Politiche

L'Agire dell'Unione Europea

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La Commissione agisce per impedire la vendita errata dei prodotti assicurativi

21 settembre 2017

La Commissione ha adottato oggi delle regole per proteggere i consumatori quando comprano dei prodotti assicurativi nell’UE. Le nuove regole sulla sorveglianza del prodotto e sulla governance per la prima volta obbligheranno gli assicuratori a dare la priorità all’interesse dei consumatori durante la progettazione, lo sviluppo e la distribuzione di tutti i prodotti assicurativi dal 2018 in poi.

In aggiunta le nuove regole assicureranno che i consumatori possano beneficiare di un alto livello di protezione quando investono i loro risparmi in prodotti di investimento basati su assicurazioni come alcuni tipi di assicurazioni sulla vita.

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Ulteriori 293,89 milioni di dollari di sostegno all’Iraq sono stati impegnati all’evento ministeriale

21 settembre 2017

Un totale di 293,89 milioni di dollari di sostegno all’Iraq sono stati impegnati mercoledì all’evento ministeriale sull’Iraq co-presieduto dell’Ue insieme alla Repubblica dell’Iraq, U.S., UNOCHA e la Germania.

Il commissario Stylianides: “ La fine della campagna militare di Mosul ha segnato l’inizio di una nuova fase internazionale di aiuti, L’UE si impegna per continuare a portare aiuto umanitario”. Il nuovo finanziamento fornisce supporto per salvare vite ed aiutare la popolazione colpita dalla crisi anche dopo la campagna militare di Mosul. Verrà fornito un sostegno psicologico ai sopravvissuti che hanno subito violenze durante il conflitto.

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BEI: Cinque Stati membri sostengono l’iniziativa della banca dell’UE per affrontare il fenomeno migratorio e creare occupazione per i paesi d’origine

22 settembre 2017

L’Italia, il Lussemburgo, la Polonia, la Slovacchia e la Slovenia portano il loro contributo al programma ERI della BEI.

ERI è un programma di investimento che aiuta a fronteggiare la crisi migratoria nei Balcani occidentali e nei Paesi del dell’Europa meridionale.

La BEI ha previsto finanziamenti per iniziativa di 6 miliardi di euro nel periodo 2016-2020.

Grazie al contributo dei cinque Stati membri la BEI potrà varare un nuovo fondo fiduciario per ERI così da incrementare gli investimenti nelle regioni toccate dai flussi migratori.

Gli investimenti stimoleranno l’economia non solo nei paesi di transito ma anche nei paesi d’accoglienza, questo contribuirà a costituire un economia più resiliente e ad affrontare le cause profonde della migrazione.

Italia e Polonia offrono 50 e 45 milioni di euro, Slovenia (0,5 milioni) e il Lussemburgo (0,4 milioni).

Dario Scannapieco, vicepresidente della BEI e responsabile dell’iniziativa ERI ha dichiarato: “Questi contributi dall’Italia, dal Lussemburgo, dalla Polonia, dalla Slovacchia e dalla Slovenia rappresentano una pietra miliare dell’iniziativa della BEI per la resilienza economica. Ci consentono di accelerare immediatamente gli sforzi nel quadro di una risposta comune dell’Unione alle sfide costituite dallo sfollamento forzato e dalla migrazione. Gli investimenti in ambito ERI vogliono dare uguale speranza e opportunità a rifugiati, migranti e popolazioni locali. L’iniziativa intende contribuire a rafforzare la capacità di tenuta di queste regioni nei confronti, ad esempio, dell’impatto causato dalla crisi dei rifugiati siriani. Occorre dare alle persone che vivono in questi Paesi la prospettiva di posti di lavoro, di servizi di base e di sviluppo sostenibile. Sono lieto, in particolare, di annunciare la decisione dell’Italia di contribuire all’iniziativa della BEI per la resilienza economica”.

L’iniziativa per la resilienza economica:

- stimolerà gli investimenti nel settore privato;

- creerà occupazione;

- aumenterà l’offerta di servizi in campo energetico, nei trasporti, nel settore idrico, igenico-sanitario e quello dell’istruzione.

Inoltre grazie al contributo degli Stati la BEI sarà in grado di offrire finanziamenti a tassi di favore, sostegno maggiore al settore privato, finanza d’impatto e assistenza tecnica alle regioni coinvolte fino al 2020.

La BEI ha approvato 13 progetti del valore di circa un miliardo di euro di cui ben la metà per il settore privato, i finanziamenti andranno a beneficio di oltre 600 piccole imprese e midcap.

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BEI: Cinque Stati membri sostengono l’iniziativa della banca dell’UE per affrontare il fenomeno migratorio e creare occupazione per i paesi d’origine

22 settembre 2017

L’Italia, il Lussemburgo, la Polonia, la Slovacchia e la Slovenia portano il loro contributo al programma ERI della BEI.

ERI è un programma di investimento che aiuta a fronteggiare la crisi migratoria nei Balcani occidentali e nei Paesi del dell’Europa meridionale.

La BEI ha previsto finanziamenti per iniziativa di 6 miliardi di euro nel periodo 2016-2020.

Grazie al contributo dei cinque Stati membri la BEI potrà varare un nuovo fondo fiduciario per ERI così da incrementare gli investimenti nelle regioni toccate dai flussi migratori.

Gli investimenti stimoleranno l’economia non solo nei paesi di transito ma anche nei paesi d’accoglienza, questo contribuirà a costituire un economia più resiliente e ad affrontare le cause profonde della migrazione.

Italia e Polonia offrono 50 e 45 milioni di euro, Slovenia (0,5 milioni) e il Lussemburgo (0,4 milioni).

Dario Scannapieco, vicepresidente della BEI e responsabile dell’iniziativa ERI ha dichiarato: “Questi contributi dall’Italia, dal Lussemburgo, dalla Polonia, dalla Slovacchia e dalla Slovenia rappresentano una pietra miliare dell’iniziativa della BEI per la resilienza economica. Ci consentono di accelerare immediatamente gli sforzi nel quadro di una risposta comune dell’Unione alle sfide costituite dallo sfollamento forzato e dalla migrazione. Gli investimenti in ambito ERI vogliono dare uguale speranza e opportunità a rifugiati, migranti e popolazioni locali. L’iniziativa intende contribuire a rafforzare la capacità di tenuta di queste regioni nei confronti, ad esempio, dell’impatto causato dalla crisi dei rifugiati siriani. Occorre dare alle persone che vivono in questi Paesi la prospettiva di posti di lavoro, di servizi di base e di sviluppo sostenibile. Sono lieto, in particolare, di annunciare la decisione dell’Italia di contribuire all’iniziativa della BEI per la resilienza economica”.

L’iniziativa per la resilienza economica:

- stimolerà gli investimenti nel settore privato;

- creerà occupazione;

- aumenterà l’offerta di servizi in campo energetico, nei trasporti, nel settore idrico, igenico-sanitario e quello dell’istruzione.

Inoltre grazie al contributo degli Stati la BEI sarà in grado di offrire finanziamenti a tassi di favore, sostegno maggiore al settore privato, finanza d’impatto e assistenza tecnica alle regioni coinvolte fino al 2020.

La BEI ha approvato 13 progetti del valore di circa un miliardo di euro di cui ben la metà per il settore privato, i finanziamenti andranno a beneficio di oltre 600 piccole imprese e midcap.

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La Commissione europea propone una profonda riforma del sistema dell'IVA nell'UE

4 ottobre 2017

La Commissione europea ha varato oggi il piano della più grande riforma delle norme dell'Unione in materia di IVA degli ultimi venticinque anni. Questo rilancio dovrebbe migliorare e modernizzare il sistema sia per le amministrazioni che per le imprese. Nel complesso, più di 150 miliardi di EUR di gettito IVA vengono persi ogni anno, il che si traduce nella perdita di entrate che gli Stati membri potrebbero invece utilizzare per scuole, strade e assistenza sanitaria. Di questi, circa 50 miliardi di EUR (ossia 100 EUR per ogni cittadino dell'UE ogni anno) sono riconducibili alle frodi transfrontaliere sull'IVA e possono essere impiegati per finanziare le organizzazioni criminali, compreso il terrorismo. Si stima che questo importo si ridurrebbe dell'80% grazie alla riforma proposta.

( fonte Commissione europea)

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Parte il nuovo piano dell'UE per gli investimenti esterni

28 settembre 2017

Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno approvato il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, chiave di volta del nuovo piano dell'UE per gli investimenti esterni (PIE) che promuoverà uno sviluppo più inclusivo e sostenibile in Africa e nei paesi del vicinato europeo e stimolerà investimenti pubblici e privati, rimuovendo così alcuni degli ostacoli alla crescita nei nostri paesi partner e delle cause profonde della migrazione irregolare.

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Il futuro delle finanze dell'UE: la politica di coesione dopo il 2020

9 ottobre 2017

La Commissione pubblica oggi la settima relazione sulla coesione, che fa il punto sullo stato delle regioni nell'UE, trae insegnamenti dal ricorso ai fondi per la coesione durante gli anni della crisi e definisce il contesto della politica di coesione dopo il 2020. Analizzando lo stato attuale della coesione economica, sociale e territoriale dell'UE, la relazione esamina l'Unione approfonditamente: l'economia europea è in ripresa ma permangono disuguaglianze tra i vari Stati membri e al loro interno.

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Unione della sicurezza: Nuove misure della Commissione per proteggere i cittadini dell'UE

18 ottobre 2017

Come annunciato dal Presidente Juncker nel suo discorso sullo stato dell'Unione 2017, la Commissione presenta oggi, insieme all'11a relazione sull'Unione della sicurezza, una serie di misure operative e pratiche per difendere meglio i cittadini dell'UE contro le minacce terroristiche e realizzare un'Europa che protegge. Tali misure sono volte a rimediare alle carenze emerse con i recenti attentati. Aiuteranno gli Stati membri a proteggere gli spazi pubblici e contribuiranno a privare i terroristi dei loro mezzi d'azione. La Commissione propone inoltre di rafforzare l'azione esterna dell'UE relativa alla lotta contro il terrorismo - anche attraverso Europol - e raccomanda all'UE di avviare negoziati con il Canada sulla revisione dell'accordo sul codice di prenotazione .

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Istruzione e formazione in Europa: le disuguaglianze rimangono una sfida

9 novembre 2017

L'edizione 2017 della relazione di monitoraggio della Commissione del settore dell'istruzione e della formazione, pubblicata oggi, indica che i sistemi nazionali di istruzione stanno diventando più inclusivi ed efficaci. Tuttavia conferma anche che il progresso degli studenti nell'istruzione dipende in larga misura dal loro contesto socioeconomico.

La Commissione europea assiste gli Stati membri nel compito di far funzionare i sistemi d'istruzione; i dati raccolti nella relazione annuale di monitoraggio sono una parte importante di questo lavoro. L'ultima edizione mostra che sebbene gli Stati membri stiano compiendo progressi verso la realizzazione della maggior parte degli obiettivi chiave dell'UE per la riforma e la modernizzazione dell'istruzione, sono necessari maggiori sforzi per raggiungere l'uguaglianza nell'istruzione.

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Previsioni economiche di autunno 2017: prosegue la crescita in un contesto politico in evoluzione

9 novembre 2017

In base alle previsioni d'autunno pubblicate oggi, la Commissione europea prevede che la crescita continuerà sia nella zona euro sia in tutta l'UE, con valori pari al 2,1% nel 2018 e all'1,9% nel 2019 (le previsioni di primavera indicavano per il 2018 l'1,8% nella zona euro e l'1,9% nell'UE). Quest'anno l'economia europea ha registrato risultati decisamente migliori del previsto, spinta dalla tenuta dei consumi privati, dalla più forte crescita a livello mondiale e dal calo della disoccupazione. Anche gli investimenti sono in ripresa grazie a condizioni di finanziamento favorevoli e a un clima economico considerevolmente migliore e meno incerto. Le economie di tutti gli Stati membri sono in espansione e i rispettivi mercati del lavoro sono in fase di miglioramento, anche se l'aumento dei salari resta contenuto.

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Futuro dell'Europa: uno spazio europeo dell'istruzione entro il 2025

14 novembre 2017

Con il dibattito sul futuro dell'Europa in corso, la Commissione europea definisce oggi il suo piano su come creare uno spazio europeo dell'istruzione entro il 2025. Le idee formulate sono concepite come contributo alla riunione dei leader dell'UE del 17 novembre 2017, a Göteborg, durante la quale si discuterà il futuro dell'istruzione e della cultura. La Commissione ritiene che sia nell'interesse comune di tutti gli Stati membri sfruttare appieno il potenziale dell'istruzione e della cultura come motore per la creazione di posti di lavoro, la crescita economica e la giustizia sociale e come mezzo per fare esperienza dell'identità europea nella sua diversità.

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L'Unione europea rafforza il sostegno ai mezzi d'informazione indipendenti nei Balcani occidentali

10 novembre 2017

In occasione delle Giornate dell'informazione ("Media Days") UE-Balcani occidentali svoltesi il 9 e il 10 novembre a Tirana, in Albania, la Commissione ha annunciato l'intenzione di investire in nuove iniziative volte a sostenere il giornalismo indipendente e organi di informazione sostenibili e a promuovere la cooperazione regionale tra i mezzi

d'informazione del servizio pubblico. La libertà dei mezzi d'informazione è uno dei criteri politici per l'adesione all'UE - un obbligo assoluto per i paesi che vogliono entrare a far parte dell'Unione europea. Durante la conferenza organizzata nel quadro delle Giornate dell'informazione UE-Balcani occidentali, la Commissione ha presentato proposte globali volte a rafforzare i mezzi d'informazione indipendenti nella regione. I nuovi finanziamenti dell'UE serviranno a formare giornalisti giovani e giunti a metà carriera in tutta la regione, promuovendo in tal modo il giornalismo d'inchiesta, che è in grado di contribuire alla riconciliazione. Un nuovo programma di assistenza tecnica destinato alle emittenti del servizio pubblico sosterrà la coproduzione regionale di inchieste giornalistiche, contenuti mediatici per i giovani e la digitalizzazione. Inoltre, per sostenere i mezzi d'informazione indipendenti, le nuove azioni avviate nel quadro del Fondo europeo per la democrazia favoriranno le start-up destinate ai nuovi organi d'informazione indipendenti e iniziative su piccola scala.

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Le scuole europee stanno traendo il meglio dalle tecnologie digitali? Prove di un nuovo strumento per l’auto-valutazione

Bruxelles, 2 ottobre 2017

La Commissione europea sta lanciando la versione di prova di un nuovo strumento per supportare le scuole nell’utilizzo delle tecnologie digitali. Tale strumento si chiama SELFIE (acronimo inglese per ‘riflessione sull’apprendimento efficace promuovendo l’innovazione attraverso l’educazione tecnologica’) e aiuterà le scuole ad avvicinarsi ai loro punti di forza e alle loro debolezze al fine di aiutarle a tratte il meglio dalle tecnologie digitali nelle loro attività didattiche.

Lo strumento SELFIE è stato sviluppato dal Centro comune di Ricerca della Commissione in collaborazione con la Direzione Generale Istruzione, Gioventù, Sport e Cultura e sostiene gli obiettivi delle politiche europee per il miglioramento delle capacità digitali e dell’apprendimento, così come l’Iniziativa sullo sviluppo scolastico e l’eccellenza didattica.

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La Commissione lancia un nuovo sistema per i commercianti per trattare le procedure doganali all’interno dell’Unione europea

Bruxelles, 2 ottobre 2017

La Commissione europea ha lanciato oggi un nuovo sistema elettronico pan-europeo per rendere più semplice alle imprese ottenere permessi per l’importazione di beni. Di ritorno, questa significa spedizioni più rapide e prezzi più bassi per i consumatori. L’accesso al nuovo sistema (il cosiddetto Customs Decision System) è più sicuro delle attuali procedure e gli importatori negli stati membri possono utilizzare lo stesso portale con applicazioni scambiate tra le maggiori autorità doganali.

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Summit UE-India: rafforzare la nostra partnership strategica andare avanti con l’agenda comune

Bruxelles, 6 ottobre 2017

Il 14° summit tra Unione europea e India si è tenuto oggi a New Delhi, segnando i 55 anni di relazioni diplomatiche tra le due più grandi democrazie del mondo.

Il summit ha costituito un’opportunità per i leader di fare il punto sulla cooperazione UE-India lungo tutto il percorso affrontato, inclusi l’approccio alle sfide globali, le relazioni economiche e la cooperazione settoriale.

Gli esiti dell’incontro sono presentati in maniera dettagliata nella Dichiarazione comune (Joint Summit Statement), in cui sono comprese tematiche come la lotta al terrorismo, le energie pulite e il cambiamento climatico e l’urbanizzazione sostenibile.

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Il nostro oceano 2017: l’Unione europea apre la strada alle azioni globali per una migliore governance degli oceani

Bruxelles, 6 ottobre 2017

Più di sei miliardi di euro sono stati messi a disposizione da attori pubblici e privati alla conferenza ospitata dall’Unione europea a Malta per gestire meglio gli oceani.

Il commissario per lo Sviluppo, Neven Mimica, riafferma per conto di UE e dei partner africani, caraibici e asiatici il profondo impegno per una migliore e sostenibile gestione degli oceani.

Lo sforzo totale da parte di attori pubblici e privati di 112 paesi del mondo va oltre i 6 miliardi. Le risorse saranno investite per rafforzare la lotta all’inquinamento marino e per estendere le aree protette, rinforzare la sicurezza degli oceani, perseguire iniziative per l’economia blu e la pesca sostenibile, e intensificare gli sforzi dell’UE contro il cambiamento climatico, in linea con li accordi di Parigi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU

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La Commissione accoglie la Dichiarazione di Tallinn sull’e-government

6 ottobre 2017

I ministri europei responsabili per l’e-government hanno promesso oggi a Tallinn, durante la conferenza degli e-government ministeriali, di sostenere un più ampio utilizzo di mezzi di identificazione elettronica nell’UE.

È un importante passo in avanti per completare la notifica formale sui mezzi di identificazione elettronica, che renderebbe possibile, per i cittadini europei, l’accesso ai servizi online negli altri stati membri proprio come avviene all’interno del paese d’origine, e per le imprese europee, più agevolezza per le transazioni elettroniche nel mercato interno.

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L’UE annuncia ulteriori aiuti umanitari per aiutare i rifugiati in Serbia

9 ottobre 2017

La Commissione europea ha annunciato 4 milioni di euro in più di aiuti umanitari in Serbia per assistere le migliaia di profughi e richiedenti asilo nel paese.

I nuovi progetti finanziano la distribuzione di cibo nei centri d’accoglienza, la protezione degli strati della popolazione più vulnerabili, in particolar modo durante l’inverno, e attività legate all’istruzione. Dal 2015, l’UE è stato il più grande contribuente di aiuti per l’emergenza in Serbia. Gli aiuti si aggirano ora attorno ai 25 milioni di euro e sono serviti per la fornitura di assistenza d’emergenza nei punti di transito e di accoglienza, inclusi i confini e le aree d’attesa.

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La mitigazione del rischio sismico è una ‘corsa contro il tempo’

12 ottobre 2017

Il Comitato europeo delle regioni (CdR) esorta l’Unione europea a rispondere alla terribile perdita di vite umane causata quest’anno dai terremoti in Italia, attuando una politica a lungo termine volta a favorire la ristrutturazione degli edifici e delle infrastrutture a rischio.

La proposta ‘Una politica europea per la riqualificazione sismica del patrimonio edilizio ed infrastrutturale’ è stata elaborata proprio su iniziativa del CdR, il quale collabora con l’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio catastrofi (UNISDR) al fine di incoraggiare gli enti locali e regionali di tutta Europa a proteggere le loro comunità dai danni causati dalle catastrofi naturali.

Il relatore del CdR Vito Santarsiero sottolinea il punto fondamentale che differenzia un ‘problema’ da una ‘catastrofe’: “Gli edifici a rischio fanno la differenza […]. Dobbiamo rendere i nostri edifici antisismici, perché siamo in una corsa contro il tempo prima del prossimo terremoto. Costerà soldi, ma potremo anche combinare questi interventi di ristrutturazione – "riqualificazione" – con gli sforzi per migliorare l'efficienza energetica, il che consentirebbe di risparmiare denaro e contribuirebbe a proteggere il clima”.

Santarsiero conferma come l’UE disponga già di norme tecniche antisismiche adeguate e che, con il suo sostegno finanziario, si sia sempre mostrata molto solidale nelle operazioni di recupero post-terremoto. Tuttavia, sarebbero necessari maggiore impegno e investimento nelle attività di prevenzione.

Rispetto a quest’ultima, Santarsiero sottolinea come la prevenzione non sia solo una questione di finanziamenti; la competenza e la preparazione sono elementi infatti fondamentali, così come è di estrema importanza la presenza di informazioni accurate, comunità reattive e servizi di emergenza efficaci.

Il Comitato europeo delle Regioni ha comunque una stretta collaborazione con l’UNISDR, con il quale ha firmato, nel 2016, un piano d’azione quinquennale volto ad aumentare il numero delle città e delle regioni europee che attuano iniziative per ridurre il rischio di catastrofi naturali.

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