell'OCSE relativo al Programma per la valutazione internazionale degli studenti (PISA).

La Vicepresidente esecutiva per le Competenze, i Diritti sociali, i Lavori di qualità e la Preparazione, Roxana Mînzatu, ha dichiarato: "Le tecnologie digitali, inclusa l'intelligenza artificiale generativa, stanno cambiando rapidamente il nostro modo di vivere, lavorare e apprendere. Sebbene studenti e insegnanti possano trarre vantaggio da queste nuove opportunità, dobbiamo affrontare con attenzione i rischi legati a pregiudizi (bias), privacy ed eccessiva dipendenza. La tecnologia digitale deve essere al servizio dei cittadini e dobbiamo garantire che questi strumenti sostengano concretamente l'apprendimento".

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